La neurobioetica

La neurobioetica

di: Prof. Alberto Carrara L.C.

Le domande relative al nostro sistema nervoso e al cervello hanno attraversato l’intera storia del pensiero, dalle origini e dagli albori delle prime civiltà organizzate e strutturate, sino ai nostri giorni dove si registrano i maggiori successi derivati dall’alleanza tra ricerca neuroscientifica e tecnologia. Se da una parte, filosofi e medici sin dagli antichi Egizi 2690 anni prima di Cristo, passando per la Grecia classica, approdando alla prima decade del XXI° secolo, hanno speculato e formulato ogni ipotesi relativa al misterioso ed affascinante organo situato nella cavità cranica, dall’altra, gli anni ’90 del secolo scorso e la prima decade di questo Terzo Millennio ci stanno presentando strabilianti risultati che suscitano inquietanti ed appassionanti domande antropologiche ed etiche. L’applicazione sempre più rapida all’uomo nelle sue diverse fasi di vita dei risultati neuroscientifici e neuro-tecnologici, frutto delle numerose ricerche che mirano a decifrare i misteri del cervello e della mente umana, riempiono l’opinione pubblica di sentimenti molto spesso opposti ed antitetici: dai neuro-scettici e neuro-critici, ai neuro-fili o amanti delle neuroscienze. È questo il quadro in cui si è sviluppata ed è sorta, la neuroetica, un nuovo ambito di ricerca e riflessione interdisciplinare a cavallo tra bioetica, neuroscienze e filosofia della mente (Mind Philosophy). Negli ultimi anni, il termine “neuroetica” si è imposto sempre più, specie in ambito anglosassone, per quanto concerne la sua diffusione e il suo contenuto proprio. Il neologismo si deve al medico di Harvard Anneliese Alma Pontius che lo utilizza per la prima volta nel 1973. La nascita ‘canonica’ si fa risalire al 2002, precisamente al 13-14 maggio, date del convegno promosso dalla DANA Foundation e la Stanford University a San Francisco in California. Sembra oggigiorno indiscusso il suo status di nuova e consistente disciplina.

A 45 anni dalla nascita del neologismo ‘neuro-etica’ e a 16 anni dal primo convegno interdisciplinare, il prof. P. Alberto Carrara, L.C., coordinatore del gruppo di ricerca in neurobioetica (GdN) dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma (Istituto Scienza e Fede e Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani), nella conferenza del prossimo 29 maggio del Master in Scienza e Fede, metterà in luce la natura e la storia di questo affascinante settore della riflessione contemporanea.

L’anno scorso, in occasione dei 15 anni della neuroetica, il GdN ha organizzato un significativo convegno all’interno della Settimana Mondiale del Cervello promossa dalla DANA Foundation dal titolo: Neuroethics: Re-Mapping the Field (Roma, 16 e Milano, 18 marzo 2017).

Per approfondimenti, si può leggere l’articolo del relatore sulla rivista della Facoltà di Bioetica dell’APRA Studia Bioethica cliccando qui.


Link:

Neuroethic: Re-Mapping the Field (2017): http://neurobioetica.blogspot.it/2017/03/neuroetica-15-anni-dalla-nascita_18.html

Studia Bioethica VI (2-3), 2013, “La Bioetica, crocevia tra Fede, Ragione e Scienza”; https://riviste.upra.org/index.php/bioethica/article/view/889

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