A cosa serve l’ideario? Propongo due prospettive

A cosa serve l’ideario? Propongo due prospettive

P. David S. Koonce, LC, Direttore dell’Istituto Superiore di Scienza Religiose

A sentir parlare dell’ideario dell’Ateneo, qualcuno potrebbe manifestare perplessità o indifferenza. «Beh, un documento in più. A che cosa serve?»

Vorrei offrire due prospettive sull’utilità di questo documento, la prima in qualità di docente, e la seconda in qualità di direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose.

In primo luogo, scrivo da docente, che considero la mia missione principale. Se la missione dell’Ateneo è «formare apostoli, leader cristiani – chierici e laici – al servizio della Chiesa per testimoniare il mistero di Cristo; creare, in piena comunione con il Magistero della Chiesa, correnti di pensiero che rispondano alle domande teoriche ed esistenziali dell’uomo e impregnino di spirito evangelico la società», allora, tutto ciò che ha a che vedere direttamente con la formazione dei nostri studenti è di altissima priorità.

Ma cosa vuol dire «formare»? Come «formiamo» persone al servizio dell’evangelizzazione? Senz’altro, come docente, ho una mia risposta a queste domande, che è molto chiara per me, e che provo sempre a comunicare anche ai miei studenti.

Ma, che cosa succede se qualche altro docente ha una visione leggermente diversa? O se ogni docente ha soltanto la «sua» risposta a queste domande? Potrebbe essere una ricchezza, ma più probabilmente sarebbe una fonte implicita di discordia e confusione su ciò che vogliamo fare come comunità accademica.

L’ideario, invece, è frutto di un lavoro collaborativo che ha coinvolto in qualche misura tutti i docenti. Così, rappresenta da una parte la distillazione e la convergenza delle visioni pedagogiche del nostro corpo docente. Dall’altra parte, il documento offre una piattaforma per lanciare con più vigore il lavoro evangelizzatore del processo educativo. Trovo nel documento la luce per illuminar le mie decisione pedagogiche e orientare le scelte che devo fare come istruttore. Alla luce dell’ideario, posso chiedermi con più consapevolezza: qual è il senso formativo di questa o quell’altra attività? Come posso realizzare meglio i nostri valori istituzionali nell’insegnamento e nell’attenzione agli studenti?

Come direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose, vedo nell’ideario uno strumento utile per continuare la conversazione tra i docenti  su come raggiungere gli obbiettivi educativi dell’istituto. L’ideario ci offre un linguaggio comune, per parlare tra noi, e con i nostri studenti. Inoltro, rende esplicito ciò che tutti sentiamo implicitamente sui valori della nostra missione. Per tutti questi motivi, auguro che l’ideario diventi davvero un punto di riferimento nello svolgimento della missione del nostro Ateneo.

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