Abstract conferenza del Master in Scienza e Fede: La Questione dell’inizio dell’Universo tra scienza e fede

Abstract conferenza del Master in Scienza e Fede: La Questione dell’inizio dell’Universo tra scienza e fede

 La Questione dell’inizio dell’Universo tra scienza e fede

a cura di Gabriele Gionti, S.J. -Specola Vaticana e Infn.


In questo seminario si analizzerà una breve storia della cosmologia a partire dalla visione del cosmo nelle culture semitiche cosi come si trovano nell’Antico Testamento. Dopo aver brevemente descritto la visione aristotelica del cosmo, si introdurrà il modello tolemaico per la spiegazione del movimento dei pianeti del sistema solare nel modello geocentrico. Questa formulazione è poi stata utilizzata dalla concezione dell’universo nella teologia tomistica. Si esporrà la nascita della scienza moderna e del metodo induttivo sperimentale galileano.  Il “caso Galilei” e il relativo processo segnano l’inizio del conflitto tra scienza e teologia in età moderna. Il modello copernicano e la nascente fisica newtoniana aprono un nuovo scenario sull’immagine dell’universo. Il paradosso di Olbers pone il problema relativamente al fatto se l’universo cosi concepito dalla teoria di Kant-Laplace sia o meno statico.  L’avvento della Relatività Generale apre il campo alla cosmologia relativistica. Si dimostra sia dalla teoria che da fenomeni sperimentali che l’universo non è statico, ma in espansione. Lemaitre, cosmologo e sacerdote belga, formula la teoria dell’atomo originario, che passerà sotto il nome di teoria del Big-Bang, per spiegare la fase iniziale di questo universo in espansione, di piccole dimensioni e alta densità. La teoria dell’universo stazionario di Fred Hoyle, antagonista a quella del Big-Bang, verrà esposta. Qui si colloca la vicenda del discorso “un’ora” di Pio XII e la questione del concordismo nel neotomismo.  La scoperta della radiazione di fondo cosmica (CMB) darà ragione a Lemaitre e alla teoria del Big-Bang rispetto alla teoria dello stato stazionario.

Recenti formulazioni di cosmologia quantistica, in particolare il modello di Hartle-Hawking, pongono il problema del Dio “tappabuchi” o delle “lacune” (“God of the gaps”) che è un problema sia di alcune formulazioni teologiche sia di una concezione molto “naive” di Dio da parte di alcuni scienziati. A tale proposito si cercherà di esporre come la questione della creazione e del concetto della “Creatio ex Nihilo” appare completamente stravolta, nei suoi contenuti, da alcune riflessioni di scienziati sul modello di Hartle-Hawking. Per concludere si esporranno alcune conseguenze di teorie contemporanee di gravità quantistica (“Quantum Gravity”) specialmente sulla questione dell’armoniosa sincronizzazione delle costanti fisiche fondamentali (“fine tuning”), della possibilità di esistenza di molti universi (“multiverse”) e del principio antropico.

 

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