I membri della facoltà di bioetica in una conferenza keynote su COVID-19 alla Federazione Asiatica delle Associazioni Mediche Cattoliche

I membri della facoltà di bioetica in una conferenza keynote su COVID-19 alla Federazione Asiatica delle Associazioni Mediche Cattoliche

I membri della facoltà di bioetica Joseph Tham, Louis Melahn e Michael Baggot hanno presentato una conferenza keynote su COVID-19 al 17° Congresso della Federazione Asiatica delle Associazioni Mediche Cattoliche sulla tema “Costruire ponti attraverso la guarigione e la spiritualità” 16-19 settembre 2021. Il loro intervento ha spiegato il loro recente articolo “Sospendere le cure critiche ai pazienti in situazione di triage” pubblicato nella rivista Medicine, Health Care and Philosophy.

Il testo integrale dell’articolo può essere letto online all’indirizzo https://rdcu.be/cc325. L’abstract dell’articolo: L’avvento di COVID-19 è stata l’occasione per un rinnovato interesse per i principi che regolano il triage quando il numero di pazienti in condizioni critiche supera la capacità dell’infrastruttura sanitaria in un determinato luogo. Alcuni studiosi sostengono che sarebbe moralmente accettabile, in una crisi, limitare alcune risorse come il supporto vitale e i letti di terapia intensiva a un paziente a favore di un altro, se, a giudizio del personale medico, l’altro paziente ha una prognosi significativamente migliore. L’articolo esamina le argomentazioni pro e contro questo approccio dal punto di vista della teoria della legge morale naturale, in particolare utilizzando il principio del doppio effetto. Concludiamo che è inammissibile sospendere gli interventi medici salvavita ai pazienti che ne beneficiano ancora, per il solo motivo che altri pazienti potrebbero beneficiarne di più. Coloro che attualmente utilizzano tale tecnologia dovrebbero interrompere il trattamento solo se, a giudizio del personale medico e, se possibile, tenendo conto dei desideri e delle esigenze del paziente e della sua famiglia, il trattamento è ritenuto futile, oneroso o sproporzionato.

 

 

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