Paternité Maternité Diversité. La lezione francese

Paternité Maternité Diversité. La lezione francese

Carissimi. Per la prima volta chiedo venia se tralascerò tanti articoli di taglio bioetico fra i quali quello di Pietro Greco sull’Unità del 10 p.26 inerente  “Le due anime della bioetica. Laici e cattolici a confronto in un libro di Mori e Fornero”. Mi riprometto di riprenderli e soffermarmici nel prossimo numero. Il fatto è che a Parigi 800mila persone hanno sfilato contro nozze e adozioni gay. E l’impressione dell’evento e il successo dei numeri è (stato) tale che tutte le principali testate  nostrane – notoriamente asettiche se non fredde – per usare un eufemismo –  hanno dovuto capitolare e “aprire” intorno alla grande manifestazione di Parigi. Come il Corriere della Sera che, molto opportunamente, tralascia per un momento le vicende dei simboli politici e in taglio alto apre con una foto di mamma manifestante sulle spalle del marito e che sventola una bandiera con il simbolo e slogan della piazza: una mamma e un papà per ogni bimbo. Titolo di apertura del Corriere: “In migliaia a Parigi contro le nozze gay”. Seguono i servizi a pag. 12 e 13 e un commento di Francesco D’Agostino a pag. 28 . Come dire, cerchiamo di capire meglio quello che è successo. Quasi infastidita appare il giornale dei laiconi per antonomasia, Repubblica, la quale colloca la notizia della marcia in taglio medio, ossia un pochino più giù – ma non potevamo certo pretendere le 2 colonne del Corriere – e titola freddamente: “In piazza contro le nozze gay”. Salvo  far riprendere i colori ai suoi lettori sparando la foto del seno nudo con scritta filo gay delle attiviste ucraine Le Femen. Come dire: Omofobi? Beccatevi questo. Bontà loro. La Stampa però apre come Il Corriere. In più con  una foto che in gergo fa già l’articolo (ossia una foto-articolo).  Si vedono due ragazze vestite da rivoluzionarie francesi e berretto frigio rosso in testa. “Parigi in piazza: no a nozze e adozioni gay”. L’Unità, invece con taglio basso, e titolo cronistico: “Nozze gay. Parigi, 300 mila no da cristiani, ebrei e musulmani”. “Curiosamente”  L’Unità pone l’accento sul numero dei partecipanti che non sarebbe 800mila ma 300mila. Poco importa. L’attenzione del titolista – una sfuggita ? – è invece sulla presenza nel corteo del cosiddetto “cartello religioso”: cristiani ebrei e musulmani.

Per par condicio riporto per i lettori i titoli più caldi de:  Il Giornale, “Parigi stronca le nozze gay e umilia ancora Hollande; di Avvenire :“Nozze gay, il fronte del no”. Eppoi de Il Foglio consiglio il pezzo di Nicoletta Tiliacos a pag. 1, titolo : “Vizietto sì, mariage gay no”. Consiglio per chi può anche la lettura sul Corriere degli interventi di: Ernesto Galli della Loggia (30 dicembre), Tommaso Gartosio e Silvia Vegetti Finzi (2 gennaio), Fulvio Scaparro (il 3), Adriano Pessina (il 4) e Francesca Rigotti (il 7).

Sulla manifestazione, solo una chiosa per giustificare il titolo che ho dato a questo commento. “La giornata indimenticabile  messa in campo da un movimento apolitico, non confessionale e non omofobo” come scrive con acume la Tiliacos,  riporta alla mente la manifestazione, la prima, sulla vita indetta a Roma alcuni mesi orsono. Anche a Roma manifestarono – e anche qui inaspettatamente per i colleghi cronisti – migliaia di persone. Non centinaia ma migliaia. La manifestazione dei francesi insegna e aggiunge però ancora qualcosa. A poche settimane dal voto,  le agende dei tecnici  e dei riformisti – i possibili vincitori dell’agone – non traboccano certo di programmi e o di appelli alla difesa dei valori non negoziabili. Anzi. La presenza di due leader gay in una lista importante, la dice lunga circa  la poco accortezza  o poca prudenza di ecclesiastiche benedizioni.  Mi chiedo allora se non sia già il caso di prepararci a marciare.

Antonello Cavallotto

 

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