Intervista a Nadia Accetti, fondatrice di Donna Donna Onlus

Intervista a Nadia Accetti, fondatrice di Donna Donna Onlus

All’interno della IV Edizione della Settimana della Mamma promossa dall’Istituto di Studi Superiore sulla Donna, uno degli eventi più significativi si è svolto la mattin

a del lunedì 7 maggio con la partecipazione dell’Associazione Donna Donna Onlus, che ha affrontato le vere cause dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) dalla prospettiva umana, psicologica, filosofica e alimentare. Nadia Accetti, fondatrice di Donna Donna Onlus, ha voluto condividere in questa edizione della Newsletter la sua testimonianza di donna che ha vinto questa malattia.

Come nasce l’associazione Donna Donna Onlus?

L’Associazione Donna Donna Onlus nasce dalla mia dolorosa esperienza e dalla testimonianza reale di vittoria sui Disturbi del Comportamento Alimentare, di cui ho sofferto per più di 10 anni rischiando la vita, superando una violenza subita e taciuta. Non denuncio. Ripeto a me stessa che non è accaduto nulla. Avevo solo 16 anni. Da quel momento la mia vita ha preso una spirale distruttiva, inciampando e cadendo su sassi appuntiti che mi hanno procurato profonde ferite. La mia femminilità e il rapporto con il mio corpo, già precario per le continue umiliazioni da parte dei miei compagni di scuola a causa delle mie “forme abbondanti”, subiscono colpi tremendi. Ho cominciato a mangiare sempre meno, ma nessuno si è mai accorto della mia graduale trasformazione. Nascondevo dentro di me un male subdolo che cresceva a dismisura. Il rapporto malato con il cibo ben presto è diventato un alleato, convinta di poter controllare la mia vita e di gestire il mostro che si era rintanato nel mio corpo. Una bugia di cui io ero vittima e carnefice. Passai dall’anoressia alla bulimia. Divoravo di tutto, dal dolce al salato ma le abbuffate colmavano solo apparentemente quel vuoto interiore, io, manipolando il cibo, anestetizzavo il dolore senza rendermi conto che il mio mondo stava andando in pezzi.
Ero alla ricerca disperata di verità e di fame d’amore che mi inducevano a vivere le storie più assurde e drammatiche. Quei sensi di colpa mi facevano elemosinare amore svendendo la mia dignità e il senso più semplice e vero della vita.

Oltre dieci anni di dolore e fallimenti dove sopravvivevo indossando maschere e come un bel fantasma colorato fuori, ma distrutto dentro, cercavo il mio posto al sole nel mondo!
Tocco il mio fondo! Avevo perso la fede, mi ero allontanata da tutto, e negli anni cercavo aiuto e risposte ma senza risultati reali fino ad provare un ultimo tentativo: un ritiro spirituale! Arriva la svolta! Un incontro – scontro con l’Amore di Dio Padre! Mi hanno accolto come in una famiglia senza giudicarmi. Ero semplicemente Nadia. Le mie ferite stavano guarendo grazie ad una “medicina e a un cibo speciale”. Ho riscoperto i sacramenti della confessione e della comunione e ho sperimentato il forte abbraccio materno e paterno della Chiesa. Stavo rivestendomi della mia dignità rubata e svenduta. Ripresi a leggere e dipingere, e finalmente, dopo anni di angosce, una linfa vitale mi travolse.

Dopo questa esperienza sono ritornata al mio quotidiano. Ero entusiasta, con lo stupore di una bambina. Ho ricercato il senso della vita lavorando sul perdono, mio e degli altri. Ho cominciato a riassaporare il gusto dei cibi che per anni erano come sostanze insapori. Dal quel momento il mio scopo principale è stato di rimettere ordine dentro e fuori di me, anche con un percorso terapeutico. E grazie alla mia passione per l’arte, ho voluto raccontare, umilmente, il mio travaglio ma soprattutto la gioia di vivere, sicura che ognuno di noi è un’opera d’arte. Così, tra tante difficoltà, con alcune amiche, ho girato un cortometraggio ironico sui disturbi del comportamento alimentare e ho realizzato un calendario con fotografie di donne di ogni età, religione e condizioni sociali, unite tra loro per essere uniche e irripetibili. Sono arrivati messaggi ed email provenienti da molte donne che cercavano un’amica con cui confidarsi. Non credevo fossimo così tante a vivere lo stesso dolore. È nata così, una missione straordinaria: la mia piccola associazione Donna Donna Onlus con la quale ho la possibilità di portare la mia testimonianza di rinascita nelle scuole. Cerco come posso di sensibilizzare e indurre le persone a uscire allo scoperto senza aver paura e vergogna.

Strutture di eccellenza che trattano i disordini alimentari ci sono, ma spesso ci si rivolge quando ormai è troppo tardi. Vincere si può, ma non dobbiamo distrarci, né abbassare la guardia. La malattia non è un capriccio, è un urlo sordo di vita e di dolore. Non è il cibo il nemico da combattere. Il rapporto con il cibo è solo un sintomo.

Vincere si può e se ci fosse una società più attenta ai segnali, se ci fosse la cultura del sorriso, della condivisione, forse, potremmo evitare molti mali, o almeno affrontarli in modo migliore.

Se cadiamo possiamo rialzarci, perché la vita ci darà sempre delle ancore a cui aggrapparci. Dobbiamo solo vederle. Ora, io mi amo così come sono, con le mie curve e le mie imperfezioni. Finalmente sono libera! Libera dentro! Sorrido e sorriderò finché avrò respiro! Deve vincere la vita!

Il mio grido è quello di chi ha provato sulla propria pelle questo cancro dell’anima, fino a non sentirmi più degna di vivere! La Fede, l’arte, il perdono e il coraggio di chiedere aiuto mi hanno salvata. Non ci si salva da soli!

Cerchiamo di esprimere sempre la nostra anima e le nostre emozioni come meglio possiamo. 
“LIBERI DENTRO” dai pregiudizi e dalla paura, non lasciamoci condizionare dal pericolosissimo inganno del “CHE MALE C’È?” o “TANTO LO FANNO TUTTI”.
Io dico NO e mi ribello con determinazione a questa omologazione superficiale e matrigna di molti disastri umani e sociali. Gustiamo la vita, mangiamo con gioia, con attenzione sempre alla salute e soprattutto vogliamoci un mondo di bene. Dobbiamo entrare nell’epoca dell’Empatia e della Condivisione e guardarci con Amore e ammirazione reciproca.
“L’UNITA’ NELLA DIVERSITÀ …PERCHÉ UNITI SIAMO FORTI, DIVISI SIAMO DEBOLI”.

Ringrazio con tutto il cuore tutti coloro che mi hanno aiutata e accolta, anche con poco! In quest’avventura ho conosciuto persone straordinarie!
Ringrazio tutte le istituzioni che credono in questa sfida e sono portatrici di questo messaggio!
Come dice Papa Francesco, “Solo L’Amore Salva” dalle ferite dell’Anima e questa malattia è fame d’Amore, di Verità e di Vita!
Dedico tutto il mio lavoro alla mia famiglia che mi ha supportata con estremi sacrifici e sofferenze, agli amici e collaboratori e a tutti coloro che vivono questo atroce dolore, ce la faremo!!

Quale lo scopo di questa bellissima realtà?

L’Associazione ha lo scopo di Prevenire, Affrontare e Vincere i Disturbi del Comportamento Alimentare (dca) quali Anoressia, Bulimia e Binge Eating (sindrome dell’alimentazione incontrollata) e malattie affini e/o conseguenti, creando una rete di esperti, esperienze e progetti per favorirne l’informazione, il trattamento e la cura; il tutto agendo a livello culturale, attraverso la promozione di interventi di educazione alla salute e di riabilitazione all’autostima e alla consapevolezza.

L’imperativo è prevenzione e informazione. Il messaggio è forte e chiaro, vincere si può! Se riconosciuti e affrontati in tempi brevi i DCA sono facilmente affrontabili e superabili Non dobbiamo distrarci, né abbassare la guardia! MAI! Donna Donna Onlus, con un approccio nuovo vivace e gioioso, promuove campagne di sensibilizzazione e progetti anche nelle scuole, dove l’arte e la fotografia, accompagnati dalla consulenza di esperti, sono gli strumenti scelti per dissacrare le paure e vincere il giudizio di una società che troppo spesso propone modelli estetici e morali discutibili.

Fiore all’occhiello della nostra Campagna di sensibilizzazione è la realizzazione di una Mostra-Calendario, “IL CORPO DELLA DONNA è VITA! LIBERE DI ESSERE NOI STESSE.UNICHE E IRRIPETIBILI” che vede protagoniste “Donne del Mondo” di ogni età, etnia, religione e condizione sociale; UNITE per testimoniare “come è bello e gioioso vivere insieme come fratelli (Sal.133)”.

A questo lavoro si è voluto dare un carattere ecumenico e interreligioso, poiché queste forme di malattia prescindono dall’etnia, dal colore della pelle, dal credo religioso che si professa, ma anzi trovano il “giusto nutrimento” e la vera medicina, nei veri valori di comunità e accoglienza dell’altro e nell’Amore reciproco e nel perdono.

E’ stato un onore ed una gioia poter essere con voi durante la settimana della Mamma! Dietro ad ogni figlio/a che soffre, c ‘e una mamma che soffre! Grazie!

Contatti: [email protected]

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