«L’intersoggettività e il suo fondamento» Joseph De Finance in dialogo con Buber, Lévinas e don Tonino Bello

«L’intersoggettività e il suo fondamento» Joseph De Finance in dialogo con Buber, Lévinas e don Tonino Bello
Autore
Giuseppe Trisciuoglio
Casa Editrice
Ateneo Pontificio Regina Apostolorum
Città di pubblicazione
Roma
Anno di pubblicazione
2019
Volume
n.d.
Collana
Tesi dottorato Filosofia
Numero di collana
25
Formato
17×24
Numero di pagine
n.d. pp
Prezzo
n.d.
ISBN
9788896990490
Tipo di pubblicazione
Libro
Link
n.d.

Descrizione

«L’intersoggettività e il suo fondamento»
Joseph De Finance in dialogo con Buber, Lévinas e don Tonino Bello

Andare al cuore della relazione intersoggettiva significa orientarsi a ciò che in essa viene messo in gioco: la manifestazione, comunicazione, condivisione di ciò che, anzitutto si è: solo partendo da una profonda coscienza del valore e della dignità della propria soggettività, la cui essenza è quella di essere «apertura», possiamo riconoscere, promuovere e difendere la soggettività altrui ed aprirci a relazioni  intersoggettive autentiche. Ovviamente tutto ciò è possibile se e solo se sapremo conservare il riferimento al Fondamento tanto della soggettività quanto dell’intersoggettività, da intendersi come relazione interpersonale, ossia come reciprocità tra persone coscienti della propria apertura all’Assoluto proprio grazie a quella natura spirituale che inerisce ogni individuo personale e che lo porta ad essere con-tra-per-gli Altri essendo «pienamente se stesso».
L’adesione all’Altro, proposta dal de Finance, rappresenta la valida alternativa a tutti quei tentativi di negazione, assimilazione, riduzione che minano tanto la soggettività quanto l’intersoggettività.
La metafisica definanceana viene messa a confronto e in dialogo con l’antropologia dialogica buberiana e con l’etica responsabile lévinasiana per approdare, nell’Appendice Metafilosofica, a «contemplare» la bellezza e la bontà della confluenza dei tre pensatori nella prassi pastorale del Vescovo pugliese Don Tonino Bello vissuta all’insegna della «convivialità delle differenze», in cui l’Altro non è né inferno, né nemico, né una minaccia all’Io, ma una delle corsie preferenziali attraverso cui l’Io può pervenire alla piena realizzazione di Sé in quella carità che è espressione di una libertà vera ed autentica, in quanto non tanto libertà-da-l’Altro, espressione di un Io chiuso a se stesso, ma libertà-per-l’Altro, quale autentica espressione di un Io fedele ed obbediente alla verità di sé.

 

 

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