La Sindone tra storia, pastorale e nuovi media

La Sindone tra storia, pastorale e nuovi media

Dal Avvenire - Roma Sette | 15 Dicembre 2016

Al Regina Apostolorum il convegno sul Sacro Telo. Don Filippo Morlacchi: «Strumento importante per insegnamento della religione»

Quello dell’uomo della Sindone è un mistero rispetto al quale bisogna indagare sia sul piano scientifico, sia su quello teologico riscoprendo le radici della fede cristiana alla luce della morte e risurrezione di Gesù di Nazareth. Questo l’obiettivo del convegno “Vide e credette” che ha avuto luogo il 13 e 14 dicembre, all’Ateneo pontificio Regina Apostolorum in occasione del decimo anniversario della Mostra permanente “Chi è l’uomo della Sindone?” e del primo anniversario della dipartita di padre Hector Guerra, studioso del Sacro Telo e ideatore dell’esposizione romana e di altre sette mostre permanenti nel mondo.

Organizzato dall’Istituto Scienza–Fede e Othonia, con il patrocinio del Vicariato di Roma e in collaborazione con il Centro internazionale di Sindonologia di Torino e quello diocesano romano “Giulio Ricci”, il convegno interdisciplinare ha messo in dialogo eminenti personalità con l’obiettivo di «raccogliere il frutto dell’incontro tra fede e mondo scientifico – hanno spiegato gli organizzatori –, affrontando in un’ottica nuova e totalmente aperta il tema della Sindone tra storia, pastorale e mezzi di comunicazione».

I lavori si sono svolti nell’ottica di offrire non tanto, o non solo, un’analisi accademica e teorica delle conoscenze raggiunte in ambito storico, scientifico e teologico sulla Sindone quanto, in maniera pragmatica e metodologica, di riflettere sui modi e i mezzi per diffondere tali risultati. Questo il senso della tavola rotonda “Sindone e mass–media” che ha interessato la prima giornata del convegno e, più ancora, degli interventi dei relatori della seconda giornata cui è stato chiesto di dibattere su “Insegnare la Sindone: nella scuola, nella catechesi, nell’università”.

L’aspetto propriamente didattico è stato affrontato da don Filippo Morlacchi, direttore dell’Ufficio per la pastorale scolastica e l’insegnamento della Religione cattolica del Vicariato che ha sottolineato la necessità di diversificare per i vari gradi scolastici la proposta tematica della Sindone, definendola «uno strumento importante nell’insegnamento della religione cattolica perché apre al confronto con molte altre discipline, in primo luogo la storia dell’arte e le scienze». Ancora, Morlacchi ha evidenziato l’importanza di verificare «la pertinenza di questa specifica proposta didattica con le Indicazioni Nazionali e il curricolo di ogni classe» trovando la modalità più adeguata «per presentare un tema profondo e delicato sia mediante questioni storiche che teologiche» innescando una riflessione «sulla dignità della persona e il rispetto della vita umana con un approccio né folcloristico né devozionale».

A seguire, il professor Bruno Barberis, docente associato del Dipartimento di Matematica di Torino, ha riportato i risultati di un progetto per le scuole proposto negli ultimi 15 anni dal Centro Internazionale di Sindonologia: lanciato a Torino nel 2001, si è esteso poi al Piemonte e ad altre regioni d’Italia coinvolgendo, nell’insieme, oltre 1500 classi per un totale di circa 30000 studenti. Obiettivo primario del progetto del CIS è quello di offrire agli studenti degli strumenti affinché possano trarre le loro conclusioni e rispondere, senza preconcetti ma in modo obiettivo e consapevole, alla domanda “Chi è l’uomo della Sindone?”.

Di questo avviso anche il professor Nicola Parisi e la professoressa Anna Maria Toselli, docenti di religione cattolica in due licei romani: «La Sindone suscita nel ragazzo un’emozione, stupendolo e svegliandolo dalla superficialità di idee preconcette» permettendo quindi di educare metodologicamente al senso critico. Criticamente e consapevolmente si deve operare anche a livello universitario, ha spiegato padre Gianfranco Berbenni, docente di Storia della Chiesa ed esperto di studi sindonici presso l’Università Ecclesia Mater ,che ha auspicato il reciproco rispetto e senso del limite tra teologi e medici forensi nello studio della Sindone.

– Michela Altoviti | Avvenire – Roma Sette

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