La filosofia che non si fa a niente può servire

La filosofia che non si fa a niente può servire

COMUNICATO STAMPA

“La filosofia che non si fa a niente può servire”

Roma – 9 e 10 aprile, 2019  la cattedra Arosio della Facoltà di filosofia dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum ha organizzato un convegno dal titolo “La filosofia che non si fa a niente può servire”, la figura e gli studi di Marco Arosio a dieci anni dalla scomparsa. Molto autorevoli tutti i relatori che hanno affrontato il tema del “fare filosofia” partendo dagli approfonditi studi del prof. Arosio.

Tra i relatori prof. Alessandro Ghisalberti, università Cattolica del sacro cuore di Milano, che è stato il direttore della tesi dottorale del prof. Arosio ricorda quella importante distinzione che Arosio aveva ritrovato in Bonaventura tra “Scienza e Sapienza: la prima legata al sapere, la seconda al sapere teologico”.

Il prof. D. Mauro Mantovani, rettore dell’università pontificia salesiana che ha avuto tra i suoi collaboratori anche il prof. Arosio; ha sottolineato la continuità tra gli orientamenti della Fides et Ratio e la Costituzione Apostolica Veritatis Gaudium, tra le indicazioni di San Giovanni Paolo II e papa Francesco. In particolare si è soffermato sull’importanza di lasciare l’autoreferenzialità al proprio ambito di specializzazione, di non autolimitarsi alla settorialità del sapere. È necessario, come sottolineano sia Fides et Ratio che Veritatis Gaudium , aprire gli orizzonti della ragione alla sapienza che implica la inter e trans-disciplinarietà per corrispondere alla ricchezza multiforme del reale.

Il prof. Giulio D’Onofrio ha presentato una originale relazione, volta a ricordare il ricorrente pensiero del prof. Arosio sull’importanza della bontà didattica e sull’essere, quindi un buon maestro, compito del buon maestro è cui comunicare il sapere e saperlo comunicare.

Molto toccante il ricordo del prof. Arosio dalle parole del Padre “ occorre essergli stato vicino, aver partecipato alle sue passioni, avere condiviso le sue speranze e anche le sue delusioni, per comprendere come i molteplici episodi della sua fervida operosità riescano a comporsi in un quadro unitario di intenzioni e trovino un punto di incontro nella sua ricerca continua della “perfezione” radicata nei valori della fede cristiana come testimoniano la sua vita e i suoi studi. Marco ha rispettato fino in fondo la figura dello studioso medioevale, la natura più profonda, quella cioè di essere studioso che rendesse gloria a Dio con la propria opera, nel silenzio…Aveva un rapporto speciale con gli studenti. Scriveva: il rigore, il metodo è il fondamento di ogni successo nella ricerca, ma non è sufficiente. E’ necessaria la genialità del pensiero; non si può prescindere da un arduo iter di formazione, i cui esercitare ogni giorno, la fatica studiosa di un’applicazione totale del testo, senza scorciatoie e senza accontentarsi ma di un risultato che possa apparire ancora imperfetto…

I miei più sentiti ringraziamenti vanno al Direttore della Cattedra Padre Pascual, al prof. Martorana per la cura assidua del premio e a tutti gli autorevoli relatori, è grazie al lavoro di tutti voi che il lavoro di Marco continua a vivere, ad arricchirsi, a contribuire all’approfondimento degli studi filosofici medioevali”.

Il Direttore della cattedra Arosio prof. P. Pascual, LC sottolinea come, a dieci anni dalla scomparsa del prof. Arosio le diverse istituzioni, presso le quali il prof. Arosio fu docente  e dove ha potuto dimostrare le sue virtù di uomo e di studioso, continuino con impegno l’importante riflessione sulla filosofia medioevale. Il ringraziamento va alla famiglia Arosio che con amore per la conoscenza si fa promotrice e parte attiva in questi eventi di studio e approfondimento.

 

 

Responsabile Comunicazione e Relazioni Istituzionali

Emiliana Alessandrucci

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