John Henry Newman come apologeta secondo P. Stanley L. Jaki, O.S.B.

John Henry Newman come apologeta secondo P. Stanley L. Jaki, O.S.B.

Padre Stanley Jacki è stato un sacerdote benedittino d’origine ungherese che ha dedicato la sua vita a studiare i rapporti tra scienza e fede, fondamentando una tale relazione in una sana filosofia. Uno dei suoi liri più conosciuti è quello che appunto si intitola Le vie della scienza e le strade verso Dio, The Road of Science and Ways to God. In questo libro e in tanti altri, l’eminente studioso mantiene la tesi che la scienza moderna ha potuto crescere soltanto in ambito di una teologia della creazione giudeo-cristiana, dove le realtà naturali, proprio perché create da Qualcuno che è Logos che rende il creato intelligibile. Il fatto che la realtà fisica è omogenea con la capacità della mente di penetrarla ha causato meraviglia tra non pochi scienziati, tra cui il più eminente, Albert Einstein. Questa tesi di Padre Jaki, che egli poté mantenere grazie ad una sana filosofia della scienza alla quale poi si aggiunse una vasta cultura filosofica, scientifica e teologica, coincide con quella sostenuta a diverse riprese, dall’attuale Pontefice, che in diversi interventi ha sottolineato come la fede cristiana nel Logos Creatore, che è Dio-Amore, e che rende possibile una visione coerente e senza fratture della realtà la quale non lascia spazio a zone di ombre inintelligibili dove la luce della ragione non può entrare.

Molti conoscono queste tesi della filosofia della scienza mantenuta dallo scienziato e filosofo beneditto, ma forse non tutti sanno che egli ha dedicato alcuni dei suoi numerosi libri ad autori che noi potremmo chiamare “apologeti”, come Chesterton e Newman. A questo secondo scrittore, proclamento beato dal Papa Benedetto XVI, ha dedicato diversi saggi come “Newman Today” (1990), “Newman: Anglican Difficulties” (1994), “Newman to Converts. An Existential Ecclesiology” (2001), “Newman: Conscience and Papacy. Letter to the Duke of Norfolk” (2002), “Newman: The Mother of God” (2003), “An Essay on the Development of Christian Doctrine” (2003), “Newman’s Challenge” (2004), “The Church of England as Viewed by Newman” (2004) e “Apologetics as Meant by Newman” (2005). In tutto sono un totale di ben nove studi dedicati al grande convertito inglese. Tutti questi contributi sono dell’ultimo periodo della vita di Padre Jaki. Proprio sull’ultimo scritto in ordine di tempo quello che dedicò a Newman come apologeta vorrei centrare il presente articolo.

Ci si potrebbe anche chiedere perché Padre Jaki si è interessato su Newman negli ultimi anni della sua vita e perché l’ha fatto su un autore che sembrerebbe lontano del campo della sua specializzazione, che è quella della storia della scienza e della filosofia della scienza. Probabilmente ci sono altre ragioni di un altro genere che non ci sono note ma si potrebbe anche ipotizzare che Jaki simpatizza con Newman perché egli è stato uno dei più grandi apologeti degli ultimi secoli. E anche Padre Jaki, nel suo campo specifico, ha voluto servire la Chiesa mostrando come non si sono conflitti di principio tra scienza e la fede e così aprire a molti spiriti la strada per un approfondimento ulteriore della medesima. È vero che appartengono da due mondi culturali e storici diversi, ma tutti i due vogliono mostrare l’intrinseca ragionevolezza della fede. Padre Jaki approda il tema più dalla ragione scientifica, considerandola essenzialmente aperta alle verità di fede e Newman da un’altra prospettiva più soggettiva, senza derivazioni però soggettiviste, perché confrontate con la rivelazione soprannaturale oggettiva che è garantita e sostenuta dal Magistero della fede cattolica. […]

di: Prof. Pedro Barrajon L.C., Rettore Università Europea di Roma

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