“L’Omelia del mercoledì delle ceneri della messa per studenti, professori e dipendenti dell’Ateneo”

“L’Omelia del mercoledì delle ceneri della messa per studenti, professori e dipendenti dell’Ateneo”

a cura di P. Nicola Tovagliari L.C.

 

Cari amici,

Stiamo celebrando una cerimonia speciale e molto significativa, che ci introduce in un periodo liturgico altrettanto speciale e significativo. In qualche modo il messaggio di oggi ci può servire come chiave di lettura per la nostra vita: il suo significato, la sua origine, la sua missione, il suo destino ultimo….

È la nostra preparazione alla Settimana Santa: la quaresima è un tempo forte per la conversione, la metanoia, che è un cambio di rotta, di ritmo, di prospettiva…. che ci fa guardare verso la direzione del Crocefisso, che ci invita ad adeguare il nostro essere “cristiani” al Suo modo di Essere, al Suo Vangelo, ai Suoi Valori e alle Sue Virtù, alle Sue Convinzioni, alla Sua proposta di Vita: mettere in pratica il Vangelo e vivere per amare gli altri, per raggiungere la vita piena ed eterna.

La quaresima indica la dimensione pellegrinante del popolo di Dio. Ci ricorda il “passo”, la Pascha, il passaggio dal nulla all’esistenza, dalle tenebre alla luce, dalla morte alla vita, da ciò che è insignificante alla vita sempre rigogliosa e abbondante in Dio per la sua grazia… e ci ricorda che conversione vuole anche dire non voltarsi indietro, non rimpiangere gli errori del passato, bruciare le barche, ridurre in cenere l’uomo vecchio per rinascere in Cristo Uomo-Nuovo, seguendo il linguaggio di San Paolo, e diventare il fuoco che infiamma il mondo. Tutto ciò viene eloquentemente riassunto con il rito delle ceneri: vengono dai rami di ulivo usati nella precedente domenica delle palme, ci ricordano la purificazione e la vita che rinasce oltre la morte, esprimono la nostra caducità e totale dipendenza da Dio: ricordati che eri polvere … convertiti e credi al Vangelo!

La cenere ricorda cosa eravamo… che ora abbiamo la vita… e che cosa diventeremo. Ai bambini piacciono i racconti delle polveri magiche che trasformano al loro contatto e che fanno volare in alto… beh diciamo che anche un po’ di questo è il mercoledì delle ceneri! Ci trasforma e ci fa più leggeri…

I padri della Chiesa avevano paragonato Cristo alla Fenice della mitologia classica, che rinasce dopo la morte dalle sue stesse ceneri: ma Cristo è molto di più, è la vita nuova, diversa e per sempre che ci è promessa e data in dono.

Se questo è il significato del mercoledì delle ceneri, allora come dobbiamo vivere questo tempo che ci si apre dinanzi per la nostra crescita cristiana morale e spirituale? Come vivere la quaresima ce lo dice la stessa liturgia: deve essere un tempo contrassegnato da un più frequente ascolto della Parola di Dio, da più intensa preghiera, da uno stile di vita austero e che sa andare oltre l’effimero, che sia un periodo contrassegnato dallo stimolo alla conversione e dall’amore sincero verso i fratelli, specialmente quelli più poveri e bisognosi, per fare opere buone, per essere meno egoisti e pensare di più alle cose di Dio….

Di fronte alle tragedie, ai mali, terremoti, alle ingiustizie, la risposta cristiana è quella di Dio: la croce, che ci presenta il mistero di un Dio vivo, che muore per un Bene più grande … che ci dice “Io ti amo da morire!” (storia del Pupazzetto di lana: io mi do tutto agli altri) . La Croce è la nostra chiave di lettura per aprire il mistero del mondo e della vita: Morire ogni giorno a noi stessi, per risorgere con Cristo.

Il Sepolcro vuoto è la prova, la sicurezza di chi vive come Cristo (collegamento all’uomo della sindone) vivere di virtù atto dopo atto: arrabbiature, giudizi duri, carità, generosità, egoismo e capire gli altri ….

Come seguire Cristo in questa Quaresima?

La preghiera: cuore a Cuore con l’Amico.

Il digiuno: essere “più leggeri”.

L’elemosina: essere “fuori di sé”.

Un ultimo pensiero per gli innamorati, è San Valentino! nessuno ha un amore più grande di chi dà la vita per i propri amici. Più forte della morte è l’amore.

Romano Guardini, parlando in un suo trattato (Fede e pensiero) circa l’amore reciproco, si esprime così: Chi ha «conosciuto» Dio lo ha sperimentato e conosciuto come Amore, e di conseguenza diventa capace di amare: «Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore». Il suo amore è quindi l’autodedizione assoluta e incondizionata per la nostra salvezza, ossia «perché noi avessimo la vita» divina. «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri» «come io vi ho amati» «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Il discepolo di Cristo deve trasferire questo atteggiamento del suo Signore nei suoi rapporti con gli altri: l’amore vero non è quello che gli altri si meritano, ma quello che noi sappiamo dare senza nessun calcolo e anche senza nessun merito. “Amami quando non me lo merito, perché è quando ne ho più bisogno” (cit. Catullo).

La quaresima è un invito a cambiare tutto ciò che dobbiamo cambiare per essere migliori, più felici, un invito a costruire invece di distruggere, a guardare e desiderare forme di vita sempre più giuste, piu solidali, più umane… la quaresima è una chiamata a cercare un nuovo modo di essere cristiani, di edificare la Chiesa, di essere più autentici discepoli di Cristo crocefisso e risorto.

Auguro a tutti voi un buon cammino quaresimale, pieno di fiducia nel Signore, pieno della gioia di chi si dona. Papa Francesco nell’Omelia della Domenica delle Palme 2013 diceva ai giovani del mondo: non lasciatevi rubare la speranza! … Perché la Croce? Perché Gesù prende su di sé il male, la sporcizia, il peccato del mondo, anche il nostro peccato, di tutti noi, e lo lava, lo lava con il suo sangue, con la misericordia, con l’amore di Dio… Guardiamoci intorno: quante ferite il male infligge all’umanità! Guerre, violenze, conflitti economici che colpiscono chi è più debole, sete di denaro, che poi nessuno può portare con sé, deve lasciarlo. La croce di Cristo abbracciata con amore mai porta alla tristezza, ma alla gioia, alla gioia di essere salvati e di fare un pochettino quello che ha fatto Lui quel giorno della sua morte… Cari giovani, vi ho visto nella processione, quando entravate; vi immagino a fare festa intorno a Gesù, agitando i rami d’ulivo; vi immagino mentre gridate il suo nome ed esprimete la vostra gioia di essere con Lui! Voi avete una parte importante nella festa della fede! Voi ci portate la gioia della fede e ci dite che dobbiamo vivere la fede con un cuore giovane! … Anzi, la abbracciate, perché avete capito che è nel dono di sé, nel dono di sé, nell’uscire da se stessi, che si ha la vera gioia e che con l’amore Lui ha vinto il male. Portate la Croce pellegrina attraverso tutti i continenti, per le strade del mondo!

Il digiuno che piace al Signore

Digiuna dal giudicare gli altri: scopri Cristo che vive in loro.

Digiuna dal dire parole che feriscono: saziati di frasi che guariscono.

Digiuna dall’essere insoddisfatto: riempiti di gratitudine.

Digiuna dalle arrabbiature: rivestiti di pazienza.  E di sorrisi!

Digiuna dal pessimismo: apriti alla speranza. E alla voglia di fare…

Digiuna dalle preoccupazioni inutili: riponi la tua fiducia in Dio.

Digiuna dal lamentarti: sorprenditi a pieni polmoni per quella meraviglia che è la vita.

Digiuna dall’amarezza: riempiti di perdono.

Digiuna dallo scoraggiamento: caricati di entusiasmo.

Digiuna dal dare importanza a te stesso: riserva tutte le tue attenzioni agli altri.

Digiuna dall’ansia per le tue cose: riempiti di amore per le cose di Dio.

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