Corpo e Persona: La sfida di significare il corpo

Corpo e Persona: La sfida di significare il corpo

Dal 27 gennaio al 18 marzo si è svolto all’Istituto di Studi Superiori sulla Donna dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma il diploma di specializzazione in Corpo e Persona. Questo corso, rivolto agli agenti educativi e operatori pastorali, è stato una occasione per riflettere sul rapporto esistente tra corpo e identità, persona e corporeità.  Diverse prospettive hanno arricchito in maniera significativa il percorso: filosofia, teologia, psicologia, sociologia, diritto e narrativa hanno presentato la lettura che ognuna di loro fa del corpo sessuato e le ricadute esistenziali presenti  nel loro ambito di azione.

Il corso è stato articolato in due parti. La prima ha presentato una fotografia della realtà per quanto riguarda l’immagine del corpo da diversi punti di vista:

  1. Analisi dell’immagine del corpo presentata dai mass media. Dott.ssa Adele Ercolano
  2. Rapporto Gender-Corpo. Dott.ssa Marta Rodriguez
  3. Ciber uomo/ uomo aumentato, post-umanesimo. P. Alberto Carrara, LC e prof.ssa Chiara D’Urbano
  4. Analisi dell’immagine del corpo presentata dalla giurisprudenza italiana ed europea. Dott.ssa Ignazia Satta
  5. Il corpo nel mondo ebraico e nella sensibilità biblica. Prof.ssa Laura Paladino
  6. Il corpo visto alla luce del Verbo Incarnato. Prof. Carmelo Pandolfi
  7. Il corpo come vincolo nella letteratura. Dott.ssa Antonella Varoli Piazza

La seconda parte ha cercato di offrire risposte e spunti di riflessione sulle problematiche presentate nella prima parte, sempre ripartendo dal corpo e con lo scopo di raggiungere i significati che la realtà corporea offre. Questa parte ha cercato di leggere il corpo nell’intreccio natura-cultura e tramite diverse discipline come la neuroscienza e la psicologia con P. Alberto Carrara, LC e la prof.ssa Chiara D’Urbano. Gli spunti filosofici hanno avuto una doppia voce con la prof.ssa Giorgia Salatiello e P. Juan Gabriel Ascencio LC. Infine, la prof.ssa Susy Zanardo con Marta Rodriguez e P. Juan Gabriel Ascencio LC hanno esposto i codici di senso della grammatica del corpo nell’intreccio natura-cultura.

Presentiamo due testimonianze. La prima  di Angela Teja , docente, pedagoga e specialista  dello sport:

“Perché iscriversi al corso su “Corpo e persona”? Innanzitutto perché è organizzato dall’Istituto di Studi Superiori sulla Donna, che frequento ormai da più di 5 anni e che quindi un po’ conosco per la qualità dei suoi prodotti. Sempre ottima dal punto di vista scientifico, oltre che di forte impatto innovativo. Poi anche perché ho imparato a capire, una conferma dopo l’altra, che Cristo ha scelto questa strada per parlarmi. Ogni anno seguo un corso diverso imparando sempre tanto, ma soprattutto scoprendo che ci sono argomenti che mi toccano il cuore perché mi accorgo che sono lì proprio per me. Ora entrerei troppo nel personale se ne parlassi, però fidatevi: seguite i corsi dell’ ISSD e man mano capirete il perché della vostra scelta. Un discorso che posso permettermi alla mia età di pensionata e che auguro a tutti.”

La seconda testimonianza è di P. Ramon Loyola, LC studente di secondo anno di licenza in teologia spirituale e che lavora da tanti anni nella pastorale giovanile e famigliare:

La mia esperienza è stata molto positiva. Se ci fossero altri corsi, ci andrei volentieri. Inoltre incoraggerò altri a far questo corso.

Il corso è stato per me una scoperta, un approfondimento e una sfida. Scoperta per l’interdisciplinarietà così stimolante. Approfondimento per le basi filosofiche e antropologiche offerte. E infine una sfida perché mi ha spinto ad impegnarmi in maniera più profonda per testimoniare la verità e la bellezza che ho trovato nella tematica della coporeità, e poi spiegarla a tante persone che hanno sete di un vero senso, di un autentico amore che porti la pace, che contribuisca a costruire la società, che abbia cura dei propri fratelli.

Il diploma ha superato, senz’altro, le mie aspettative. Ribadisco la convergenza dei temi all’interno di un percorso descrittivo e sempre più profondo. Mi ha sorpreso positivamente anche la prospettiva delle lezioni date dalle professoresse: l’approccio femminile nella docenza mi sembra molto arricchente.

La cosa migliore per me è stata l’atteggiamento: oltre ad essere rigorosamente scientifico c’è nell’equipe di ricerca una impostazione che dialoga con il mondo, che cerca di accogliere tutto ciò che vede di buono nell’opinione che sembra opposta e che invece ha una ricchezza, un interesse, un valore e verità, senza pregiudizi e con un grande cuore che cerca la verità ovunque essa si trovi.

Questo percorso è stato una opportunità di grande arricchimento sia per gli studenti che per i membri del gruppo di ricerca; lo scambio di spunti scientifici e vissuti reali hanno offerto ad entrambe le parti delle ottime occasioni per riflettere sul contributo che ognuno, dal proprio mestiere, potrebbe offrire per continuare a lavorare su tematiche del genere.

Il prossimo corso che affronterà la stesssa tematica inizierà nel secondo semestre dell’ a.a 2017-2018.

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