A lezione di porno soft

A lezione di porno soft

Il 25 aprile il quotidiano online La Nuova Bussola Quotidiana rende nota la vicenda accaduta nel noto liceo romano “Giulio Cesare”: Gender a scuola, partono le prime denunce. Gianfranco Amato, presidente dell’associazione Giuristi per la vita e Toni Brandi, presidente di Pro vita onlus, sporgono denuncia per oscenità e corruzione di minori contro due insegnanti del liceo della capitale, ree di aver inserito in un laboratorio di lettura per due quinte ginnasio il libro di Melania Mazzucco Sei come sei, con capitoli di amore gay. Come titola la Stampa, Se c’è il sesso gay nel libro da leggere in classe. Avvenire sottolinea correttamente con un intervento del prof. Cantelmi che a sollevare la questione è stata proprio una studentessa del liceo: sentitasi violentata da quel che leggeva, si è rifiutata di eseguire il compito («Il sesso a mio figlio voglio spiegarlo io»).

Come volevasi dimostrare la denuncia della ragazza rimane particolare trascurato dagli altri giornali, che si “buttano” denunciando il grave episodio di intolleranza omofobica. Quale?
Quello di una manata di giovani legati a movimenti di destra? E l’oscenità in classe si trasforma in rissa ideologica, come riprende Avvenire. In Repubblica e Messaggero si parla di “protesta omofoba” e sempre su Repubblica ecco lo spazio alla Mazzucco che lamenta che il suo libro è stato messo all’indice (Il mio libro messo all’indice) e il “ripescamento” della vicenda del suicidio del “ragazzo dai pantaloni rosa”. Lo ricordate? Il gesto estremo e disperato di un ragazzo vessato dai compagni per la propria omosessualità; il suicidio, come rettificò lo stesso quotidiano, fu dovuto a una delusione d’amore per una ragazza.
Ma così è la stampa, se vi pare. E quindi con giusto sarcasmo titola Libero: Ma quale omofobia a scuola. Hanno letto un brano porno. Per il direttore Mario Giordano è intollerabile che si propini a studenti di 14 anni un libro che contiene passaggi osceni. Anche Marcello Veneziani, sul Giornale, con Che libertà è leggere in classe un libro porno? ridicolizza l’attentato culturale omofobo.
Certo preoccupano le prese di posizione sulla stampa a favore di insegnanti “gay-friendly”. E i genitori, i grandi esclusi della vicenda? Chi ha riportato le loro opinioni?

di Miriam Fiore

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