Animalismo e cattolici disorientati. Quei valori non negoziabili difesi ormai solo dalla Madre Russia ?

Animalismo e cattolici disorientati. Quei valori non negoziabili difesi ormai solo dalla Madre Russia ?

Su L’Unità Pietro Greco, tratta sempre con precisa competenza un argomento moto delicato: quello del rispetto degli animali, definiti “non umani” portatori di diritti proprio come gli uomini, secondo cita Greco un filone di pensiero etico-animalista. Articolo bello e completo peccato però per quella ominizzazione o insistenza linguistica di chiamare e definire ulteriormente gli animali, come viventi non umani. Un omaggio a quel materialismo linguistico darwiniano che punta a negare quel salto qualitativo tra l’uomo, creatura di Dio e materia animale, da cui il nome animali. Pietro Greco, Animalismo le ragioni dell’altro, p.1, 13.

Valori non negoziabili. Agostino Giovagnoli su Repubblica del 9 “scopre” che Papa Francesco non approva adesso il matrimonio tra omosessuali. In controtendenza rispetto alla quotidiana sdoganatura dottrinale di Francesco. Prima i gay, poi il peccato. Ripresosi dallo stupore Giovagnoli imita il papa delle periferie. “Più importante però del condannare l’errore – chiosa – è soccorrere chi è ferito dalla e conseguenze dell’errore. E quindi, non si tratta di un mutamento dottrinale, ma pastorale”.

“L’attenzione – conclude quasi ispirato il novello esegeta, si sposta dai principi alle persone”. Vero. Certo però che è duro questo spostamento. Un silenzio pare sulle iniziative in difesa della vita e della famiglia, come scrive Nicoletta Tiliacos sul Foglio a margine della manifestazione di piazza a Roma contro la legge sull’omofobia (Laici e non in piazza contro la legge sull’omofobia. Vescovi non pervenuti). E a proposito di Vescovi, dal Sir, l’agenzia stampa della Conferenza episcopale, leggiamo che il Santo Sinodo Russo non battezza bambini nati con l’utero in affitto mentre da www.citizen.org, apprendiamo che il Rapporto Estrela, già respinto due volte dal Parlamento Europeo, torna alla ribalta.

Battuto in ben due occasioni (il 22 ottobre e il 10 dicembre 2013), la Commissione Europea è intenzionata a proporre una nuova dichiarazione al Parlamento in tema di “Non-discriminazioni in materia di salute e diritti sessuali e riproduttivi”, e quindi a rimettere il potere di decidere in materia nelle mani delle istituzioni europee. Tutto ciò, concretamente, permetterebbe al rapporto Estrela di tornare in corsa, con tutte le conseguenze e i rischi che ciò implica: ovvero: la propaganda dell’aborto come diritto umani; l’umiliazione dell’obiezione di coscienza, considerata come un ostacolo alla fruizione del suddetto diritto; l’imposizione dell’educazione sessuale a partire dai primi anni di età, senza possibilità di obiezione da parte dei genitori e secondo un orientamento esclusivamente volto alla propaganda dell’ideologia gender ed altre oscenità antropologiche.

di Antonello Cavallotto

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