Ci risiamo con il Presepe che offende

Ci risiamo con il Presepe che offende

La scorsa settimana, presi dall’euforia degli strali di Papa Francesco contro la cultura dello scarto e in favore dell’obiezione, abbiamo messo in second’ordine la notizia di un’infermiera dell’ospedale di Voghera Margherita Ulisse, appellata bigotta e “punita – così il titolo –  per aver sconsigliato la pillola del giorno dopo”. Intervistata da Stefano Vecchia su Avvenire dichiara: “per me la legge della coscienza è più importante di quella dello Stato”. Onore a Margherita che non ha mollato.

Il caso di Margherita è solo un dolce assaggio di quello che potrebbe succedere a ciascuno di noi se non ci si adeguerà ai nuovi diritti tra i quali quelli di Gender. Un vero veleno che continua a infettare le scuole italiane. “La Marcia ricomincia” come  scrive il direttore Francesco Amicone su Tempi. Un cocktail distruttivo su una strategia che punta a de-strutturare i nostri figli proponendo loro il nuovo glossario – già noto ahimè anche a noi giornalisti – dell’antilingua e della formazione affettivo-sessuale.  Ossia il pansessualismo in salsa Lgbt.  La Marcia ricomincia, il titolo del settimanale cattolico. Da leggere assolutamente.  

Ricordate lo slogan che è poi divenuta un’associazione: nessuno tocchi Caino ? Ebbene allora era meglio toccare Abele. Oggi è meglio toccare il presepe. Sembra questa l’idea bizzarra, che tanto bizzarra poi non è – di un preside del bergamasco tal Luciano Mastrorocco che a Bergamo proibisce il presepe per non discriminare chi è di religione contraria. Lo stesso appello, professore, vorremmo lo rivolgesse a quelli dell’Isis. Loro sì sanno cosa significa proibire il presepe. Una fede diversa. Altro che Caino, o bue e asinello. Quelli vietano tagliando, professore, e tagliano vietando le teste (tra i molti leggere di Marcello Veneziani, Nessuno tocchi il presepe, su Il Giornale).

Chiudiamo con il solito sondaggio truffa. Fecondazione assistita. A Nordest il 65%, in caso di sterilità, promuove la pratica dei donatori esterni. Se una coppia ha problemi, scrive il Gazzettino, deve ricorrere alla FIV. Come si legge infra, il sondaggio è stato condotto su un campione di 1024 persone che per il Gazzettino sono evidentemente l’80% della popolazione del Nord-est. Naturalmente nella paginata troviamo in taglio medio-basso una bella docente ed avvocato, certa Sara Tonolo, che ci ricorda sorridente che tale ingiustizia alimenta il turismo procreativo. Che sia un indicazione per le prossime vacanze natalizie?  A proposito di festività natalizie su questi e molti altri temi di bioetica, consiglio ai demoscopi di studiare e leggere e,  perché no, recensire il bel libro di Stefano Tardani, Figli di chi?.  Un “viaggio” sulle ingiustizie dei grandi sui piccoli e molto altro. Ma dubito che il Gazzettino lo faccia.

Antonello Cavallotto

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