Esercizi di logica e cicogne tardive. Allevare oche è sempre meglio che far nascere figli

Esercizi di logica e cicogne tardive. Allevare oche è sempre meglio che far nascere figli

Sotto il velo buonista, il disumano della stampa. Iniziamo con il Corriere della Sera. Sarebbero 33 milioni, le donne cinesi che mancano all’appello. Lo scrive sabato 10 Anna Meldolesi che a pag. 19 riporta come “normale” tale pratica. Quella dell’aborto selettivo addolcita dal proverbio cinese che dice: “Allevare oche è sempre meglio che far nascere femminucce. Le oche infatti fanno le uova”.

Chi invece non fa le uova ma figli sono le over 40 italiane. Cicogne tardive come riporta una “breve” del Messaggero del 9. L’Italia, si legge, si conferma il Paese con le maternità più alte. Lo affermano i ginecologi in occasione del loro Congresso mondiale di endocrinologia ginecologica. Tale ritardo è alla base dell’aumento dell’endometriosi.

Ancora (sacrosante) reazioni all’articolo-shock di Alberto Giubilino e Francesca Minerva, i due ricercatori che sul Journal of Medical Ethics hanno dissertato “accademicamente” intorno alla legalizzazione dell’infanticidio.

Solo un puro esercizio di logica, hanno replicato sorpresi di tanta reazione. Già, solo un puro esercizio di logica. La risposta sembra essere stata convincente se le due “corazzate” di Repubblica e Corriere hanno pensato di dedicare all’evento “solo” 18 e 40 righe riassuntive (sic!)

Di cose da dire invece ne avevano invece – ed eccome – Rocco Buttiglione che su Avvenire del 3, titolo: “La vita umana è sacra per tutti (o per nessuno)” ha “elogiato” – si fa per dire – “il coraggio dei due giovani e brillanti per aver svelato con consequenzialità logica la deriva abortista. Anche Assuntina Morresi sempre su Avvenire di sabato 10 (pag. 29) ha dato una riposta “documentata e ineccepibile” a Paolo Klun, e quindi per interposta persona a Julian Savulescu, editor della rivista inglese dei due “piccoli Singer” (vedi nostro commento alla vicenda) e infine, Eugenia Roccella, sempre su Avvenire a pag. 2 dal titolo: “L’accademia e la legge” mette in guardia il lettore illustrando la strategia – una volta occulta – delle lobby anti-vita. Quella di “preparare” il pubblico” attraverso provocazioni e teorie aberranti alla assuefazione e legalizzazione dell’eugenismo. Da leggere e conservare.

Antonello Cavallotto

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