Francia. Sposi gay, i primi. Un manifesto per una difesa dell’ecologia umana

Francia. Sposi gay, i primi. Un manifesto per una difesa dell’ecologia umana

 

Giovedì 30 maggio. Porta bene il matrimonio gay tra Vincent e Bruno. (Prime nozze gay in Francia” Avvenire, Daniele Zappalà a p. 12) E porta bene quel primo bacio dato davanti a centinaia di giornalisti a Montpellier, a solo un giorno – ma guarda il caso  – dall’ennesima straordinaria  manifestazione anti matrimonio gay che ha portato  nella capitale parigina ancora una volta un milione di francesi – il solito milione a dispetto dell’allarmismo lanciato dall’esecutivo del Presidente Hollande (Avvenire, La Manif batte anche le provocazioni, 28.5, p.13 ).

Portato bene lo scambio di anelli tra il 40nne Vincent e il 30nne Bruno. Bene  se la loro unione ha portato alla nascita di un movimento, di un blocco che a partire dalle nozze gay ha deciso di fondare una nuova ecologia umana, una nuova concezione antropologica dell’uomo di cui – lo confessiamo anche noi di [email protected] –  ce n’era veramente bisogno e che vedrà la sua nascita il 22 giugno sempre in terra francese grazie alla principale Ong pro-life francese guidata dal portavoce della Manif pour tous, Tugdual Derville (L’iniziativa, a giugno il manifesto per la rivoluzione altruista, Box, Avvenire, p.12)  E quindi se la laicissima Francia si sveglia il giorno dopo la manifestazione con il primo matrimonio omosessuale della sua storia civile, solo pochi cronisti hanno capito e riportato che il giorno prima a Parigi si celebrava non la fine o la sconfitta di Manif pour tous ma un nuovo inizio un nuovo maggio francese in difesa dell’umano. Con ottima intuizione e analisi giornalistica lo scrive sul Corriere della Sera, Stefano Montefiori quando dice che. “La grande manifestazione, l’ultima contro il matrimonio gay è di pura testimonianza e va inquadrata invece come l’inizio di un nuovo movimento che ha solo cominciato la sua lotta per l’ecologia umana” ( Nasce una nuova ecologia umana, Le conseguenze della marcia anti-gay, p 28.5).  

Sarà questo nuovo fronte culturale a spezzare l’ineluttabilità del mainstream del gender ed del relativismo etico per il riconoscimento della realtà dell’essere umano come sottolinea sull’Osservatore Romano la storica Lucetta Scaraffia la quale intuendone l’importanza in “prima” scrive che  “è intorno a questa concezione globale della società che hanno manifestato tanti francesi (O.R., Il caso francese, 29.5).

Il 22 giugno in Francia, nascerà Ecologie humaine.  Un movimento che dà speranza a tutti. Lo scrive anche Francesco D’Agostino,  “perché noi non la beviamo la propaganda che vuole convincerci che i vincoli familiari non hanno alcun bisogno di fondarsi su un uomo ed una donna, che bisogna approvare al più presto la legge sull’omofobia, che bisogna introdurre nel lessico giuridico il concetto di genere ‘idea cioè che la sessualità abbia un rilievo non come dato naturale ma come costruzione sociale”  (Francesco D’Agostino, Ma noi non la beviamo, Avvenire 28.5, p.2) Nulla ormai è definitivo. E, come titola Ferrara  “Gli oppositori al mariage gay non smobilitano, Il Foglio, 28.5, p. 4) Ed “è un bene che una minoranza continui a battersi …” (Il Foglio Sessualmente scorretto, dal containment al roll back (con paradossi), 28.5).

Una minoranza ben rappresentata su quel palco là sugli Champs Elisèe da Eugenia Roccella. “Sono qui con voi perché penso che dobbiamo costruire una Rete europea per difendere l’ecologia umana” (Avvenire, La Manif batte anche le provocazioni, 28.5, p.13 articolo di D.Z.).  Ma anche noi, cara Eugenia siamo qui e, tu lo sai, vogliamo starci in questa rete. Per l’umano e per la dignità.

Antonello Cavallotto

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