Gay lacrimogeni e berretti frigi. Parigi chiama Roma. Non facciamoci rubare la speranza.

Gay lacrimogeni e berretti frigi. Parigi chiama Roma. Non facciamoci rubare la speranza.

Hollande non cede. Ma adesso ha paura,  ora che per l’ennesima volta Frigide Barjot, la portavoce anti mariage gay salita alle cronache per le sue dichiarazione durante la manifestazione dello scorso 13 gennaio, ha portato nuovamente a Parigi un milione di persone. Un milione e quattrocentomila per la precisione, un milione e quattrocentomila  di francesi “normali, di famiglie “normali”, uniti tutti per le Manif pour tous.

Hollande trema adesso ma non cede. Non può.  Schiera la polizia adesso, contro  il movimento,  un movimento certo prevalentemente cattolico ma non etichettabile.  Perché formato anche e soprattutto da laici anche spinti, da musulmani, ebrei, intellettuali, operai, studenti, nonne. … Hollande lo intuisce e ne ha paura. Perché dietro a questa seconda e straordinaria marea  umana fatta di genitori e figli, di intellettuali e di operai, di studenti dietro   a questa grande marea umana come titola Giuliano Ferrara sul Foglio di martedì, non ci sono gli stendardi vandeani,  ma famiglie e bambini normali e ragazze un po’ su di nervi e un po’ femministe che sfilano con cappelli frigi. Uno degli emblemi,  e sicuramente il più imbarazzante per chi laicista e femminista convinta come è la ministra Christiane Taubira dice al Figaro di essere certa che il Mariage pour tous  ci sarà entro l’estate. Sarà. Vedremo.  Ora sulla grande marea  i giornali italiani tacciono, occultano, nascondono.  Se qualcuno ha trovato la notizia nelle prime dei nostri me lo scriva.

Res preoccupante  la congiura ei il silenzio dei nostro quotidiani. Preoccupante anche la “sorella” televisiva abbia mostrato della manifestazione solo pochi secondi e solo immagini di scontri tra alcuni manifestanti e la polizia. Immagini criminali tese a dare della manifestazione un’ idea falsa.  Ma non ci faremo rubare la speranza.  A Roma il 13 maggio sfilerà per le strade della capitale la seconda marcia per la vita. Forse è giunto il momento per la nostra Barjot italiana, la gentile ma decisa Virginia Coda Nunziante di legare a questa sua straordinaria iniziativa – che lo scorso anno ha visto scendere miracolosamente  in piazza 15 mila persone – e anche qui, dove era la stampa ? – di legare dicevo  la battaglia ampliandola anche in difesa della famiglia. Solo una proposta . Ma cara Virginia l’attacco è chiaro. E’ contro l’umano. Contro la creazione.  Seconda marcia per la vita e Prima della famiglia.

Concludo con la Bicocca. Università all’interno della quale si snoda il giallo del feto ritrovato nel frigo. Ma  che curioso . Vuoi vedere adesso che a mettere il feto in frigo è stato il prof. Vescovi , lo scienziato solo marginalmente cattolico – per carità – e che ha prestato sempre il uso nome e il suo viso e la sua scienza contro gli scienziati a favore della ricerca libera. Per Repubblica e il Corriere non esiste un’ipotesi sabotaggio.  La pista è solo interna, scrivono Luca De Vito e Massino Pisa mercoledì 20. A rischio sanzione disciplinare per il Corriere venerdì 22. Eppoi dicono che  i cervelli fuggono.

Antonello Cavallotto

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