I media che non mediano. Lumen fidei contro l’algoritmo moralizzatore

I media che non mediano. Lumen fidei contro l’algoritmo moralizzatore

Sul Foglio le tappe della nostra distruzione,  programmata e in parte già attuata. In una serie di articoli a firma Roberto de Mattei (3.7)  Il Sesso dei Giacobini, dalla Rivoluzione francese alla filosofia transgender), Mattia Ferraresi La guerra antropologica (persa) sulle nozze gay secondo il teologo Schindler, (6.7 ) e Matteo Mitzuzzi, Sui valori non negoziabili il card. Burke sa parlare ai “cattolici intiepiditi, (4.7) riflessioni salienti di una congiura gnostica transumana il cui obiettivo  è  distruggere la bellezza e l’essenza della nostro essere figli di Dio e dis-informare puntualmente sui valori più veri.

Come quei titoloni sparati dai giornali di “sinistra” che hanno omaggiato Papa Francesco per il sol fatto di non aver parlato di aborto, eutanasia o matrimoni gay. A legger questa stampa e di una sedicente svolta “neutrale” del Papa regnante, pare quasi che i principi non negoziabili interessino per nulla Papa Francesco. Un po’troppo fuori le righe, care corazzate. A tal punto temete che si parli di difesa della vita, di famiglia naturale e dei novissimi ?  

Nel tritacarne della sirena del politicamente corretto cade una nobile testa, per giunta platonica: si tratta di Giovanni Reale, filosofo cattolico e studioso platonico per l’appunto.

Responsabilità della vita è l’ultimo libro dialogico come vuole la moda oggi scritto con Umberto Veronesi che di certo non impazzisce per il mito della caverna e l’Iper-uranio. Ma anche Reale scambia l’ombra per l “idea ” – quando afferma che la vita è un bene disponibile. Si deve riconoscere – dice – ai malati il diritto di morire con dignità quando subiscono accanimento terapeutico…. Di Veronesi conosciamo suo ateismo e la sua simpatia per diete e “dolci” morti, ma di Reale e da Reale ci saremmo aspettati forse qualcosa di più. Se non altro per i suoi studi su Platone. Correlare e giustificare indirettamente l’eutanasia con l’uso ab-uso dell’accanimento terapeutico è un posizione francamente debole. Anche dal punto di vista del dualismo corpo/anima  

Caro Reale, quando mai un medico fa accanimento terapeutico ? Anche Platone si sa, in tarda età era per l’eutanasia (sociale) Ma per Platone l’anima rimaneva immortale. Ma l’eutanasia di Veronesi, attento, non sta nell’accanimento ma nell’autodeterminazione. Con sarcasmo su Il Giornale, Marcello Veneziani (La filosofia sfida la medicina. Una questione di vita e di morte, 1.7, p.20) riprende cotale giudizio avventato.  

Prima di concludere con l’impavido  – nel senso sincero del termine e stimativo della persona – ex ministro del Lavoro  Maurizio Sacconi il quale imperterrito come la Pizia, chiede sui temi etici – come la Roccella -una moratoria (Temi etici, Sacconi sollecita una moratoria, p.10, 5.7 lo riporta Luca Liverani sempre su Avvenire) giovedì 5 su Nelson Mandela è ricomparso il dramma e l’antilingua della povera Eluana Englaro.

Anche per Mandela è giunto il momento di staccare la spina(Repubblica: Staccate la spina a Mandela, il Corriere :I medici di Mandela, staccate la spina , il Giornale, Ora la famiglia di Mandela vuole staccare la spina al mito). Salvo poi fare marcia indietro su tutto. Pare infatti che Mandela non stia in stato vegetativo e che non sia “attaccato”  a nessuna macchina.   Onore quindi a Sacconi come a Caffarra, il cardinale di Bologna che in un comunicato al primo cittadino bolognese partecipante al gay pride ha replicato contro  l’ineluttabile fine della ragione umana.

La congiura contro l’uomo  avanza. Lumen fidei. Chi vivrà, vedrà.

Antonello Cavallotto 

Iscriviti alla newsletter