I veleni della contraccezione

I veleni della contraccezione

veleni della contraccezioneLa contraccezione, per le implicazioni che comporta, “non è un argomento periferico rispetto alle grandi questioni teologiche”. Lo evidenzia Renzo Puccetti nel volume I veleni della contraccezione (p.7). L’autore, medico, docente di bioetica all’Università Pontificia Regina Apostolorum, dopo il precedente Pillole che uccidono[1], di cui è co-autore, propone nella nuova pubblicazione lo stesso tema della “pillola” con una nuova angolazione. Infatti, nel presente volume ne affronta alcuni aspetti teologici e, sulla base di un’imponente analisi bibliografica, ripercorre lo scontro attorno alla contraccezione che, all’epoca dell’enciclica Humanae vitae (1968) di Paolo VI, ha coinvolto laici, vescovi, teologici, medici e associazioni.
Il corposo volume di 411 pagine si…

veleni della contraccezioneRenzo Puccetti, Edizioni Studio Domenicano, Bologna 2013, pp. 411

di Angela Maria Cosentino

La contraccezione, per le implicazioni che comporta, “non è un argomento periferico rispetto alle grandi questioni teologiche”. Lo evidenzia Renzo Puccetti nel volume I veleni della contraccezione (p.7).

L’autore, medico, docente di bioetica all’Università Pontificia Regina Apostolorum, dopo il precedente Pillole che uccidono[1], di cui è co-autore, propone nella nuova pubblicazione lo stesso tema della “pillola” con una nuova angolazione.

Infatti, nel presente volume ne affronta alcuni aspetti teologici e, sulla base di un’imponente analisi bibliografica, ripercorre lo scontro attorno alla contraccezione che, all’epoca dell’enciclica Humanae vitae (1968) di Paolo VI, ha coinvolto laici, vescovi, teologici, medici e associazioni.
Il corposo volume di 411 pagine si articola in sette capitoli: Cap.1 Dagli albori della Chiesa al Concilio Vaticano II; Cap. 2 Gli anni del Concilio; Cap. 3 Dal Concilio Vaticano II all’Humanae vitae; Cap.4 La reazione alla dottrina di sempre; Cap. 5 Uno sguardo dietro le quinte; Cap. 6 Commissione Pontificia: una lettura medico-scientifica; Cap. 7 La mentalità contraccettiva e i suoi effetti.

Si ritiene, pertanto, che il libro possa essere attuale almeno per tre motivi: primo perché si inserisce in un auspicato nuovo dibattito non in chiave di scontro ma di lettura critica sulla contraccezione in quanto, in riferimento all’accoglienza alla vita, indirettamente, è oggetto di domande del Questionario per il Sinodo sulla Famiglia del prossimo ottobre 2014[2], secondo, perché si ritiene doveroso un confronto tra le indicazioni dell’Humanae vitae e alcune problematiche che negli ultimi decenni hanno colpito la società (divorzi, aborti, denatalità e infertilità), terzo, perché la contraccezione può essere considerata la prima grande questione bioetica che ha catalizzato una profonda rivoluzione antropologica e una diffusiva biopolitica dell’antinatalità.

Perciò è importante acquisire maggior consapevolezza sull’argomento. A tal fine, il volume di Puccetti documenta alcuni effetti prodotti dalla cosiddetta mentalità contraccettiva (pp.325-386), espressione della separazione (non solo tecnica) dei significati unitivo e procreativo dell’atto coniugale.

Tale mentalità ha creato (come in un piano inclinato) condizioni favorevoli per l’aumento di divorzi e aborti, declino delle nascite e squilibri demografici – condizioni che hanno contribuito alla crisi economica – ed infine, ha introdotto una dolorosa lacerazione all’interno del popolo cristiano.
Quindi, l’onda lunga degli effetti prodotti, a vari livelli, dall’uso della contraccezione dovrebbe interrogare coloro che hanno annunciato la pillola come promessa di felicità, di progresso, di libertà e di emancipazione della donna.

Si ritiene che tali annunci, sostenuti dalle pressioni esercitate dalle lobby del controllo demografico (richiamate dall’autore a p.108) – eppure smentiti dalla realtà – abbiano oscurato sia il vero messaggio dell’enciclica di Paolo VI, sia la proposta dei metodi naturali per la conoscenza e la regolazione della fertilità, facilitando, così, l’insorgenza di equivoci e pregiudizi verso entrambi.

Per cui, il testo di Puccetti, arricchito da numerosi documenti che aiutano a ricostruire fatti e posizioni, si inserisce nella riflessione critica su tali aspetti la cui conoscenza è utile per comprendere meglio anche gli attuali attacchi all’uomo.

In particolare, l’autore rileva come, nonostante il parere favorevole alla contraccezione, espresso dalla maggioranza dei componenti la Commissione Pontificia, Paolo VI con l’Humanae vitae rimase fedele alla Tradizione secondo la quale la contraccezione rappresenta un malum, richiamato, peraltro, dalla mela raffigurata in copertina ad evocare, secondo l’autore, il peccato originale.

In conclusione, poiché si ritiene che il coraggioso documento di Paolo VI – definito in modo riduttivo come l’enciclica del NO alla contraccezione – sia in realtà un SÌ all’amore e alla vita, è importante recuperare il vero significato di questi beni fondamentali per la coppia e per la società. A tale impegno sembra invitare anche l’articolata ricerca contenuta nel volume segnalato, per poter interpretare, così, in modo costruttivo una lettura critica ai pervasivi veleni della contraccezione.

[1] R. Puccetti, G. Carbone, V. Baldini, Pillole che uccidono, ESD, Bologna 20122.
[2] http://www.vatican.va/roman_curia/synod/documents/rc_synod_doc_20131105_iii-assemblea-sinodo-vescovi_it.html

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