Nature vs Vaticano. Basta con l’equivoca tolleranza

Nature vs Vaticano. Basta con l’equivoca tolleranza

Domenica 14 aprile. Apriamo con la Fecondazione artificiale. A una settimana dalla morte di papà Edwards (vedi Repubblica, Corriere, L’Unità e La Stampa)” nessuno ha ricordato che il numero dei concepiti in vitro perduti abortiti mal riusciti scartati o azotati supera di molto i 5 milioni dei concepiti arrivati a nascere” Lo scrive Pier Giorgio Liverani su Controstampa, in Avvenire, p.31.

Da lunedì 15 a mercoledì 17. Amniocentesi addio arriva il test dolce. A “Repubblica” scoprono che l’amniocentesi e la villocentesi non servono più. “Arriva un test dolce – scrive Michele Bocci – un test che rassicura le panne e il pancione”. E’ una rivoluzione per la diagnosi prenatale. Già tremila donne incinte – si legge – hanno aderito ad una sperimentazione italiana e 4 i laboratori partecipano al progetto. Restano le nostre riserve di sempre e di fondo:  la prima sulle percentuali di errore nella campionatura; la seconda e se si scopre che il feto è malato, che si fa si sopprime ?  Sì, si sopprime “sembra” scrivere Valentina Accorsio sul settimanale scientifico de La Stampa tSt .

“Oggi la vera rivoluzione è l’affinamento delle tecniche di selezione dell’embrione “migliore”, cioè quello che da maggiori probabilità di attecchimento e che promette di porre fine alle gravidanza gemellari non dovute. Fino a poco tempo fa – ci ricorda l’Accorsio – non c’era modo di scegliere l’embrione migliore, ma adesso, invece…” e già, adesso invece… lo si può subito ammazzare, pardon scartare (La Stampa tSt, titolo: Sulle orme del Nobel Edwards. Le fabbriche dei bimbi del futuro”, p. 5).

Rimaniamo sempre a mercoledì 17. Numero sfigato per quei grandi referee di Nature. Toh, ma guarda un po’ che tocca leggere. Nature che inveisce per la seconda volta in un messe contro il Vaticano. Un Congresso organizzato dal Pontificio Consiglio per la Cultura è definito  “scientificamente ingenuo perché i partecipanti trovano attraente il concetto di staminali adulte….(Il Giornale, p.18)… Gli scienziati cattolici “sfrutterebbero, riporta anche Margherita De Bac sul Corriere –  malati terminali e disabili per creare con le staminali false speranze (Corriere delle Sera, p. 21, Nature attacca l’Italia. No ai malati cavie). Nature, Nature. Ma da che pulpito. Voi che trovate attraente i procedimenti da bovino di Edwards e non avete nessuna commiserazione per le staminali embrionali? Chi è più ingenuo?

Giovedì 18. Dall’Ansa leggo che bioeticisti inglesi spingono per il riconoscimento dei donatori. “Tutti gli uomini e le donne inglesi che hanno donato sperma e ovociti, in modo anonimo e prima del 2005, dovrebbero ri-considerare l’idea di rivelare la propria identità ai loro figli biologici”.  E’ questa la conclusione del rapporto di un panel di esperti inglesi del Nuffield  Council di Bioetica, secondo cui i donatori dovrebbero ri-registrare i propri dati presso il Registro dei donatori.

Venerdì 19. Valori non negoziabili. Sul Foglio, l’Arcivescovo di Ferrara – Comacchio Luigi Negri scrive al direttore: “Carissimo direttore,  poiché mi trovo quasi sempre d’accordo con le tue posizioni dal punto di vista cultural-politico, mi permetto di farti avere delle osservazioni che sento assolutamente necessario scrivere… Mi sono chiesto se è giusto che noi continuiamo a tacere di fronte a posizioni culturali, sociali e politiche che affermano letteralmente che l’uomo è Dio… “Io non credo che sia giusto che si possa continuare in un’equivoca tolleranza di posizioni che obiettivamente sono distruttive di una vita sociale autenticamente fondata su valori sostanziali e inderogabili, quelli che Benedetto XVI aveva così genialmente sintetizzato nell’espressione ‘valori non negoziabili’… Di fronte alla proposta di una vita socio-politica ridotta a posizioni teoriche demenziali… io mi sento di dire con tranquillità che non è possibile essere cristiani e contemporaneamente appoggiare a qualsiasi livello posizioni e scelte che sono evidentemente in contrasto con la concezione della vita che la chiesa, coerentemente, da duemila anni insegna. Se poi la novità è rappresentata, anche sul piano istituzionale, da disegni di legge che riguardano il riconoscimento civile delle unioni gay, il cambiamento a spese del Servizio sanitario nazionale del sesso, ci rendiamo conto da che parte va questa presunta novità”. Firmato, Luigi Negri Arcivescovo di Ferrara – Comacchio. E bravo arcivescovo.

Antonello Cavallotto

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