Poveri diavoli. Dopo l’intervista creativa e l’abolizione del peccato, per il quotidiano di Scalfari il Papa adesso vota Renzi.

Poveri diavoli. Dopo l’intervista creativa e l’abolizione del peccato, per il quotidiano di Scalfari il Papa adesso vota Renzi.

E ridaje, si dice a Roma. Ci risiamo. Papa Francesco parla di crisi educativa e di tanti figli tristi e incolpevoli di coppie separate – citando il disagio di una bambina cui la “fidanzata” della mamma non le vuole bene e il giornale di Scalfari, la Repubblica ne distorce il pensiero titolando: “Il Papa apre alle coppie gay”. Classico titolo per fa passare la disinformazione. Il sospetto – ché a pensar male di Repubblica non si pecca – è che con questo titolo devono aver pensato e scritto quei simpaticoni satanassi di cronisti Berlicche e Manacorda, più facilmente si può appoggiare la campagna irrinunciabile del buon Renzi – buon, perché pare si dice cattolico. E cosa di più deflagrante di un Bergoglio che seppur inaspettatamente – precisa con furbizia l’aggiunta dell’avverbio nelle prime righe dell’articolo, apre ai gay ? Talché, quale collega potrà in fondo giudicarci, se neppure il Papa lo fà ?

Ma un papa che apre ai gay e davanti a 120 superiori generali di istituti, come riporta la cronica dell’incontro il direttore Antonio Spadaro su ‘La Civiltà Cattolica’, è credibile ?

Lui, Antonio Spadaro che c’era ed ha sentito scrive sul Corriere: “Purtroppo alcuni titoli giornalistici che hanno parlato di “apertura alle coppie gay” sono stati fuorvianti nella comprensione di ciò che il papa ha effettivamente detto e della grande sfida che ha delineato”. A. Spadaro, La vera apertura di Papa Francesco, 7.1.

Nessun outing out quindi, come impone di scrivere il nuovo dizionario giornalistico contro le discriminazioni. Solo il ricordo personale del papa circa “il disagio di una bambina per il comportamento della ‘fidanzata’ di sua madre che non le vuole bene. Questo disagio – ha detto il Papa – deve essere una sfida da cogliere per parlare ad una generazione che cambia”. Giustamente Paola Binetti dalle colonne del Messaggero, intervistata si sofferma appunto su questo disagio) “…ancora oggi la barriera più forte all’adozione o presenza di figli all’interno di una coppia gay”. Ma a Repubblica si vede che il Mulino Bianco non è di casa.

Personali ricordi, esperienze di bambini, ragazzi e giovani che vivono situazioni complesse, quelle di famiglie separate e gay. Un po’ magrolina la forzatura per arruolare il predecessore di Pietro alla causa delle unioni civili.

Ai Berlicchi e Manacorda di Repubblica poco importa che le parole del papa e tutto il testo era ed è facilmente consultabile e scaricabile dal sito di Civiltà Cattolica. Un altro aspetto negativo della perdita di credibilità della stampa.

di Antonello Cavallotto

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