Provocazioni e apocalissi da non prendere sul serio

Provocazioni e apocalissi da non prendere sul serio

Pronti, via. Non solo stampa. Cosa si fa per l’audience. Dopo l’infelice scoop apocalittico de Il Fatto Quotidiano su un presunto complotto di morte contro il Pontefice (10-11-12 febbraio) anche il media televisivo non sembra poter fare a meno di affidarsi allo scandalismo per tenere alta l’audience del festival.

A Sanremo, come noto, il Re degli Ignoranti – come (molto opportunamente) si autodefinisce Adriano Celentano, attacca il critico Aldo Grasso del Corriere e i giornali cattolici Avvenire e Famiglia Cristiana.”Solo una trovata pubblicità per lanciare il suo ultimo album discografico”. Così, tra i tanti, il commento arguto dell’inviata del Giornale, Laura Rio, mercoledì 15 a pag. 31.

Più che un Festival quindi un De Profundis del servizio pubblico ormai da rottamare.

Ma ritorniamo ai quotidiani. Venerdì 11 sulle pagine del Corriere della Sera (pag. 51) Elvira Serra ci informa che dagli States è in arrivo una seconda rivoluzione sessuale. Si chiama Social freezing. E’ la nuova tendenza per le americane sotto i 35 anni di poter congelare gli ovociti. Dopo i 35 gli ovociti hanno chance limitate ”.

La logica di Erode. Sul mensile Vita e Pensiero, il direttore Alberico Cecchini replica al “grande matematico” Piergiorgio Odifreddi che sul sito di Repubblica.it. ha scritto che: “in un paese ideale una procreazione responsabile richiederebbe la difesa dei diritti dei nascituri. In mancanza di adeguate prospettive che rendano impossibile tale adempimento… i tribunali dovrebbero intervenire per impedire la procreazione. Anzitutto, in maniera preventiva, forzando all’uso di anticoncezionale. E poi, quando la prevenzione avesse fallito, imponendo la cessazione della gravidanza”. A parte lo stile e la grammatica, Cecchini definisce Odifreddi, nuovo Erode. “Quello almeno uccideva i bambini per il potere. Odifreddi addirittura per il loro bene”. Bravo direttore.

Sabato 12. Sulla Stampa ecco un titolo ambiguo. “L’eutanasia è ormai un diritto”. Il lettore pensa all’Italia e invece si tratta di una delle sessanta proposte di Francois Hollande, candidato socialista all’Eliseo. Il pezzo è corredato dal “solito” sondaggio che rivela che “oltre nove francesi su dieci sono favorevoli a concedere libertà di scelta al malato”. Ma cosa significa, “oltre” ?

Comunque, proposta vecchia e superata perché in Olanda – come riporta Il Giornale lo stesso giornoil suicidio assistito è già di casa. Fra i tanti e tristi primati che ha la patria di Erasmo, adesso l’Olanda sarà il primo paese dell’UE a fornire anche un servizio di ambulanza a domicilio per il suicidio assistito! Elogio della Follia.

Giovedì 16.2 ecco un interessante box all’interno dell’inserto “E’ Vita” “Si tratta del cosiddetto “Manifesto umbro”. 25 associazioni pro-life si oppongono alla delibera del consiglio comunale di Perugia a incentivare l’uso dell’aborto chimico. Tra i sottoscrittori anche due professori universitari”. Bella iniziativa.

Venerdì 17. Cento rappresentati del mondo religioso, della cultura e del giornalismo (God save the press) scrivono una lettera al presidente Obama che vuole limitare il diritto di obiezione. Articolo nelle pagine interne de L’Osservatore Romano.

Sabato 18. Sempre bei titoli da parte di Valentina Fizzotti sul Foglio. “Contraccettivi sottopelle offerti alle tredicenni senza dir niente a mamma”. A Southtamptom nel sud dell’Inghilterra, le mamme si sono messe a ispezionare le braccia delle figlie tredicenni alla ricerca di un tubicino lungo quattro centimetri che impedisce loro di rimanere incinte. E per fortuna – conclude la Fizzotti – che fare sesso in Gran Bretagna a tredici anni è contro la legge.

Ultima notizia. Avviso ai bioeticisti. Martedì 7 Il Mattino di Napoli ha riportato di Ida Palisi (pag. 49) un’ intervista al filosofo e bioetico Hugo Tristam Engelhardt che ha presentato a Napoli il suo: “Viaggi in Italia. Saggi di bioetica”, edizione Le Lettere, pag. 428, euro 28.

Intervista interessante. Libro da comprare. Prefazione da leggere, ma con le “molle”. E’ di Maurizio Mori.


Antonello Cavallotto

Iscriviti alla newsletter