Stati generali della bioetica. E brava Eugenia

Stati generali della bioetica. E brava Eugenia

Prima della consueta analisi, un incipit sulla stampa estera. Dall’inglese Guardian arriva la formula più innovativa per uscire dalla crisi di credibilità dei quotidiani. Alan Rusbridger, il direttore, ha stilato le nuove dieci regole per un giornalismo partecipativo. Delle dieci, forse la più significativa è la numero due: “Lealtà in cambio di un giornalismo che porti valore aggiunto” (su L’Espresso di aprile)

Martedì 24. Bu-o-ngiorno in salsa radicale. Su Avvenire (pag. 12) l’on.le avvocato Giulia Bongiorno (Fli), famosa per avere fatto assolvere Giulio Andreotti dall’accusa di essere lui il capo della mafia e traghettatrice insieme a Gianfranco Fini della scissione in casa Pdl di autonoma relatrice alla Commissione Giustizia della Camera e si lamenta che una decina di progetti di legge sulle unioni di fatto giacciano “dormienti”. Ah, come è lontana Marine Le Pen !. Sveglia Bongiorno. Gli italiani hanno altro a cui pensare!

Snobbata dalla stampa. Stati generali della Bioetica. Tutto (mi) si può dire che la Roccella non sia di parola. Lanciato da alcuni mesi al teatro Rossigni in Piazza Santa Chiara a Roma va di scena il Convegno sui valori non negoziabili. Finalmente un pò di chiarezza e comprensibilità, per i cattocomunismi si intende – su vita, famiglia e libertà educativa. Unica voce interna di dissenso è quella di Cicchitto. Da buon vetero – socialista il “laico” Fabrizio dissente e dichiara alle agenzie che «una ‘parte’ del Pdl – una parte estremamente importante – si riconosce nel sistema di valori della Chiesa cattolica, ma questa parte non può diventare il ‘tutto’”. Ma perché no, caro Cicchitto ? .

Riprendiamo la crono-stampa settimanale.

Giovedì 26. Il giornale della capitale, Il Messaggero ospita una riflessione del cardinale Angelo Scola. Una lectio magistralis sull’importanza di valori condivisi in una società multietnica. Quando il Cardinale sa bene comunicare. Da meditare e ritagliare.

Venerdì 27. Ancora lumi sui valori non negoziabili. Su Avvenire a pag. 9 il Presidente della Cei Angelo Bagnasco fa da sfonda ai valori non negoziabili. Senza il loro rispetto è illusorio pensare ad un’etica sociale. Mai come adesso repetita iuvant.

Sabato 28. La legge sulla transessualità compie trent’anni. Ce lo ricorda sull’Unità, Ornella Obert. “Anche la legge 194 (triste numero) del 1982 – scrive – è stata una legge moderna, un segno dei tempi, una spia di cambiamento nei rapporti di genere”. Dopo Socrate, l’apoteosi della Obert sull’esperienza transessuale la può leggere a pag. 25.

Potenza dei nomi. La mia Babele. E’ questo il nome (numem) della rubrica di Corrado Augias. Su Il Venerdì di Repubblica della settimana a pagina 125 elogia (no, ancora, ma che noia ) il libro “Obbedienza e libertà” del telegenico Vito Mancuso, il Camus maledetto che, tanto per attaccare la Gerarchia, usa adesso la metafora del bisturi così tanto per incidere sempre più a fondo il tessuto, dice lui, malato del Vaticano.

Oh, anch’io, come copio dal blog della Morresi, vorrei che tutto ciò non fosse accaduto ai miei giorni!


Antonello Cavallotto

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