Una proposta concreta per contrastare i deludenti dati Istat sulle donne che lasciano il lavoro

Una proposta concreta per contrastare i deludenti dati Istat sulle donne che lasciano il lavoro

Roma – 8 febbraio 2018. I recenti dati ISTAT 2017 ci ricordano che sono più di 25.000 le donne che in Italia hanno lasciato il lavoro perché diventate mamme. Secondo il Rapporto, le motivazioni indicano inequivocabilmente “la persistenza di una maggiore difficoltà di conciliazione tra vita familiare e lavorativa” soprattutto in determinate fasce di età.  L’Istituto per gli Studi Superiori sulla Donna, attraverso il Corso di Perfezionamento in Self Management & Self Branding, che giunge quest’anno alla sua III edizione, vuole rispondere con un approccio pragmatico a tale condizione, offrendo un percorso di potenziamento dell’autostima ma anche strumenti per il posizionamento nel mercato del lavoro; l’obiettivo è contrastare questa discriminazione permettendo alle donne di migliorare e aumentare la loro presenza nel mondo del lavoro: il mondo del lavoro ha bisogno delle donne e delle loro competenze distintive!

“Quando si parla di lavoro, – apre Marta Rodriguez, Direttrice dell’ISSD – la situazione critica in cui viviamo ci costringe a pensare a volte in chiave di sopravvivenza: quali percorsi (studio, esperienze) fare per avere un lavoro più sicuro, e ottenere uno stipendio che ci permetta di arrivare a fine mese. Così si entra nel meccanismo del mondo professionale, – continua Rodriguez –  a volte cosi rigido e penalizzante, dove tante scelte (in primis quella “scelta tra” lavoro e famiglia) non vengono fatte liberamente, ma sono conseguenza delle circostanze.

Come Istituto, crediamo che il mondo del lavoro debba mettere la Persona al centro. Invitiamo le persone che arrivano al nostro corso, – conclude la Direttrice a guardarsi dentro, a capire quali siano i loro sogni, le loro risorse, le cose che amano fare. Crediamo che “la libertà è la capacità di crescere in ogni circostanza”.

“Viviamo in una società che fondamentalmente penalizza la maternità, – dichiara l’On.le Olimpia Tarzia, PdL, Vice Presidente Comm. Cultura al Consiglio Regionale del Lazio, promotrice della Campagna “Mamma è Bello” e Responsabile Nazionale Dipartimento Famiglia Forza Italia- che non consente alla donna di vivere serenamente la gravidanza perché non è capace di riconoscerne l’alto valore sociale. Siamo in una società che costringe, troppo spesso, la donna a dover scegliere tra la sua realizzazione professionale e l’essere mamma,- incalza la Vice presidente –  non permettendo una giusta armonizzazione tra tempi di cura e tempi di lavoro, obbligando la donna, per esigenze economiche, a dover sempre più posticipare se non addirittura a dover rinunciare ad una maternità, questa nostra società rinuncia spesso a riconoscere, anche in termini economici, il contributo unico, insostituibile, prezioso del lavoro di mamma. Ciò detto, credo sia importante mettere in atto un serio piano di sostegno alle madri disoccupate – conclude la Tarzia – che intendano entrare nel mondo del lavoro, al fine di elaborare nuovi progetti di inserimento professionale, frutto dell’armonizzazione tra tempi di cura e tempi lavorativi, aspirazioni personali, attitudini ed esperienze. La formazione è sicuramente uno degli strumenti è più efficaci per contrastare questo fenomeno”

“Gli ultimi dati ISTAT – apre l’On.le Eleonora Bechis, Alternativa Libera, Commissione VII Camera – confermano quanto per i nostri giovani pensare di avere un figlio sia diventato un’utopia, quasi come fosse un privilegio, quasi come se ci fossimo dimenticati che invece è un diritto. La società che ci troviamo ad affrontare è in mutamento costante, con esigenze sempre diverse, sempre più frenetica e sempre più impegnativa tanto da mettere di fronte ad una scelta drastica le nuove coppie: la carriera o la famiglia? – si domanda l’Onorevole – La scuola deve essere il primo punto che un governo dovrebbe rivedere: mettere al centro la persona, insegnare a sognare il futuro e a costruirlo permettendo di far crescere i talenti.

Il percorso proposto dell’Istituto di Studi Superiori sulla Donna – conclude la Bechis –  che ha come obiettivo “riconoscere e sviluppare le proprie risorse per valorizzarle” e “saper comunicare adeguatamente le proprie potenzialità”, è sicuramente la risposta ad un’esigenza che ha colpito donne e uomini che negli ultimi anni sono stati costretti a lasciare il proprio lavoro e che ha disorientato i nostri ragazzi nella scelta del loro percorso di vita”.

“Attivare corsi con l’obiettivo di sostenere le donne nel proprio percorso lavorativo – apre l’On.le Titti di Salvo, Commissione V della Camera e responsabile del Dipartimento “Mamme “ del PD –  è fondamentale, così come lo sono tutte le misure che puntano a rimettere al centro del mercato del lavoro le competenze e le capacità femminili, ancora troppo sottovalutate. C’è bisogno di una rivoluzione culturale – conclude l’Onorevole – che punti a rendere i talenti delle donne la risorsa mancante in grado di contribuire alla ripresa economica e all’innovazione del Paese. E per fare questo la maternità non deve essere più vista come un ostacolo, ma come una grande risorsa per il mondo del lavoro.”

Il corso che è stato avviato offre uno spazio formativo, esperienziale e di crescita importante, di motivazione a mettere in campo capacità ed energie per un ingresso o reingresso nel mercato del lavoro, sviluppando le potenzialità e le competenze necessarie per avviare percorsi professionali di successo, per fare rete ed entrare in contatto con diverse realtà professionali.

(Link al programma)

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