Call For Articles

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ISSD

L’Istituto di Studi Superiori sulla Donna, promuove una “Call for Articles” sul tema: Rispetto della “diversità” e teoria di genere, con l’obbiettivo di stimolare la riflessione di studiosi e studiose appartenenti a diverse discipline su due aspetti della nozione di gender: la sua “equivocità” e la sua portata nella lotta contro l’omofobia.
I contributi dovranno essere inviati entro e non oltre il 15 settembre 2014.

 

CALL FOR ARTICLES

“RISPETTO della DIVERSITÀ e TEORIA di GENERE:

la teoria di genere è la strada maestra per educare al rispetto ed alla tolleranza delle diversità? E’ l’unica strada che permette di combattere bullismo ed omofobia? Quali conseguenze può produrre il suo inserimento nei progetti educativi scolastici? Esiste un’alternativa allateoria del gender come presupposto teorico dell’educazione al rispetto della diversità?

Curatrici: Marta Rodriguez (Direttrice dell’Istituto di Studi Superiori sulla Donna,Ateneo Pontificio Regina Apostolorum), Chiara D’Urbano (psicologa e psicoterapeuta), Valentina Colombo (Professoressa di Storia dei paesi islamici presso l’Università Europea di Roma), Susy Zanardo (Professoressa di Filosofia morale presso l’Università Europea di Roma), Antonella Varoli-Piazza (ricercatrice presso l’Istituto di Studi Superiori sulla Donna); Ignazia Satta (ricercatrice presso l’Istituto di Studi Superiori sulla Donna)

E’ ormai da tempo che la teoria di genere(oteoria del gender)sta permeando – a volte in modo chiaro ed esplicito, altre muovendosi come un sommergibile quasi invisibile – la cultura occidentale.

A livello sovranazionale, le organizzazioni internazionali, ONU in primis, promuovono la sua diffusione. All’interno della stessa e Europea, la politica c.d. delgenderè diventata ufficialmente una priorità, la cui promozione ed attuazione è affidata ad una apposita commissione parlamentare (Femme) che si occupa di “diritti della donna ed uguaglianza di genere”. In Italia, politiche c.d. digendersono promosse sia a livello nazionale che a livello regionale.

Vi è però non poca confusione nell’immaginario collettivo – ed anche tra gli stessi “addetti ai lavori” – sul significato e sulla portata della c.d.teoria di genere (interrogando persone di buona cultura sul significato e sulla portata del terminegendersi avranno risposte che spazieranno da: “rappresenta la lotta per la parità salariale tra uomo e donna” a “è la battaglia per il riconoscimento dei diritti dei transessuali”)… A questa confusione dell’immaginario collettivo, corrisponde una scarsa chiarezza delle politiche e delle misure legislative, promosse ed attuate, in nome dellateoria di genere.

Invero, allateoria di genereè quasi sempre nominalmente associata la battaglia per la promozione dei diritti delle donne ma – a ben vedere – ilgender mainstreamingovvero “il modo di pensare e di agire” connesso allateoria del gender, va ben oltre ed al di là della promozione dei diritti delle donne. Si pensi, ad esempio, che la stessa commissione del Parlamento europeo,Femme, che si occupa di “diritti della donna ed uguaglianza digenere” ha tra i suoi obbiettivi, oltre alla promozione dei diritti della donne sotto vari aspetti, anche, testualmente “la realizzazione e l’ulteriore sviluppo dell’integrazione delladimensione di genere(“gender mainstreaming”) in tutti i settori.

In questo scenario,si sta facendo sempre più pressante anche la necessità di educare all’interno della scuola, sin dalla prima infanzia, al rispetto della c. d. “diversità”.Tra i modelli educativi proposti, lateoria del genereè ancora una volta richiamata, direttamente o indirettamente, come la via per eliminare le discriminazioni sessuali e prevenire manifestazioni di omofobia e bullismo. E’ veramente così?

Sulla scorta di questi profondi mutamenti culturali che la nostra società sta vivendo e che richiedono l’attenzione, la partecipazione e la consapevolezza di tutti circa il significato e la portata della “teoria di genere”- nonché le sue implicazioni e le sue conseguenze nella vita di ciascuno di noi – l’Istituto di Studi Superiori sulla Donnapromuove unacall for articlesper stimolare la riflessione di studiosi e studiose, appartenenti a discipline diverse (come la filosofia, la psicologia, la sociologia, la teologia, la pedagogia e la giurisprudenza) su:

RISPETTO DELLADIVERSITÀe TEORIA di GENERE:

la teoria di genereè la strada maestra per educare al rispetto ed alla tolleranza dellediversità? E’ l’unica strada che permette di combattere bullismo ed omofobia? Quali conseguenze può produrre il suo inserimento nei progetti educativi scolastici? Esiste un’alternativa allateoria del gendercome presupposto teorico dell’educazione al rispetto delladiversità?

Con questacall for articles, l’Istituto intende stimolare la riflessione di studiosi e studiose appartenenti a diverse discipline su due aspetti della nozione digender: la sua “equivocità” e la sua portata nella lotta contro l’omofobia. Lacallrichiede di affrontare la questione secondo le specifiche competenze di ciascun partecipante allacallma con un linguaggio comprensibile anche ai non esperti del proprio settore di competenza.

I contributi dovrebbero rispondere a queste domande, cercando di fare chiarezza sulla politica delgender,sul gender mainstreaminge il suo impatto nella vita delle persone, con particolare riferimento ai temi dell’omofobia e del bullismo:

  • Cosa intendono i “non addetti ai lavori”, in Italia, con riferimento allateoriadel gender? È un termine univoco o equivoco? Come viene recepito? Cosa intendono i giovani, gli adulti giovani, e gli adulti maturi? Ci sono differenze per livelli sociali o culturali?

  • Come viene applicata lateoria del gendernel territorio locale, a livello istituzionale e legislativo ma anche nelle imprese, in ambito educativo, nei mass media?

  • Quali possono essere le ricadute sulla formazione dei bambini e dei ragazzi? Educare al rispetto della diversità presuppone necessariamente la promozione dellateoria di genere?

  • Queste misure, che impatto hanno nella vita reale delle persone? La promozione dellateoria del genderè la risposta alla lotta contro l’omofobia? Questa teoria è la strada per educare al rispetto delladiversità? Quali sono i risvolti positivi di questa teoria? I risvolti negativi quali sono? Quale è la causa di questi risvolti? Poiché si tratta di un volume che vuole essere diffuso nelle scuole, i concetti trasmessi sono compresi dai genitori e dalla stessa scuola?

In particolare, si richiede agli esperti nelle discipline psicologiche e psichiatriche, di affrontare il tema tenendo conto dell’impatto e delle conseguenze sullo sviluppo e sulla stabilità psichica che la diffusione dellateoria del genderpuò provocare su un minore di età compresa tra i sei ed i diciotto anni e se – in alternativa – vi siano altre strade per educare al rispetto delle diversità e prevenire manifestazioni di bullismo ed omofobia.

Quanto agli esperti delle discipline giuridiche, si chiede di verificare la “presenza” evidente o occulta, nel quadro normativo italiano dellateoria del gendere di valutare la compatibilità di un educazione improntata alla teoria gender con i diritti del minore così come sono riconosciuti dalla legislazione internazionale, comunitaria e nazionale italiana, nonché proporre – ove si ritenga sussista – un’alternativa allateoria del gendercome presupposto teorico dell’educazione al rispetto delladiversità.

Quanto agli esperti nei diversi rami delle discipline filosofiche e teologiche, si chiede una revisione dell’attuale penetrazione della teoria alla luce dei principi etici, antropologici e teologici. Ai sociologi si chiede un’analisi di quale sia l’impatto effettivo dellateoria del gendernelle abitudini quotidiane degli uomini e delle donne: nei loro rapporti, nel modo di educare i figli, nel rispetto dellediversità.

Verrà valutata la profondità e la precisione della ricerca, cosi come l’uso di una metodologia di ricerca ed analisi adeguata al tipo di articolo, nonché l’uso di un linguaggio comprensibile anche a studiosi non appartenenti alla disciplina di provenienza.

I contributi ritenuti più meritevoli, “ad insindacabile giudizio della Commissione”, saranno pubblicati come “Quaderni dell’Istituto di Studi Superiori sulla Donna” e gli autori saranno invitati a partecipare come relatori ad un convegno dal tema “L’educazione alla differenza sessuale”che si terrà a conclusione delcall for articlesnel primo semestre dell’A.A. 2014-15 presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.

I contributi dovranno essere inviati entro e non oltre il15 settembre 2014in formato pdf al seguente indirizzo di posta elettronica:[email protected] congiuntamente al modulo da compilare, scaricabile suwww.istitutodonna.itdove sono consultabili anche i criteri formali per la redazione dell’articolo.

 

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