La famiglia è messaggera d’amore nella società

La famiglia è messaggera d’amore nella società

CardEnnioAntonelli2Il Cardinale Ennio Antonelli, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, ha tenuto la conferenza inaugurale dell’anno accademico 2009 – 2010 dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.

Roma, 22 ottobre 2009. “La provvidenza divina, che guida la storia nei più piccoli particolari come nei disegni più grandiosi, ci dà la grazia di iniziare nuovamente i lavori del nostro Ateneo, con tutte le sfide e le opportunità che ciò comporta”.

Con queste parole il Rettore Padre Pedro Barrajon, L.C. ha aperto la cerimonia d’inaugurazione dell’anno accademico 2009 – 2010 dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, diretto dai Legionari di Cristo.

“Poter iniziare un’avventura spirituale, come lo studio e la ricerca, è uno speciale dono di Dio”, ha aggiunto il Rettore. “Molte persone al mondo non possono usufruire dei mezzi formativi che il Signore offre a noi. Ed è per questo che vorrei iniziare la mia prolusione con un ringraziamento a Dio perché è buono e perché il suo amore è per sempre (Sal 136, 1)”.

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Padre Pedro Barrajon, L.C. ha continuato il suo discorso citando una preghiera di Sant’Anselmo: “Suvvia, uomo da nulla, fuggi per un momento le tue occupazioni, nasconditi alquanto ai tuoi pensieri tumultuosi. Metti da parte adesso i tuoi gravi affanni e rimanda le tue faticose distrazioni. Dedicati un po’ a Dio e riposati un po’ in Lui. Entra nella stanza della tua mente, escludine ogni cosa all’infuori di Dio e di ciò che ti aiuta a cercarlo e dopo aver chiuso la porta, cercalo”.

“Papa Benedetto XVI – ha spiegato il Rettore – ha impostato il suo famoso discorso, il 12 settembre dell’anno scorso nel collegio dei Bernardini a Parigi, su questo atteggiamento che ha dato inizio a tutta l’epoca moderna, alle università, alla ricerca di quel sapere che non era né vano né fatuo ma tutto orientato dalla sapienza.

Questo cercare Dio di cui parla Sant’Anselmo, diceva il Papa, è alle origini della teologia occidentale e della cultura europea. I monaci, come Sant’Anselmo, non cercavano di creare una nuova cultura nemmeno conservare quella del passato. Cercavano innanzitutto Dio.

Il grande ideale che accomuna una comunità accademica ecclesiastica è appunto questa ricerca di Dio, questo “quaerere Deum” così caro a Sant’Anselmo.

Così, cercando Dio come egli stesso si è rivelato, l’uomo comprende l’importanza delle scienze profane, lo studio innanzitutto della lingua e delle lingue che veicolano la sua rivelazione nella Sacra Scrittura”.

CardEnnioAntonellIl Rettore dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum ha ricordato che “la questione di Dio non è irrilevante per l’uomo, e neanche per nessuna cultura e società”.

Ed è proprio questo, secondo Padre Barrajon, “uno dei compiti delle università ecclesiastiche che, usando una ragione allargata alla fede, cercano di approfondire i grandi misteri della vita umana riguardanti Dio, il mondo e lo stesso uomo”.

“Il nostro Ateneo – ha concluso il Rettore – vuole, sul solco della grande tradizione ecclesiastica, offrire alla Chiesa e alla società il suo piccolo contributo di creazione di cultura basata su questa ricerca seria e appassionata del vero, del buono e del bello che trovano il suo apice e la sua più grande espressione nel Creatore di ogni cosa.

Vorremmo proseguire il nuovo anno su questa scia della ricerca di Dio, del “quaerere Deum”, cercarlo anche nei difficoltosi meandri delle nuove e complesse realtà come le questioni che riguardano la bioetica, l’etica economica, il rapporto tra la scienza e la fede, e tante altre applicazioni concrete ai saperi specifici delle grandi sapienze teologiche e filosofiche”.

Dopo il saluto del Rettore è intervenuta Angela Tagliafico, dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose, in rappresentanza dei docenti. La professoressa ha ricordato il significato dell’insegnamento della teologia come missione all’interno della Chiesa.

Francesco Picaro, della facoltà di Filosofia, ha parlato in rappresentanza degli studenti, sottolineando che la formazione nell’Ateneo non è fine a sé stessa, ma nasce con l’obiettivo di porsi al servizio degli altri.

Fabio De Lillo, Assessore all’Ambiente del Comune di Roma, ha rivolto un saluto alla comunità accademica dell’Ateneo, da parte del Sindaco della capitale Gianni Alemanno.

Il Cardinale Ennio Antonelli, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, ha tenuto la conferenza inaugurale sul tema “La famiglia e il bene della società”, offrendo un forte messaggio di speranza.

Fra i vari temi trattati, il Cardinale ha sottolineato il valore della famiglia come fattore di coesione e di sviluppo nella società.

“La famiglia – ha detto il Cardinale Antonelli – è l’istituzione del dono reciproco totale e della comunione integrale di vita tra le persone. Proprio per questo è la prima scuola di umanità (cfr. Giovanni Paolo II, Familiaris Consortio 42-46).

In famiglia le persone non badano solo al proprio tornaconto, ma anche al bene degli altri e al bene comune di tutti e di ciascuno. Ci si aiuta reciprocamente. Se c’è un’attenzione preferenziale è per i più deboli: bambini, malati, disabili, anziani.

Il clima d’amore genera fiducia, cooperazione, reciprocità, giustizia, solidarietà, servizio, riconoscenza, fedeltà, ascolto, sincerità, puntualità, laboriosità, progettualità, ordine, rispetto della natura e molte altre virtù preziose per le persone e per la società”. 

Nella società di oggi, secondo il Cardinale Antonelli “c’è più bisogno che mai della famiglia, fattore di coesione e di sviluppo (cfr. Compendio, 221). C’è bisogno di famiglie consapevoli della loro identità e missione; di famiglie unite e aperte, che si incontrano, si mettono in rete, costituiscono gruppi, aderiscono alle associazioni e ai movimenti ecclesiali, alle associazioni familiari di impegno civile (cfr. Compendio, 247); soprattutto di famiglie cristiane che sono fermento evangelico, soggetto di evangelizzazione e perciò di più perfetta umanizzazione e socializzazione.

Il Cardinale Antonelli ha ricordato che evangelizzare è trasmettere agli altri l’amore di Cristo attraverso la fede professata e testimoniata. Evangelizza solo il cristiano che fa esperienza di un rapporto sincero e vitale con Cristo (Ascolto della Parola, Eucaristia, preghiera, impegno permanente di conversione, vita nuova secondo lo Spirito) e che da Cristo riceve “un di più” di speranza, “un di più” di significato e valore per le persone e la vita nelle sue molteplici dimensioni, “un di più” di luce per il discernimento, “un di più” di energia e di gioia per farsi carico degli altri e portare la croce di ogni giorno.

Il Cardinale Antonelli ha spiegato che, analogamente, evangelizza la famiglia che vive l’amore come dono e comunione, quale partecipazione all’alleanza nuziale di Cristo con la Chiesa, quale riflesso della comunione trinitaria delle persone divine e anticipo della festa nuziale nell’eternità. “Le sfide e le speranze che sta vivendo la famiglia cristiana – dice Giovanni Paolo II – esigono che un numero sempre maggiore di famiglie scoprano e mettano in pratica una solida spiritualità familiare nella trama quotidiana della propria esistenza” (Discorso, 12.10.1980).

Dopo la conferenza inaugurale è stata la volta di un intermezzo musicale offerto da due giovani Legionari di Cristo. Fratello Colin, pianista, e Fratello Benjamin, violinista, hanno suonato un minuetto di Boccherini e una polka di Ciaikovskij.

La cerimonia si è conclusa con la premiazione degli studenti che hanno ottenuto il voto “Summa cum laude”. Hanno ricevuto in dono una medaglia raffigurante la Madonna nel momento della Pentecoste.

 

 

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