La terapia biologica dei tumori

La terapia biologica dei tumori

Alleviare la sofferenza dell’uomo è un atto medico che non può avvenire a discapito
dell’integrità fisica e psichica del paziente. Quindi ogni nostro sforzo per raggiungere questo scopo non ha prezzo e limite di fronte alla vita della persona
». È questa la filosofia alla base dell’impegno clinico del dottor Giovanni Lucio
Rocca, direttore sanitario del centro di medicina polispecialistico Manara 31 di Monza, che ha messo a disposizione la sua esperienza nel campo della medicina non invasiva per la prevenzione e la terapia biologica dei tumori.
Fra le terapie proposte il centro Manara 31 è specializzato nell’ipertermia clinica capacitiva. «Questa – come spiega il dottor Rocca – consiste nell’utilizzo di fonti di calore allo scopo di ottenere un aumento di temperatura degli organi e dei tessuti. Il fine è quello di incrementare la sensibilità delle cellule cancerogene
ai trattamenti antineoplastici».
Quali sono le possibilità offerte dall’ipertermia clinica nel trattamento dei tumori?
«La stimolazione biomolecolare, ottenuta attraverso il calore, permette di raggiungere quattro obiettivi terapeutici fondamentali:
una febbre artificiale (di 39-40 gradi), con aumento quantitativo e qualitativo della linea cellulare immunocompetente contro il tumore; un incremento significativo delle endorfine circolanti (a 40-41 gradi) con una migliore gestione clinica del dolore – il cosiddetto effetto antalgico; l’induzione dell’apoptosi
cellulare (42-43 gradi) per le linee cellulari cancerogene. Infine, un sensibile
potenziamento dell’effetto dei trattamenti farmacologici e radioterapici previsti, con possibile riduzione dei dosaggi e una minore tossicità relativa».

lucio_rocca

Intervista al Direttore  del Centro Manara 31 Giovanni Lucio Rocca, Coordinatore Locale della Sede di Formazione a Distanza di Monza dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, effettuata dalla Rivista Sanissimi, periodico di medicina, politiche sanitarie e ricerca.

 

«Alleviare la sofferenza dell’uomo è un atto medico che non può avvenire a discapito dell’integrità fisica e psichica del paziente. Quindi ogni nostro sforzo per raggiungere questo scopo non ha prezzo e limite di fronte alla vita della persona». È questa la filosofia alla base dell’impegno clinico del dottor Giovanni Lucio Rocca, direttore sanitario del centro di medicina polispecialistico Manara 31 di Monza, che ha messo a disposizione la sua esperienza nel campo della medicina non invasiva per la prevenzione e la terapia biologica dei tumori.Fra le terapie proposte il centro Manara 31 è specializzato nell’ipertermia clinica capacitiva. «Questa – come spiega il dottor Rocca – consiste nell’utilizzo di fonti di calore allo scopo di ottenere un aumento di temperatura degli organi e dei tessuti. Il fine è quello di incrementare la sensibilità delle cellule cancerogene ai trattamenti antineoplastici».

lucio_rocca

Intervista al Direttore  del Centro Manara 31 Giovanni Lucio Rocca, Coordinatore Locale della Sede di Formazione a Distanza di Monza dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, effettuata dalla Rivista Sanissimi, periodico di medicina, politiche sanitarie e ricerca.

 

 

«Alleviare la sofferenza dell’uomo è un atto medico che non può avvenire a discapito dell’integrità fisica e psichica del paziente.

Quindi ogni nostro sforzo per raggiungere questo scopo non ha prezzo e limite di fronte alla vita della persona». È questa la filosofia alla base dell’impegno clinico del dottor Giovanni Lucio Rocca, direttore sanitario del centro di medicina polispecialistico Manara 31 di Monza, che ha messo a disposizione la sua esperienza nel campo della medicina non invasiva per la prevenzione e la terapia biologica dei tumori.

 

Fra le terapie proposte il centro Manara 31 è specializzato nell’ipertermia clinica capacitiva. «Questa – come spiega il dottor Rocca – consiste nell’utilizzo di fonti di calore allo scopo di ottenere un aumento di temperatura degli organi e dei tessuti. Il fine è quello di incrementare la sensibilità delle cellule cancerogene ai trattamenti antineoplastici».

Quali sono le possibilità offerte dall’ipertermia clinica nel trattamento dei tumori?

 

«La stimolazione biomolecolare, ottenuta attraverso il calore, permette di raggiungere quattro obiettivi terapeutici fondamentali:

una febbre artificiale (di 39-40 gradi), con aumento quantitativo e qualitativo della linea cellulare immunocompetente contro il tumore; un incremento significativo delle endorfine circolanti (a 40-41 gradi) con una migliore gestione clinica del dolore – il cosiddetto effetto antalgico; l’induzione dell’apoptosi cellulare (42-43 gradi) per le linee cellulari cancerogene.

Infine, un sensibile potenziamento dell’effetto dei trattamenti farmacologici e radioterapici previsti, con possibile riduzione dei dosaggi e una minore tossicità relativa».

 

Leggi tutto l’articolo

Iscriviti alla newsletter