Una speranza per l’Africa.

Una speranza per l’Africa.

africa1Partire dall’etica e dalla formazione umana per risolvere il problema della crisi alimentare mondiale. E’ stato questo il messaggio lanciato da Padre Pedro Barrajón LC, Rettore dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, e da Padre Paolo Scarafoni LC, Rettore dell’Università Europea di Roma, in apertura del congresso internazionale “Per una rivoluzione verde in Africa”.

I due atenei diretti dai Legionari di Cristo hanno organizzato una giornata di studio a Roma, il 24 settembre 2009, in vista del prossimo Sinodo dei vescovi africani, per discutere sulle possibilità offerte dalle nuove tecnologie nell’agricoltura.

“L’Africa è il continente più ricco di materie prime nel mondo, ma è anche quello in cui ci sono più persone che muoiono di fame e di malattie”, ha dichiarato nella sua introduzione Padre Gonzalo Miranda LC, Professore ordinario della Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Il docente ha ricordato che l’80% della popolazione africana vive di agricoltura, ma siccità e arretratezza ne minacciano il futuro.

convegnoarica1Mons. Giampaolo Crepaldi, Arcivescovo – Vescovo di Trieste già Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha sottolineato nel suo intervento che “per problemi così complessi e profondi non ci sono soluzioni univoche e semplicistiche”. “Per conseguire uno sviluppo agricolo adeguato – ha detto – servono infrastrutture, trasporti, scuole… Sono indispensabili anche la pacificazione e la stabilità politica e sociale… Ma non possiamo ignorare i tanti benefici che deriverebbero dall’impiego di tecniche di produzione innovative capaci di sostenere e stimolare gli agricoltori africani”.

convegnoarica3“Il libro della Genesi – ha ricordato Mons. Crepaldi – ci insegna che Dio ha affidato all’uomo, creato a sua immagine e somiglianza, il giardino dell’Eden affinché lo custodisse e coltivasse. Con l’intelligenza ricevuta dal Creatore, la capacità di capire i meccanismi della natura e la possibilità di utilizzare questi meccanismi con tecnologie sempre nuove, l’uomo può progredire nella coltivazione del giardino. Con la sua sensibilità etica, con l’esercizio di una prudenziale valutazione e con il senso di una responsabilità non paralizzante deve essere anche capace di orientare le sue sempre maggiori potenzialità di innovazione tecnologica verso il bene e lo sviluppo economico e sociale di tutti”.

Il congresso ha ospitato le testimonianze di alcuni rappresentanti del settore agricolo africano, che hanno sottolineato la necessità di riuscire ad incrementare la produttività con un tasso superiore a quello della crescita della popolazione, passata in dieci anni da 760 a 970 milioni di persone.

Gli investimenti pubblici nel settore agricolo raggiungono attualmente soltanto il 4% della spesa totale, nonostante l’agricoltura rappresenti il 30% del PIL del continente. 

convegnoarica2L’Africa possiede la maggiore percentuale di persone che lavorano nel settore agricolo, ma le tecniche utilizzate sono ancora arretrate e inadeguate. Per questa ragione, negli ultimi anni, sono state promosse iniziative di formazione per offrire un importante contributo di crescita alle persone.

Eric Kueneman, Senior Officer della FAO, ha testimoniato l’impegno della sua organizzazione per facilitare l’accesso degli agricoltori locali alle nuove tecniche di coltivazione. Nel Burkina Faso, ad esempio, è stato avviato dal 2001 il programma “Farmer’s Field Schools”. Grazie a questa iniziativa di formazione, più di diecimila agricoltori hanno appreso direttamente sul campo le tecniche di coltivazione di vegetali, riso e cotone.

Carlo Climati, Responsabile ufficio stampa dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e dell’Università Europea di Roma
E-mail: [email protected]

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