Luca Gili, Dipartimento di filosofia, Université du Québec à Montréal

Luca Gili, Dipartimento di filosofia, Université du Québec à Montréal

Ho partecipato all’edizione 2014 del Premio Marco Arosio e ho avuto l’onore di risultarne vincitore. All’epoca ero un dottorando all’Università cattolica di Lovanio (Belgio) e mi trovavo per un soggiorno di studio presso l’Università di Fordham, a New York. Vincere il premio Arosio con una dissertazione sul commento alla Metafisica di san Tommaso d’Aquino è stata per me l’occasione di conoscere l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e in particolare Padre Rafael Pascual, allora decano di Filosofia presso l’Ateneo.

Questa è stata per me un’esperienza molto significativa dal punto di vista sia umano che professionale. Infatti la partecipazione al premio e la successiva vittoria mi hanno fatto capire che le mie ricerche, con cui volevo illustrare il pensiero del Dottore Angelico, trovavano apprezzamento in una prestigiosa università pontificia. Inoltre, il calore dell’accoglienza dimostratami mi ha fatto sentire meno solo nella buona battaglia per insegnare alle nuove generazioni la philosophia perennis che la Chiesa ha sempre raccomandato. Non solo: l’alto valore scientifico del convegno organizzato e la qualità degli interventi mi hanno confermato che è possibile fare ricerca di qualità rimanendo fedeli alla Chiesa e al Vangelo. Ciò mi ha dato una grande gioia nei giorni trascorsi a Roma in occasione della premiazione. Accanto alla crescita umana durante la scrittura del mio saggio e gli incontri con i docenti dell’Ateneo, la partecipazione è stata l’occasione fondamentale anche per una crescita professionale: mi venne affidato un corso di due settimane per la licenza di filosofia che mi ha permesso di conoscere gli studenti della licenza, per lo più seminaristi Legionari di Cristo.

Conservo ancora vivido il ricordo dell’entusiasmo e della gioia interiore che traspare sui volti di questi futuri sacerdoti. Più che dare qualcosa all’Ateneo con il mio sforzo di sviluppare aspetti del pensiero di san Tommaso, fui io a ricevere tanto, scoprendo una realtà che ancora oggi nella mia memoria si staglia come un’oasi di pace in cui non ci si vergogna del Nome di Cristo in questo deserto che è il mondo in cui viviamo.

La mia esperienza di insegnamento è stata senz’altro molto formativa e ha arricchito il mio curriculum in modo sostanziale, permettendomi, pochi mesi dopo, di ottenere la cattedra di storia della filosofia antica e medievale che ora occupo nella università del Québec a Montreal. Il ricordo della giornata della premiazione e delle successive settimane in cui insegnai al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum sono per me un invito costante a consacrare il mio lavoro di insegnamento e ricerca a Nostro Signore e a Maria Santissima. Ho nostalgia di Roma, dove anche le pietre e i muri ti ricordano qual è il fine di ogni nostra giornata. Possa almeno il ricordo in me sempre vivo di quei giorni indirizzare verso Cristo questa mia nuova vita a Montreal. Come i Padri del Regina Apostolorum, anche io nel mio piccolo lavoro perché la Verità sia conosciuta e amata ed a questo rivolgo – o, per lo meno, voglio rivolgere – tutti i miei sforzi. Non so cosa sarà il mondo tra dieci anni: mi auguro si realizzi il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, che la Madonna ci ha promesso a Fatima. Non posso ovviamente conoscere il futuro. So solo cosa è giusto fare. E, senza nessuna retorica di circostanza, il mio breve soggiorno romano all’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum ha senz’altro contribuito non poco a confortarmi nel proseguire la buona battaglia.

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