Conferenza “Copernico, il Collegio Romano e il rapporto scienza-religione”
Il giorno 17 Febbraio sono previsti due incontri del Ciclo di Conferenze del Diploma di Alta Formazione in Scienza e Fede.
Il primo incontro si terrà dalle ore 15.30 alle ore 17.00, dal titolo: “Copernico, il Collegio Romano e il rapporto scienza-religione” e sarà tenuto dal Prof. Sigismondi.
Copernico è nato il 19 Febbraio 1473 a Torun. Suo zio, vescovo di Warmia, si è preso in carico della sua formazione a Bologna, Ferrara e Roma, in vista delle sue responsabilità amministrative. Copernico fu medico, economista oltre che l’astronomo che pose fine all’Evo Antico con la sua teoria Eliocentrica, già in circolazione nel 1510, ma pubblicata con dedica a Paolo III nel 1543, anno della sua morte. Con le due condanne a Galileo Galilei (1564-1642) nel 1616 e nel 1633, la questione Copernicana passò dal campo filosofico a quello della religione.
I Gesuiti del Collegio Romano, fondato da Gregorio XIII nel 1582, sono stati protagonisti delle principali quérelles scientifiche dell’era moderna: Clavio (1538-1612) con la riforma del Calendario; Orazio Grassi (1583-1654) per le Comete; Cristoph Scheiner (1570-1650) per le macchie solari; Athanasius Kircher (1602-1680) per la natura della Terra e del Sole; Roger Boscovich (1711-1787) per la forma della Terra ed Angelo Secchi (1818-1878) per la spettroscopia stellare e solare. Secchi è anche il secondo direttore dell’Osservatorio del Collegio Romano che con lui diventa di rilevanza mondiale. La Compagnia di Gesù non rimase neutrale nelle dispute galileiane, ma preferì adottare il sistema Ticonico elaborato da Tycho Brahe (1546-1601) che manteneva la Terra al centro, e i pianeti orbitanti attorno al Sole, fin quando quell’attrito con il Sant’Uffizio cessò.
Il rapporto tra scienza e fede è inestricabile, ma non conflittuale. Revisionismi tardivi di fatti storici non sono il modo ideale per valutarli, come fu espresso dal padre Coyne in occasione della revisione del Processo a Galileo (1992) e delle azioni di “scuse” fatte dal Papa durante l’Anno Santo del 2000.