Sinodo e Donne: il commento di Anita Cadavid, Direttrice dell’ Istituto di Studi Superiori sulla Donna (ISSD)

La pubblicazione del Rapporto finale del Gruppo di studio n. 5, dedicato alla partecipazione delle donne alla vita e alla guida della Chiesa, segna un momento di profonda riflessione per tutta la comunità ecclesiale e accademica. Il documento, redatto dal Dicastero per la Dottrina della Fede, non si configura come un mero provvedimento normativo, ma come una mappa per orientare i futuri sviluppi della sinodalità.

Sull’importanza di questo passaggio è intervenuta Anita Cadavid, docente e direttrice dell’Istituto di Studi Superiori sulla Donna (ISSD) del nostro Ateneo, sottolineando come il lavoro del Gruppo di Studio rifletta un metodo “dal basso”, capace di ascoltare le istanze reali delle comunità cristiane.

Un contributo storico e il “segno dei tempi”

Secondo la prof.ssa Cadavid, il Sinodo riconosce formalmente un dato di fatto millenario: «Il contributo immenso delle donne alla missione ecclesiale in tutto il mondo, un impegno che esiste da sempre». Tuttavia, il rapporto non ignora le criticità attuali. Riprendendo il magistero di San Paolo VI, la direttrice dell’ISSD ribadisce che la “questione femminile” è un vero e proprio segno dei tempi che interroga la Chiesa nel profondo.

Nonostante i progressi, persiste un disagio: «Molte donne non si sentono pienamente riconosciute. Questo si manifesta in atteggiamenti maschilisti e clericalisti che portano a un distacco dalla vita ecclesiale e a un calo delle vocazioni religiose femminili».

Autorità non sacramentale e nuove prassi

Il cuore del dibattito tocca la distinzione tra ciò che deriva dal sacramento dell’Ordine e ciò che attiene alla potestà di governo non sacramentale. Anita Cadavid richiama l’esempio concreto impresso da Papa Francesco, che ha già avviato processi di cambiamento nominando donne in ruoli apicali:

  • Prof.ssa Giorgia Brambilla (già docente del nostro Ateneo) a capo del Dicastero per la Vita Consacrata;

  • Linda Ghisoni e Gabriella Gambino come sottosegretarie del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita;

  • Sr. Raffaela Petrini alla guida del Governatorato.

«Queste nomine dimostrano che esistono forme di autorità che possono essere affidate ai laici e, in particolare, alle donne», osserva Cadavid, evidenziando come il rapporto chieda di proseguire su questa strada attraverso l’istituzione di nuovi ministeri e il riconoscimento di spazi di responsabilità basati sul Battesimo e sui carismi.

L’impegno accademico dell’APRA: il Joint Diploma

Il cammino verso una Chiesa meno clericale e più corresponsabile richiede, prima di tutto, una conversione di mentalità e una solida preparazione teologica e giuridica. In questo, il ruolo dell’Università è sussidiario e fondamentale.

«Il lavoro di ricerca e l’impegno accademico sono essenziali», conclude la prof.ssa Cadavid. «Noi all’ISSD, insieme ad altre sette università pontificie, abbiamo preso in mano questo impegno con il Joint Diploma “Donne e Chiesa. Questo percorso vuole essere un contributo concreto per illuminare le discussioni e avviare processi virtuosi. Tutti i battezzati hanno il diritto e il dovere di contribuire alla vita e alla missione della Chiesa».

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