Abstract Conferenza Master Scienza e Fede: La ragione davanti i miracoli

Abstract Conferenza Master Scienza e Fede: La ragione davanti i miracoli

a cura di Prof. Don Hrvoje Relja

Il termine miracolo designa una straordinaria meraviglia, la cui straordinarietà è così meravigliosa che solo Dio meraviglioso può operarlo. Questa meraviglia del miracolo non può non suscitare le domande: che cos’è davvero un miracolo; i miracoli portano la contraddizione nell’agire divino, ci sono prove che i miracoli succedano davvero; è ragionevole credere nei miracoli; si possono razionalmente discernere i miracoli; qual è il senso dei miracoli, perché Dio li compie? Per rispondere a queste domande ci vuole un approccio interdisciplinare, un approccio che includa in sé i contributi di varie discipline: la scienza, la filosofia e la teologia nonché dei loro reciproci rapporti.

Questa conferenza cerca, mediante un approccio interdisciplinare, di avvicinarci alle risposte delle summenzionate domande cominciando con l’esposizione della fenomenologia dei miracoli (1ª. parte) che creerà la base per l’esplorazione della natura dei miracoli: quella ontologica (2ª. parte) e quella semiologica (3ª. parte) alla cui luce si cercherà di vedere quale debba essere l’atteggiamento dell’uomo davanti al miracolo, in rapporto alla modalità del riconoscimento/ discernimento dei miracoli (4ª. parte).

Seguendo questo itinerario si dimostra che il discernimento riflessivo-argomentativo dell’evento di Cristo non può prescindere dai miracoli, in quanto “un Gesù senza miracoli non è né il Gesù della fede né quello della storia” (Pagano, G., I miracoli di Gesù, 8.), e inoltre si evidenziare che i miracoli, i segni speciali della testimonianza divina, hanno una razionalità che ci vincola in coscienza a dare il nostro consenso alle verità rivelate, sebbene non ci costringa ad accettare quelle verità improbabili che sorpassano la natura umana. “Infatti Cristo, che è Maestro e Signore nostro, mite ed umile di cuore ha invitato e attratto i discepoli pazientemente. Certo, ha sostenuto e confermato la sua predicazione con i miracoli per suscitare e confortare la fede negli uditori, ma senza esercitare su di essi alcuna coercizione. Ha pure rimproverato l’incredulità degli uditori, lasciando però la punizione a Dio nel giorno del giudizio” (Dignitatis Humanae, n 11).

 

 

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