Esperienza in Terra Santa

Esperienza in Terra Santa

A cura di Silvia Amadio studentessa Baccalaureato Scienze Religiose

Lieta di fornire il mio contributo esperienziale riguardo al pellegrinaggio in Terra Santa, avvenuto nel mese di marzo scorso, dedicherei inizialmente qualche nota al ringraziamento per la perfetta organizzazione con cui il viaggio è stato ideato. Ogni dettaglio era stato prestabilito in anticipo in modo che non ci sono state sorprese di nessun genere, ogni tappa studiata al meglio e tutto è filato liscio, dagli spostamenti in bus, agli alloggi negli alberghi, dagli ottimi cibi offerti, agli ingressi nei luoghi di culto che ci hanno permesso di evitare qualsiasi tipo di fila. Un plauso quindi alla bravura organizzativa, che non ha lasciato spazio all’improvvisazione e al pressapochismo che sarebbero stati deleteri in caso di un pellegrinaggio impegnativo come il nostro, infatti erano molti i siti da raggiungere inseriti nel programma, tantissimi i luoghi visitati, centinaia i chilometri percorsi, varie le città da raggiungere e le località toccate lungo il cammino.

Ci tengo a sottolineare la sorpresa e la gioia che abbiamo provato ogni giorno, nel poter assistere alla messa che nostri padri, David Koonce, Nicolas Bossù, Donal Corry e Alberto Mestre (sacerdoti e pellegrini allo stesso tempo) sono riusciti a celebrare in chiese, cappelle, santuari e giardini sacri, donandoci la possibilità di ricevere l’eucarestia in luoghi di culto millenari unici al mondo, pregni di sacralità e storicità.  Grandi le emozioni provate nel passeggiare sulle strade percorse da nostro Signore Gesù Cristo e ripercorrere i suoi passi da Nazaret a Magdala, da Tiberiade a Gerusalemme, da Betlemme a Qumran, e gli altri mille luoghi spirituali che fanno parte della sua storia di uomo. Abbiamo seguito in pellegrinaggio le tappe della sua vita ed ogni sito ci è stato descritto con competenza e sicurezza, fornendoci dati storici precisi e notizie che pochi conoscono, ma che grazie alla competenza e alla preparazione culturale di padre Nicolas Bossù, abbiamo avuto il privilegio di conoscere e ad assaporare.

Personalmente, il contributo spirituale più grande l’ho provato sul Monte Hermon, al confine tra Libano e Siria dove, nonostante i preconcetti legati a quel territorio, simbolo di guerra per eccellenza, in una pace celestiale abbiamo visitato il giardino incantato che rimarrà per sempre nei miei ricordi, all’interno del parco naturale dove nasce il fiume Giordano, immersi in una natura incontaminata, nel santuario costruito su un antico tempio biblico, alle sorgenti d’acqua limpida dove tutti noi abbiamo rinnovato i voti battesimali, in una atmosfera mistica e sacra che mi ha toccato in maniera indimenticabile.

Vorrei sottolineare che l’obiettivo di farci conoscere questi luoghi, oltre ad essere importante per ogni fedele, nel nostro caso è imprescindibilmente legato alla futura preparazione culturale di noi studenti, in quanto credo sia fondamentale sostenere studi (e conseguentemente esami) riguardanti fatti legati a Cristo, a Maria, a Giuseppe, a Pietro e agli apostoli, avendo il privilegio e la grazia di aver visitato i luoghi dove questi fatti si sono realmente svolti. La nostra scelta di frequentare il corso di studi in scienze religiose e di voler studiare le materie che parlano di Nostro Signore, ci spinge inevitabilmente a voler imparare tutto su di lui con l’obiettivo di conoscerlo a fondo, studiarlo e capirlo per poter poi parlare della sua storia, della sua parola, della sua opera. Ecco perché sottolineo l’importanza di vivere in prima persona il viaggio in Terra Santa, perché l’esperienza che se ne ricava, è di grandissimo aiuto per i nostri studi, sia per la potenza dei luoghi mistici visitati che rimarrà per sempre nei nostri cuori, sia per le emozionanti sensazioni provate in quei luoghi sacri ed infine anche per la imprevista ma graditissima armonia e amicizia che si è venuta a creare all’interno del gruppo:  un vincolo indissolubile che per sempre ci terrà legati. L’unione di un gruppo composto da semplici pellegrini, docenti e studenti, si è trasformato in qualcosa di più profondo e solido, un legame autentico che rimarrà nella nostra anima, proprio grazie alle tante preziose esperienze interiori che abbiamo tutti indistintamente vissuto.

 

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