La Parola il cuore dell’Ateneo – Scriptura sit veluti anima theologiae

La Parola il cuore dell’Ateneo – Scriptura sit veluti anima theologiae

a cura del Magnifico Rettore Padre Jesús Villagrasa, L.C.

Il Concilio Vaticano II, nel Decreto Optatam totius sulla formazione dei futuri sacerdoti e nella Costituzione dogmatica Dei verbum sulla Divina Rivelazione, esorta ad avere la Sacra Scrittura quale anima e fondamento di tutta la teologia. La formula Scriptura sit veluti anima theologiae, nel contesto diverso dei due documenti, ha lo stesso contenuto: Sacrae Scripturae studio, quae universae theologiae veluti anima esse debet, peculiari diligentia alumni instituantur (OT, 16). Sacrae autem Scripturae verbum Dei continent et, quia inspiratae, vere verbum Dei sunt; ideoque Sacrae Paginae studium sit veluti anima Sacrae theologiae (DV 24). Le motivazioni sono complementari. In OT lo studente si dedicherà allo studio della S. Scrittura poiché essa deve essere come l’anima della teologia; in DV, invece, lo studio della S. Scrittura è l’anima della teologia per il fatto che la S. Scrittura contiene ed è Parola di Dio. Si chiede, da una parte, il contatto diretto e immediato con il testo sacro, d’altra lo studio approfondito e riflessivo del testo come richiede una vera teologia.

Una teologia non animata dalla S. Scrittura è un corpo senza vita; la S. Scrittura senza la teologia è un’anima disincarnata e quindi mancante di possibilità di dialogo con l’uomo d’oggi. Non a caso la Costituzione apostolica Veritatis gaudium di Papa Francesco nel ricordare questo insegnamento conciliare ne sottolinea la valenza evangelizzatrice: “La teologia, non vi è dubbio, dev’essere radicata e fondata nella Sacra Scrittura e nella Tradizione vivente, ma proprio per questo deve accompagnare simultaneamente i processi culturali e sociali, in particolare le transizioni difficili” (VG 4).

Nel postconcilio si fa un uso crescente di questa formula. Tra i documenti importanti pubblicati durante il pontificato di Giovanni Paolo II nei quali essa si trova (la costituzione apostolica Sapientia Christiana circa le università e facoltà ecclesiastiche; l’istruzione Inspectis diebus sullo studio dei Padri della Chiesa; il Catechismo della Chiesa Cattolica; l’esortazione post-sinodale Pastores dabo vobis; il documento della Commissione Teologica Internazionale sull’interpretazione dei dogmi…) mi soffermo solo allo studio della Pontificia Commissione Biblica sulla interpretazione della Bibbia nella Chiesa, dove la formula appare due volte. La prima, nella Prefazione, dove il Card. J. Ratzinger offre le linee interpretative dello stesso: si sottolinea non tanto il passato (è stato) quanto il presente (è), non l’obbligo (deve essere), ma la natura (è); questo studio della Bibbia è e sarà sempre anima della teologia; ogni generazione deve cercare di capire i Libri Sacri che, ispirati dallo Spirito Santo, sono il suo principio di animazione e vita.  La seconda si trova nella esposizione del rapporto della esegesi con le altre discipline teologiche: i teologi hanno bisogno del lavoro degli esegeti; gli esegeti però devono orientare le loro ricerche sicché lo studio della S. Scrittura possa effettivamente essere come l’anima della teologia; il requisito per arrivare a tale scopo è accordare una attenzione particolare al contenuto religioso degli scritti biblici.

Nei documenti postconciliari l’uso della formula si allarga a più destinatari e contesti. La destinazione è veramente cattolica: tutti i fedeli, il clero, i seminari, le facoltà ecclesiastiche, i teologi, gli esegeti. I contesti principali sono la vita della Chiesa, l’ordinamento degli studi ecclesiastici e il rapporto esegesi-teologia. Ne segue che la S. Scrittura deve essere l’anima, certamente della teologia (professori e studenti), ma anche della predicazione, della catechesi, della spiritualità dei credenti, della vita tutta della Chiesa.

Il termine “anima” in questi documenti significa forma (principio in-formatore), principio basilare (fundamentum), nutrimento e quindi rinvigorimento (nutritur), e infine slancio nella giusta direzione (impulsus, incitamentum).

In-formare: Scrittura e teologia formano un insieme inseparabile, inscindibile, se non si vuole che la Scrittura sia un anima senza corpo e la teologia un corpo senza anima.

Fondamento fa riferimento al punto di partenza della teologia come costruzione: nella storia della teologia e nel suo sviluppo, la prima fase (originaria, primordiale, essenziale, fontale) è la Scrittura. La teologia è come un grande edificio alla cui costruzione ogni epoca contribuisce con nuove pietre. I Padri della Chiesa sono i grandi teologi, proprio perché hanno posto a fondamento della loro teologia e predicazione la Scrittura letta, meditata, assimilata, vissuta.

La Scrittura ha anche un ruolo impulsivo e direttivo, riguardo alla teologia, alla pastorale e a tutta la Chiesa; è il vero motore del rinnovamento nella vita della Chiesa. “Il ritorno alle origini”, cioè alla Sacra Scrittura, è il vero motto di ogni teologia che voglia essere viva, vivificatrice, rinnovatrice.

Queste immagini cercano di esprimere il posto superiore e centrale della Scrittura nei riguardi della teologia. Questo centro di unità è oggi più che mai necessario a causa della specializzazione e frammentazione della teologia; anzi rende possibile una teologia specializzata sempre fondata e animata dal suo principio vivificante.

Al servizio della Chiesa e del ministero pastorale di trasmettere, divulgare, predicare, conservare il deposito della fede e, in particolare, il dono inestimabile della Sacra Scrittura, si mette il nostro Ateneo. Proprio per facilitare il compimento di questa importante missione, il nostro Ateneo offre agli studenti di Teologia alcuni strumenti tecnici. Non basta l’intenzione di formare ad una teologia animata dalla S. Scrittura, bisogna anche renderla facilmente accessibile e consultabile, affinché diventi un riferimento costante dello studio, della ricerca, della preghiera e della vita cristiana. Con un forte investimento nel progetto Verbum, abbiamo tentato di coniugare questa esigenza con la modernità. Verbum utilizza i nuovi mezzi di archiviazione, analisi e consultazione per fare in modo che una biblioteca virtuale multilingue sia alla portata quotidiana dei nostri studenti di teologia. Verbum permette di conoscere la radice delle parole, l’evoluzione del significato e le costrizioni dovute alla traduzione, si propone di arrivare alla Parola autentica attraverso un percorso di studio, ricerca e analisi.

 

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