Padre Antonio Stoppani, le scienze della terra e l’etica, per una salvaguardia del creato

Padre Antonio Stoppani, le scienze della terra e l’etica, per una salvaguardia del creato

 

A cura di Sr Stefania Lucchesi o.p.

Antonio Stoppani (Lecco 1824 – Milano 1891) è un sacerdote lombardo vissuto in un momento storico caratterizzato da forti tensioni politiche e sociali in riferimento alla costituzione dell’unità d’Italia. Uomo ecclettico e sostenitore di idee liberali è fortemente coinvolto nelle vicende del suo tempo, tanto da essere temporaneamente dimesso dal Seminario da parte della Cancelleria austriaca che reputa pericolosa quella parte del clero così attiva sul piano politico. Nonostante tali vicende continua a dedicarsi alla geologia e alla paleontologia, passioni coltivate fin dalla sua infanzia, e nel 1856 pubblica la sua prima grande opera scientifica “Studi geologici e paleontologici sulla Lombardia”, che gli guadagna l’appellativo di fondatore della geologia italiana.

Stoppani, a partire dalla sua passione e dai suoi studi sulle Scienze della Terra, sa fare della sua conoscenza e della sua professionalità uno strumento di formazione, educazione e promozione della società del suo tempo (si ricordi il suo testo più noto, “Il Bel Paese”, 1875). Allo stesso tempo sa essere testimone autorevole della possibile conciliazione e reciproca integrazione tra scienza e fede.

Per Stoppani l’essere umano è un “agente geologico” che, con la sua azione, contribuisce alle modificazioni della Terra in quella che lui definisce l’“Era Antropozoica” (Antropocene) ma che, a differenza degli altri “agenti”, ha la capacità e allo stesso tempo la responsabilità di contribuire ad una gestione responsabile ed etica delle georisorse attraverso la conoscenza ed il progresso scientifico.

Particolarmente significativa è la dimensione di bellezza, armonia e sacralità che Stoppani attribuisce alla natura, facendone quindi motivo di valorizzazione e rispetto, ponendo così le premesse per la geoconservazione e la promozione della geodiversità.

Afferma inoltre la necessità di crescere nel dialogo interdisciplinare, tra ricerca scientifica e scienze umane, tra scienze fisiche, etica e metafisica: solo da un tale approccio olistico si possono definizione criteri che possano guidare ricercatori, professionisti, decisori nel gestire la complessità dell’ecosistema e promuovere una crescita più integrata degli esseri umani in sinergia con l’ambiente.

A tutti gli effetti quindi Stoppani può essere definito un precursore dei principi basilari per la salvaguardia del Creato e della Geoetica, nell’ottica di quell’“ecologia integrale” ben sottolineata nell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco.

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