Regina Apostolorum

Regina Apostolorum

A cura di P. Florián Rodero, L.C


Le ultime invocazioni mariane delle litanie lauretane ricordano ripetutamente la regalità di Maria. Addirittura, abbiamo un giorno nella liturgia, 22 agosto, intitolato a Maria regina: “O Padre, che ci hai dato come nostra madre e regina la Vergine Maria, dalla quale nacque il Cristo, tuo Figlio, per sua intercessione donaci la gloria promessa ai tuoi figli nel regno dei cieli” Le litanie che presentano la regalità di Maria abbracciano tutta la realtà del creato: dal sommo estremo della  realtà gioiosa e gloriosa del cielo (regina degli angeli) fino all’altro estremo dell’esistenza umana della nostra terra (regina della famiglia), l’ultima invocazione aggiunta dal Papa santo Giovanni Paolo II.

Le invocazioni mariane non sono semplicemente un palpito devozionale mariano del cuore, un fremito sentimentale, ma sono una sintesi di una meditazione secolare della Chiesa che ci permettono di scoprire la ricchezza di Maria che, per volontà del Signore, viene associata all’opera di salvezza della Trinità.

Già nell’Antico Testamento troviamo Maria preannunciata nelle figure di alcune donne chi si sono in qualche modo identificate con il ruolo della “Donna” che sarebbe stata scelta per portare a termine il piano di salvezza del Padre.

Tra queste donne, ricordiamo Ester che, piena di fortezza e fiducia in Dio, fu scelta come strumento di salvezza del popolo di Dio; anzi Dio la innalzò al trono regale come sposa del re Asuero. La regalità della donna viene associata alla particolarità di essere “sposa” del re. Questa caratteristica di sposa-regina, si sposterà posteriormente alla regalità: regina-madre, come possiamo vedere il ruolo della madre nella dinastia di Davide e nell’oracolo di Is 7,14: la madre del futuro Messia.

Non è il momento di fare uno studio sulla regalità di Maria che consideriamo sufficientemente approfondito da tanti esegeti e mariologi. Ci interessa fare alcune considerazioni, sfortunatamente brevi, riguardo all’invocazione che il nostro Ateneo ha scelto come motto dell’obiettivo e profondo motivo dal primo momento della creazione di questa casa di studi: regina degli apostoli.

La stessa presenza mariana nello stemma dell’Ateneo suggerisce in modo particolare la venerazione e affetto che il nostro centro vuole ispirare e alimentare nei cuori di tutti i nostri studenti, in maniera speciale in quelli che si preparano per essere sacerdoti di Cristo.

Apostolo è una parola greca che significa: inviato da. In questo senso ben possiamo affermare che il “princeps analogatum” di qualsiasi apostolo sarà sempre Cristo: inviato per antonomasia dal Padre. Maria sarebbe stata la madre e regina del primo apostolo. I sacerdoti partecipano alla realtà dell’unico ed eterno sacerdote; anzi, siamo “alter Christus”; allora partecipiamo della stessa missione di Cristo, siamo apostoli come Cristo: abbiamo la stessa madre e regina nell’ordine sacramentale come Cristo.

Leggiamo Att 1,12-15:

Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in un sabato. 
Entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano. C’erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelòta e Giuda di Giacomo.
Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui. 

Tutti i primi apostoli si trovarono riuniti, però con la Madre di Gesù. La presenza di Maria non è un semplice dato di cronaca. La madre di Gesù: inoltre ad essere la madre del “principe della pace”, era, come viene chiamata dai Padre della Chiesa: “la figlia del re Davide” e “figlia del re celeste”, “tempio del Re delle genti”. Regina è un compito che le viene affidato dall’inizio: Entrati i magi nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Ecco Maria al primo posto come madre del Re.

Nella prima comunità cristiana non c’era più Gesù con la sua presenza storica incarnata insegnando, ammaestrando i suoi discepoli, ma al suo posto era la sua Madre, incoronata dalla presenza dei primi apostoli. In quel cenacolo di preghiera, come la prima scuola di catechesi, c’era la madre di Gesù, c’erano tutti che guardavano Maria come una regina che sta in piedi (“alla Tua destra sta la regina”, Sal 44,10) presiedendo e guidando i primi passi titubanti dei primi apostoli; seduta ammaestrando e consigliando, dal “trono della sapienza”. Quel cenacolo si è trasformato nell’aula “regalis caelestium sacramentorum”. In quel cenacolo c’era “una Regina che dà tutto ciò che possiede, partecipando soprattutto la vita e l’amore di Cristo”.

In questo grande cenacolo che è l’Ateneo, la nostra Regina, ci protegge sotto il suo mantello con il quale è stata rivestiva dalla Trinità Santissima.

 

 

 

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