Statuti e ideario: Il bene tende sempre a comunicarsi

Statuti e ideario: Il bene tende sempre a comunicarsi

A cura del Magnifico Rettore Padre Jesús Villagrasa

In questi mesi, l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum si trova nel processo di revisione dei propri Statuti, come è stato richiesto a tutte le università e facoltà ecclesiastiche dalla Costituzione Apostolica Veritatis gaudium (VG) di Papa Francesco. Gli Statuti devono essere presentati alla Congregazione per l’Educazione Cattolica entro l’ 8 dicembre 2019 per la loro approvazione. Si tratta di un documento di natura canonica dove, tra le altre cose, sono fissati con precisione i nomi e gli uffici delle Autorità accademiche, personali o collegiali, le modalità della loro designazione e la loro durata in carica; i diversi ordini di Docenti, secondo il grado di preparazione, di inserimento, di stabilità e di responsabilità nella Facoltà; le Autorità alle quali competano la cooptazione, la nomina, la promozione dei Docenti. Siccome una università è una comunità di studio, di ricerca e di formazione, in essa “tutte le persone, sia singolarmente prese sia raccolte in consigli, sono corresponsabili del bene comune e concorrono, nell’ambito delle rispettive competenze, al conseguimento dei fini della comunità medesima… perciò devono essere esattamente determinati i loro diritti e doveri nell’ambito della comunità accademica, affinché siano convenientemente esercitati in limiti precisati negli Statuti” (VG, art. 11 §§ 2 e 3). Gli Statuti si occupano altresì dell’economia, determinando “la funzione dell’Economo, come anche le competenze del Rettore e dei Consigli nella gestione economica dell’Università, così che sia assicurata una sana amministrazione” (VG, art. 58).

 

Un documento diverso, ma non meno importante, al quale è dedicata la presente newsletter, è l’Ideario (termine spagnolo che prendiamo in prestito per rappresentare l’insieme dei valori che ispirano e guidano la nostra missione). Alla redazione di un ideario del nostro Ateneo abbiamo lavorato l’anno scorso, prima in sede di Consiglio Direttivo poi in due  incontri di presentazione e di revisione prima con i docenti e poi con i dipendenti e collaboratori dell’Ateneo. Il processo di creazione e condivisione dell’ideario, coinvolgendo così da vicino gli ideali, i valori, le fonti di ispirazione, gli obiettivi personali e comunitari non poteva nascere ed essere diffuso dall’alto, ma occorreva avviarne un processo di partecipazione allargata. Nelle varie fasi del processo, l’ideario ha subito diversi cambiamenti fino ad arrivare ad una forma e ad un contenuto ampiamente condiviso da docenti, dipendenti, autorità, cioè da chi questi ideali li deve rappresentare e far divenire ispiratori delle proprie azioni.

 

Nell’Iderario si esprime l’autoconsapevolezza identitaria della nostra istituzione. L’identità di una Università ecclesiastica è definita dai valori che la fondano e dalle finalità che concretizzano la sua missione e visione. La missione esprime la vocazione di un carisma specifico, il fine ultimo verso cui l’istituzione tende, come pure i motivi e le scelte con i quali si proietta nel futuro. Queste parti complesse nell’Ideario formano  un insieme al quale si ispirano le persone che fanno parte dell’istituzione e che vi collaborano, offrendo loro quell’obiettivo comune verso cui indirizzare le proprie energie. Come istituzione e come comunità ci troviamo di fronte ad un documento fondamentale al quale rivolgersi continuamente per orientare l’impegno presente verso il futuro. In questo anno, per noi giubilare, l’Ideario diviene il punto di riferimento per esprime meglio chi siamo e quali sono le nostre aspirazioni; ci aiuta a definire il senso di marcia che deve marcare la progettazione strategica.

 

L’Ideario ci ha permesso di confrontarci sul significato della missione e dell’identità propria. Abbiamo avuto modo  di rappresentare nell’Ideario i nostri valori fondanti ispirati al Vangelo: la centralità della persona; un forte e diffuso senso della missione; l’interculturalità come ricchezza personale e comunitaria; il miglioramento continuo verso l’eccellenza accademica attraverso la formazione, la ricerca e l’aggiornamento pedagogico dei docenti e dei nostri collaboratori. Lo sviluppo dei propri talenti, come formazione e crescita personale, è orientato e visto come servizio generoso verso gli altri.

 

Il nostro Ateneo intende promuovere la formazione integrale dell’individuo; per questo – si dice nell’Ideario – “l’APRA intende aiutare gli alunni a crescere in tutte le loro facoltà, cercando lo sviluppo armonico della persona nelle sue diverse dimensioni e contribuendo così al raggiungimento di una adeguata unità di vita.”. La nostra proposta formativa ha obiettivi sfidanti:

  • valorizzare la comunità di studenti, promuovendo altresì una formazione personalizzata;
  • armonizzare la fede e la ragione;
  • fare permanente riferimento al magistero della Chiesa, considerato interprete autentico della parola di Dio scritta o trasmessa;
  • ricercare la verità nella carità per costruire un dialogo autentico;
  • ricercare la sapienza e promuovere così l’unità del sapere, in una visione sistematica e organica dei saperi in armonia con le specializzazioni;
  • promuovere una variegata interdisciplinarietà;
  • proporre un costante dialogo con la cultura attuale;
  • ambire all’eccellenza accademica sia attraverso programmi di qualità, sia attraverso l’attenzione al metodo pedagogico.

“Il bene tende sempre a comunicarsi. Ogni esperienza autentica di verità e di bellezza cerca per se stessa la sua espansione, e ogni persona che viva una profonda liberazione acquisisce maggiore sensibilità davanti alle necessità degli altri. Comunicandolo, il bene attecchisce e si sviluppa”. In queste parole del Santo Padre in Evangelii Gaudium n. 9,  abbiamo letto un’esortazione ad esplicitare i nostri valori, a renderli noti e condividerli per rafforzarli; da questa idea di fondo nasce il nostro Ideario.

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