Bioetica e Coscienza: riflessioni interdisciplinari e interreligiose su una dimensione essenziale della persona umana (parte 2°)

Bioetica e Coscienza: riflessioni interdisciplinari e interreligiose su una dimensione essenziale della persona umana (parte 2°)

A cura di Ana Maria Ganev, dottoranda della Facoltà di Bioetica e Inter presso la Cattedra UNESCO di Bioetica e Diritti Umani

La  19° edizione del Corso estivo di bioetica si è conclusa con due eccezionali giornate il 9-10 luglio 2021. Questo corso estivo trasversale di ampio respiro sulla bioetica e la coscienza è iniziato con un discorso introduttivo di Alberto García Gómez, Pro-Decano e Professore presso la facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma (APRA), che ha ringraziato i coordinatori di questo webinar, il Prof. P. Alberto Carrara, LC, Direttore del Gruppo interdisciplinare di Ricerca in Neurobioetica e la Dott.ssa Maria Paola Brugnoli, Coordinatrice del Sottogruppo di Ricerca di Neurobioetica sulla Coscienza.

La prima relatrice, la psicologa ed ipnoterapeuta Katalin Varga dell’Università Eötvös Loránd in Ungheria, ha concluso la parte psicologica del corso estivo, tenendo una presentazione sulla comunicazione suggestiva con i pazienti in stato critico. Ha presentato inoltre diversi accattivanti risultati di ricerche scientifiche che dimostrano che una comunicazione appropriata, chiamata Supporto Psicologico basato su Suggerimenti Positivi, può migliorare sensibilmente l’assistenza medica accordata ai pazienti. Tali conclusioni sono riflesse in vari parametri come degenza ospedaliera più breve, migliore cooperazione del paziente, meno farmaci necessari, riduzione degli effetti collaterali e dell’uso di antidolorifici, aumento del tasso di sopravvivenza e una ripresa più rapida.

La sezione riguardante la prospettiva filosofico-antropologica e teologico-spirituale sulla coscienza è stata introdotta da Giorgia Salatiello, Professoressa Emerita della facoltà di Filosofia della Pontificia Università Gregoriana. All’inizio è stata fatta una netta distinzione tra coscienza, autocoscienza e auto-trascendenza. L’autocoscienza è una capacità peculiare ed esclusivamente umana che implica una riflessione, una conoscenza di sé e un completo ritorno a sé stessi (concetto tomistico di “reditio completa”). È necessario indagare sulle implicazioni di questi temi da un punto di vista gnoseologico e metafisico. Subito dopo sono da prendere in esame le implicazioni antropologiche nonché l’appassionante tema della libertà e il tema della responsabilità che ne consegue. Ancora più importante è la distinzione tra la capacità di autoconoscenza e l’esercizio o utilizzo di tale autoconsapevolezza.

Il successivo relatore, il Prof. P. Adrián Canal, LC (APRA), si è soffermato sulla nozione di coscienza in Cartesio e Locke. L’ultima sezione è stata dedicata ai principali aspetti riguardanti la continuità di pensiero tra Cartesio e Locke, i quali consideravano la coscienza come un sentimento interiore che accompagna il pensiero, una riflessività interiore, da non confondere con la percezione, la memoria o la riflessione.

La successiva presentazione, del Prof. Alex Yeung, LC, (APRA), ha posto in esame un interessante quesito: le origini della coscienza sono una proprietà emergente o un intervento divino? Da un approccio aristotelico-tomistico, integrato con le neuroscienze, la coscienza fa riferimento alla qualità esperienziale degli atti intenzionali. La riflessione metafisica è incentrata dapprima sul principio dell’integrità della persona umana, che essendo un’unità sostanziale (unità biologica oltre ad un cervello percettivo funzionante), richiede la presenza di un’anima spirituale (forma aristotelica).

La prima giornata si è conclusa con l’intervento del Prof. P. Michael Baggot, LC, (APRA), che ha focalizzato l’attenzione sul noto eticista Karol Wojtyła, che ha posto l’interpretazione tomista della coscienza in dialogo con alcuni pensatori del XX secolo di altre tradizioni intellettuali. Wojtyła ha evidenziato la proprietà rispecchiante della coscienza, la coscienza riflessiva, nonché le riflessioni antropologiche metafisicamente riguardanti la persona come agente morale.

Nell’ultimo giorno del corso estivo il Prof. P. Francisco Ballesta, LC, (APRA) ha focalizzato la sua presentazione sull’etica clinica nei pazienti con stati di coscienza alterati. Dopo una breve analisi dei criteri etici che devono regolare l’assistenza sanitaria di questo tipo di pazienti, il Prof. Ballesta ha messo a confronto casi reali della pratica clinica e ne ha fatto un’analisi alla luce dei criteri elencati, da tener presente nella relazione medico-paziente.

La seconda relatrice, Emanuela Cesarella, Avvocato presso il Tribunale di Roma, ha dato particolare rilievo alla nozione di diritto, da considerarsi non come sterile strumento di regolamentazione dei rapporti tra soggetti nell’ambito dell’ordinamento giuridico, ma come manifestazione di valori umani. Ha inoltre evidenziato l’importanza del diritto all’obiezione di coscienza nella protezione delle convinzioni etiche personali quando in contrasto con una norma giuridica vigente, in quanto la sfera intima della coscienza costituisce la dignità umana.

La presentazione conclusiva della Prof.ssa Melissa Maioni (APRA), ha introdotto l’affascinante tema del rapporto tra la coscienza e l’arte. Esiste una base neurale per un’esperienza estetica? Esiste una relazione tra gli stati di coscienza e la percezione della bellezza? Allo scopo di cogliere la verità della bellezza e valorizzare l’esperienza estetica attraverso un’intuizione morale orientata al bene e alla bellezza, vanno integrate e armonizzate le teorie filosofiche e bioetiche oltre che neurologiche e psicobiologiche.

 

 

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