“Nel giorno della festa della Donna vogliamo ricordare come significare il corpo possa divenire un incontro e una risorsa”

“Nel giorno della festa della Donna vogliamo ricordare come significare il corpo possa divenire un incontro e una risorsa”

Roma – L’Istituto degli Studi Superiori sulla Donna ha promosso “Significare il corpo: limite, incontro risorsa”, corso di perfezionamento dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Il percorso inizia con una visione panoramica di come viene presentato il corpo nella cultura odierna, per lasciarci interpellare dalle domande che ci pone la realtà. Quale è il rapporto tra corpo e identità della persona? Come è colto dal Diritto, dalla Letteratura, dai Mass Media? Quali presupposti sono alla base di tale concezione? Dopo questa visione della cultura, inizia la risposta teorica.

“In prospettiva biologica e metafisica- spiega la Direttrice Marta Rodriguez – l’unità di corpo e persona è un dato assodato. Ma vi è un’altra prospettiva nel quale il rapporto persona/corpo sicuramente appare in modo diverso. Dal momento che la persona ha un’interiorità razionale e libera, il rapporto che essa ha con il proprio corpo e con tutto ciò che la riguarda è sottomesso ad un processo di scoperta, elaborazione ed appropriazione del significato della propria corporeità sessuata”.

“Significare la propria corporeità rientra nell’elaborazione – approfondisce la Rodriguez – di quel “progetto di sé” in cui, sulla base della propria natura aperta, la persona è coinvolta in vista della pienezza che deve raggiungere. Ricerca del significato della corporeità, ricerca del significato di sé e orientamento vitale in vista della propria pienezza umana sono dunque i tre contesti principali dentro i quali si colloca questa nostra proposta di riflessione”.

“ La conclusione alla quale giungiamo – dichiara Marta Rodriguez – con il nostro percorso di ricerca è che possiamo leggere il corpo a partire da una “grammatica relazionale”, in cui l’uomo e la donna si orientano l’uno verso l’altro, per il dono reciproco. Questo punto d’arrivo diventa dunque la premessa per una nuova tappa di ricerca nella quale domandarci se la simbolica dei corpi ci dica qualcosa sui rapporti tra gli uomini e le donne nei diversi ambiti della vita: familiare, sociale e culturale.

Vorremmo poter affermare che il “generarsi” reciproco – conclude la Rodriguez – che abbiamo colto dalla lettura del corpo, sia possibile nel rapporto di coppia, pur non essendo prerogativa di essa. Vorremmo essere in grado di sostenere che gli uomini e le donne possano arricchirsi vicendevolmente nei diversi ambiti della vita sociale e culturale, e che la loro interazione porti alla crescita personale di ognuno, e a un’opera che, se bene sorga dalle prospettive di entrambi, diventi più ricca che l’opera di soli uomini o donne.”

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