APRA: Intervista a Monsignor Vaccarotto

APRA: Intervista a Monsignor Vaccarotto

Mons vaccarottoIntervista a Monsignor Vaccarotto, al termine dell’ultima lezione di Diritto Canonico tenutasi venerdì 27 maggio, presso l’Ateneo Regina Apostolorum. Al momento dei saluti il Decano di Teologia, il Prof.re McNamara , a nome suo e delle autorità alla presenza del Rettore Villagrasa e del Segretario Generale P. Montanaro ha donato una medaglia per l’eccellenza accademica ed una Croce, la croce del buon pastore: “A lei – dichiara McNamara- che ha insegnato il diritto canonico con il cuore di buon pastore”.

Cosa porta con se come docente presso l’Ateneo Regina Apostolorum?

Porto con me la forza dell’entusiasmo, perché qui al Regina Apostolorum ho trovato sempre molto entusiasmo anche nei momenti più critici per la Legione e dal canto mio ho cercato sempre di incoraggiarli e a guardare al futuro.

In che modo il suo lavoro in Vaticano, come giudice della Sacra Rota Romana, influenza il suo ruolo di docente e viceversa?

La docenza l’ho portata avanti su due linee, quella pastorale perché nonostante gli impegni giuridici sono stato sempre legato a qualche comunità di fedeli ed una più prettamente giuridica. In 44 anni di servizio presso i tribunali ecclesiastici prima a Padova, poi Venezia ed infine il tribunale Apostolico della Rota Romana ho avuto la possibilità di fare tesoro di una numerosa e variegata casistica che ho cercato di tradurre sempre commentando i canoni.

Come vive un canonista il confronto, se esiste, tra misericordia e legge nel contesto del Giubileo della Misericordia?

Quando feci il giuramento come prelato uditore della Rota Romana, dissi che l’essere giudice a nome del Santo Padre significava fare un servizio a Lui e attraverso Lui alla Chiesa. Ho sempre avuto come principio ispiratore nei vari servizi resi ai diversi tribunali il canone 1752 e cioè la salvezza delle anime, che è legge suprema della e nella chiesa. Posso dire che non c’è contrasto tra aspetto giuridico e pastorale che non può esser definito tale se non è radicato nella misericordia.

Quale messaggio vuole veicolare agli studenti e all’Ateneo tutto?

Una frase che come docente proferii nelle prime lezioni che tenni qui e che mi capita tutt’oggi di utilizzare e che è rimasta nella memoria degli stessi studenti è “Il codice vi salverà le spalle”.

 Il codice è una linea guida dove un pastore saggio e fedele può trovare delle indicazioni che armonizzino la fedeltà alla chiesa, madre e maestra e dà anche una dimensione di accoglienza.

Michela Coluzzi

Iscriviti alla newsletter