Fisica quantistica, l’interpretazione della filosofia

Fisica quantistica, l’interpretazione della filosofia

Dal Avvenire Bologna Sette | 27 Marzo 2017

Il dibattito filosofico sulla fisica «quantistica» è il tema della videoconferenza del master in Scienza e Fede in agenda martedì 28, alle 17,10 all’Istituto Veritatis Splendor (via Riva Reno 57). Istituto che, collaborando con l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, ha dato vita a questa opportunità formativa (Info: tel. 051 6566239; e-mail: [email protected]).  Ad analizzare la fisica quantistica in un ottica filosofica sarà Julio Moreno-Dàvila, docente dell’Apra. «La tendenza attuale della filosofia premette il docente è basata sulla ermeneutica, la scienza dell’interpretazione, che permea tutti i campi della riflessione filosofica odierna. Secondo molti autori contemporanei, capire è essere in grado di dare un’interpretazione, superando il principio cartesiano che definiva il capire nell’avere “idee chiare e distinte”». Insomma «vogliamo capire i fenomeni del microcosmo quantistico, quindi essere capaci di dare un’interpretazione verbale». I fisici, osserva il docente, «hanno sviluppato le equazioni che reggono lo svolgimento del mondo quantistico e funzionano molto bene. Ma cosa significano queste affermazioni matematiche? Come possiamo interpretarle nel linguaggio di tutti i giorni? Vogliamo capire: è il compito dell’ermeneutica ovvero della filosofia». A ben vedere «non è un compito facile poiché ci sono moltissime interpretazioni nel mondo della meccanica quantistica. Ma il grande dibattito cui fa riferimento il titolo si riferisce alle posizioni contrastanti di Niels Bohr e Albert Einstein. Nell’interpretazione di Copenaghen (quella di Bohr) una particella non ha una posizione definita nello spazio fino a che non la si misura. Secondo questa interpretazione, è proprio la misura che forza la particella ad avere una posizione ben definita. Einstein ridicolizzava quell’interpretazione “Pensate veramente che la luna non sia lì quando nessuno la guarda?”». Einstein «era realista, pensava che ci fosse una realtà indipendente delle nostre misure e delle nostre teorie. Per lui, l’ignoranza della posizione della particella è epistemica; per Bohr invece l’indeterminazione è ontica. Ecco, noi tutti abbiamo certi principi che ci spingono a concepire una teoria o un’altra. Una sarà la teoria d’un realista come Einstein, altra la teoria di un idealista. Qui si spiega come la filosofia aiuta la fisica in generale e in particolare la meccanica quantistica, facendo espliciti i principi, le fondamenta su cui si edificano le teorie della fisica».

di: Federica Gieri Samoggia

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