Abstract conferenza Master Scienza e Fede: I miracoli di Lourdes tra scienza e Fede

Abstract conferenza Master Scienza e Fede: I miracoli di Lourdes tra scienza e Fede

a cura del Dott. Franco Balzaretti, Vice Presidente  Nazionale AMCI

Lourdes è da sempre il santuario della sofferenza e degli ammalati, ecco perché i  medici sono stati – e sono tuttora – molto importanti per la storia di questo luogo sacro, unico al mondo. Al punto che già più di un secolo fa, il dr. Boissarie (uno dei più importanti medici del Bureau Médical) affermava che: “La storia di Lourdes è stata scritta dai medici!”. E questa parola profetica pervade, ancora oggi, ogni medico, ogni ammalato ed ogni pellegrino presente a Lourdes. Possiamo quindi affermare che proprio la serietà della medicina, la lealtà ed il rigore da essa dimostrati, rappresentano dei fondamenti essenziali per la credibilità e la fama del santuario stesso.

Come sappiamo, nell’ambito del Santuario di Lourdes, tutti gli anni ci sono dei pellegrini ammalati che credono di aver beneficiato di una guarigione straordinaria; alcuni di loro desiderano darne testimonianza e fare una dichiarazione volontaria e spontanea. Questi si rivolgono allora all’Ufficio delle Constatazioni Mediche (Bureau Médicale), una struttura permanente del Santuario, operante ininterrottamente sin dal 1883, data della sua fondazione

Ed è proprio qui che in­tervengono i medici, che vengono interpellati per «spiegare» tali fenomenologie, e che risultano quindi indispensabili nella constatazione della loro autenticità. Anche perché lo studio medico-scientifico delle guarigioni riveste, da sempre, un ruolo centrale, oserei dire cruciale, nell’iter processuale di una causa di beatificazione o canonizzazione, ma soprattutto a Lourdes, dove le guarigioni inspiegabili sono particolarmente numerose

Tuttavia i medici si limitano solo a valutare il fenomeno della guarigione stessa, mentre il riconoscimento del “miracolo” non compete alla scienza medica, essendo una nozione di pertinenza teologica.  E infatti, contrariamente a quanto si crede, un miracolo non è solo un fatto sensazionale o inspiegabile ma implica anche una dimensione spirituale. Per cui una guarigione, per essere qualificata come miracolosa, deve rispettare queste due condizioni:

  1. che avvenga secondo delle modalità straordinarie e imprevedibili
  2. che sia vissuta in un contesto di fede

Sarà perciò sempre indispensabile un dialogo tra la scienza medica e la Chiesa: il significato del “miracolo“, pur essendo essenzialmente legato alla religione e alla teologia, presenta delle chiare valenze di rilevanza medico-scientifica.

Oltretutto la parte preponderante dei miracoli è rappresentata, oggi come al tempo di Gesù, dai “miracoli di guarigione”.. Questo è il motivo per il quale il loro studio medico-scientifico viene affidato a medici esperti ed altamente qualificati. E quindi, per valutare le numerose guarigioni che si registrano a Lourdes, c’è una Commissione medico/teologica ad hoc, il CMIL (Comitato Medico Internazionale di Lourdes) di cui mi onoro di far parte. Ed il CMIL, dopo un’approfondita valutazione di tutta la documentazione, consulto collegiale e discussione del caso, stabilisce, se la guarigione in esame sia da ritenersi o non ritenersi eccezionale o addirittura inspiegabile, in base alle conoscenze scientifiche del momento.

Vorrei, a questo punto sottolineare, che la metodologica seguita dal CMIL (Comitato Medico Internazionale di Lourdes) è, esattamente, la stessa che viene utilizzata per la ricerca scientifica (centri di ricerca, società scientifiche etc.). Per cui i medici del CMIL sono, da sempre, motivati dalle stesse esigenze scientifiche, peculiari della loro professione e seguono quindi il principio di Jean Bernard: “quel che non scientifico non è etico”

E quindi i componenti del CMIL, anche se credenti (e…a maggior ragione se lo sono), nei loro dibattiti sono vincolati  al massimo il rigore scientifico; ed anzi sono chiamati ad essere ancor più attenti e prudenti nelle loro valutazioni e giudizi.

Anche perchè va sottolineato che la chiesa non spinge mai, ma anzi frena e chiede ai medici: rigore scientifico, severità, intransigenza e oggettività assoluta.

E quindi il loro fine peculiare è la ricerca della Verità; una verità incontestabile. Il che presuppone una stretta collaborazione e, soprattutto, una cooperazione sinergica tra gli esperti delle varie discipline ed i teologi, in quanto la guarigione, per essere definita scientificamente non spiegabile, necessita di speciali attribuzioni.

Si deve al cardinale Prospero Lambertini, poi Papa Benedetto XIV, il merito di aver precisato le caratteristiche del miracolo anche sotto l’aspetto medico-scientifico. Infatti nella De servorum beatificatione et beatorum canonizatione (libro IV, capitolo VIII, 2 – 1734) egli fissava sette criteri per il riconoscimento della straordinarietà o inspiegabilità di una guarigione:

  1. La malattia deve avere caratteristiche di GRAVITÀ, con una prognosi negativa.
  2. La diagnosi reale della malattia deve essere SICURA e precisa
  3. La malattia deve essere unicamente ORGANICA non Pscichica
  4. Un’eventuale TERAPIA non deve aver favorito la guarigione
  5. La guarigione deve essere repentina, IMPROVVISA, istantanea
  6. La ripresa della normalità deve essere COMPLETA, senza convalescenza
  7. La guarigione deve essere DURATURA (non ci devono essere recidive).

E questi criteri di Lambertini sono ancora validi ed in uso ai nostri giorni, e rappresentano anche oggi il giusto riferimento per il giudizio di non-spiegabilità. Ed è stato proprio il rispetto di questi criteri ad avvalorare la serietà e l’obiettività del CMIL, le cui conclusioni rappresentano, da sempre, un indispensabile riscontro peritale che consente poi di procedere a tutti gli ulteriori giudizi canonici, necessari per riconoscere i veri miracoli, tra le migliaia di guarigioni attribuite all’intercessione della Beata Vergine di Lourdes.

E quindi, i medici sono sempre stati molto importanti per le guarigioni di Lourdes, anche perché essi devono saper sempre conciliare le esigenze della ragione con quelle della fede, in quanto il loro ruolo e funzione è di non eccedere in un eccessivo positivismo, così come anche di escludere ogni possibile spiegazione scientifica.

Molti si domandano se avvengono ancora i miracoli a Lourdes? Ebbene nonostante gli straordinari progressi ed il crescente scetticismo della medicina moderna, i membri del CMIL ogni anno si riuniscono per valutare ed accertare delle guarigioni straordinarie, ottemperando così, con serietà ed intransigenza, i rigorosi criteri della Chiesa.

Per cui, a fronte di oltre 7.300 dichiarazioni di guarigioni sono solo 70 i casi dichiarati miracolosi, dal 1858 ad oggi, dalla guarigione di Catherine Latapie, avvenuta pochi giorni dopo la prima apparizione a Massabielle, all’ultimo caso, quello di Suor Bernadette MORIAU, che è la  70° miracolata riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa; nel febbraio 2018, da mons. Jacques Benoît-Gonnin, vescovo di Beauvais.

IL CMIL

Alla fine dell’ottobre scorso il dott. Franco Balzaretti ha partecipato alla riunione annuale del CMIL (Comitato Medico Internazionale di Lourdes), di cui fa parte da circa vent’anni e che si è svolta a Lourdes. E quest’anno la riunione è stata particolarmente significativa, in quanto ricorreva il 65° anniversario di fondazione del CMIL.

Ed infatti il 9 febbraio del 1954 mons. Theas, primo vescovo di Lourdes del dopo-guerra, annunciava che il Comitato Nazionale di Lourdes (creato nel 1947) veniva esteso ad altre nazioni, diventando così un’istituzione internazionale. E questo proprio in considerazione alle numerosissime guarigioni, dichiarate da ammalati provenienti da tutto il mondo, ma anche per il crescente interesse (soprattutto scientifico) di molti medici stranieri, per le guarigioni di Lourdes.

Ed in effetti nel 1953 i medici stranieri, provenienti da 24 nazioni diverse (per la maggior parte italiani) erano stati 577. Nel 2019 (alla fine ottobre) i medici presenti a Lourdes sono stati circa 2.300, e tra questi molti italiani: oltre 1/3 del totale.

La riunione del CMIL del 2019 è stata presieduta dai due nuovi co-presidenti: Mons. Antoine HÉROUARD (Vescovo Ausiliario di Lille e Delegato Apostolico per il Santuario di Lourdes) ed il Prof. Olivier JONQUET Direttore della cattedra di Rianimazione ed Assistenza Respiratoria dell’Università di Montpellier (F) e Accademico di Francia.

Molto toccante ed emozionante è stato poi l’incontro del CMIL con Suor Bernadette MORIAU che, come si accennava, è l’ultima dei 70 miracolati riconosciuti ufficialmente dalla Chiesa. La sua bellissima testimonianza ha confermato, ancora una volta, di come queste persone si sentano più dei testimoni della potenza e dell’amore di Dio, che non i protagonisti delle loro storie straordinarie, enfatizzate (forse anche troppo) dalle varie riviste e tv di tutto il mondo.

Molto commovente è stata la descrizione di Suor Bernadette, di come ha avuto la grazia, e di come ha vissuto la sua guarigione fisica, ma anche di come sia stato paradossalmente difficile, per molti versi, poter riprendere a camminare e condurre una vita normale: “Sono rientrata nella mia camera e là una voce mi ha detto: “Togli i tuoi apparecchi”. E io, non sapendo cosa mi capitava, non mi sono posta delle domande. Ho tolto tutto, e lì sorpresa: potevo muovermi e non avevo più male. Il mio piede, che era da molto tempo estremamente deformato, si è raddrizzato. E sono crollata. Ho pianto per diversi giorni. Giungerà poi, come una liberazione, una passeggiata di cinque chilometri fra i boschi.”

Ma torniamo ancora al CMIL, che è composto, a differenza di altre commissioni, da membri titolari permanenti: una trentina circa, provenienti da tutto il mondo, oltre ad alcuni membri onorari; ed è presieduto, dal febbraio 2019, dal nuovo Delegato Apostolico, nominato dal Santo Padre, e da un co-presidente, eletto tra i suoi membri effettivi. E, attualmente è quindi presieduto, come si accennava prima, da Mons. Antoine HÉROUARD e dal Prof. Olivier JONQUET.

Il CMIL, che si riunisce annualmente a Lourdes, esamina i vari casi in studio ed uno o più dei suoi membri vengono incaricati di studiarlo a fondo, redigendo poi un’approfondita relazione clinico scientifica e fornendo anche le informazioni ed i riferimenti bibliografici su tutto ciò che la letteratura medica mondiale ha pubblicato per i casi simili; e si possono anche consultare degli esperti, esterni al comitato, mantenendo ovviamente sempre l’anonimato della persona guarita.

Il comitato esamina i dossier in corso e, quando sono stati raccolti tutti i dati ed elementi necessari (e questo può durare molto tempo), per voto segreto, il comitato dichiara o rifiuta di affermare che questa guarigione è inspiegabile, secondo lo stato attuale della scienza; seguendo, per tale valutazione, i sette criteri del cardinale Lambertini. E’ sempre necessaria una maggioranza favorevole per due terzi, per un parere positivo, anche se tuttavia si cerca sempre di raggiungere un giudizio il più possibile unanime.

La valutazione medica viene poi trasmessa al Vescovo della diocesi di provenienza della persona guarita, che sulla base dei dati forniti – e dopo il parere di una sua commissione diocesana scientifico/teologica nominata ad hoc – può dichiarare il miracolo. E solo lui lo può fare!

Nel 2018, le guarigioni dichiarate sono state circa 40, di cui 20 sono da considerare solo come testimonianze (non avendo le caratteristiche peculiari dell’inspiegabilità).

Mentre, attualmente ci sono una decina di casi considerati interessanti, che vengono seguiti dal CMIL ed alcuni di questi potrebbero anche avere degli sviluppi importanti.

Alla riunione del 2019 è intervenuto anche il nuovo rettore del Santuario di Lourdes: mons. Olivier Ribadeau Dumas, che si presentava con un breve intervento di saluto, in cui ricordava, tra l’altro, che, tra i nostri compiti del CMIL, c’è anche quello di mettere dei limiti alla nostra scienza ed intelligenza. Ed è questo un compito fondamentale perché i medici è non devono eccedere in un esasperato scientismo e positivismo, escludendo a priori ogni possibile intervento soprannaturale.

Sì perchè noi medici dobbiamo sempre ricordare che la scienza ha dei limiti e  non può sempre spiegare tutto ed inoltre, a Lourdes, la guarigione restituisce non solo la salute fisica, ma anche la salvezza, perché Cristo passa nelle nostre vite, come in mezzo alle folle del Vangelo e, oggi come allora, continua a lasciarsi toccare!

E quindi Lourdes, oggi come in passato, spinge noi medici a spiegare le vele dei nostri sguardi al soffio della speranza, per vedere con occhi veramente solidali il nostro fratello colpito dalla sofferenza e sull’esempio del buon samaritano, offrire il nostro servizio, ma anche tutto il nostro amore, ai nostri ammalati.

 

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