“La gioia della Pasqua – la gioia della Verità”

“La gioia della Pasqua – la gioia della Verità”

a cura del Magnifico Rettore Padre Jesús Villagrasa, LC.

La Pasqua è attraversata dalla gioia di un annuncio e dall’annuncio di una gioia immensa: Il Signore è Risorto.

La scelta del titolo della recente Costituzione Apostolica per le università e facoltà ecclesiastiche, Veritatis Gaudium(VG), ci riporta al cuore dell’annuncio evangelico ricevuto e condiviso, al kerygma:

“La gioia della verità esprime il desiderio struggente che rende inquieto il cuore di ogni uomo fin quando non incontra, non abita e non condivide con tutti la Luce di Dio. La verità, infatti, non è un’idea astratta, ma è Gesù, il Verbo di Dio in cui è la Vita che è la Luce degli uomini (cfr. Gv 1,4) […] Nell’incontro con Lui, il Vivente (cfr Ap 1,18) e il Primogenito tra molti fratelli (cfr Rm 8,29), il cuore dell’uomo sperimenta già sin d’ora, nel chiaroscuro della storia, la luce e la festa senza più tramonto dell’unione con Dio e dell’unità coi fratelli […]. È questa la gioia che la Chiesa è spinta da Gesù a testimoniare e ad annunciare nella sua missione, senza sosta e con sempre nuova passione” (VG 1)

A questa missione evangelizzatrice della Chiesa e a questa gioia è collegata partecipa la missione e la gioia di una comunità universitaria ecclesiastica. Il rinnovamento della Chiesa e di una università pontificia passano per un processo di concentrazione o accentramento nel kerygma. Non a caso il primo, tra i quattro “criteri di fondo per un rinnovamento e un rilancio del contributo degli studi ecclesiastici a una Chiesa in uscita missionaria” formulati da papa Francesco, è la contemplazione e la “introduzione spirituale, intellettuale ed esistenziale nel cuore del kerygma, e cioè della sempre nuova e affascinante lieta notizia del Vangelo di Gesù” (VG 4).

La proclamazione: “è resuscitato non è più qui!” che annunciano la mattina di Pasqua le donne che si erano recate alla tomba, è la Buona Novella che si propaga al debutto della predicazione apostolica e della vita della Chiesa; resta la più grande Buona Novella da diffondere; San Pietro la annuncia per la prima volta ai pagani e a noi il compito di diffonderla sempre e in ogni luogo.

Nella predicazione apostolica il kerigma è il centro dell’annuncio cristiano del Vangelo, e consiste nella proclamazione della morte e risurrezione di Gesù Cristo, fatto sotto l’azione dello Spirito Santo da chi ne è stato testimone (Atti 9,20; 1 Corinzi 1,21 e 15,11).

Gli atti degli Apostoli che leggiamo durante il periodo pasquale illuminano la nostra vita personale e quella della nostra comunità. “Celebriamo quindi la  Pasqua con un cuore nuovo, rinnovato nella giustizia e nella verità.

La Risurrezione di Gesù è la verità culminante della nostra fede in Cristo e rappresenta, con la Croce, una parte essenziale del Mistero pasquale che è al centro della fede cristiana

La liturgia è la celebrazione del Mistero di Cristo e in particolare del suo Mistero pasquale. “L’Eucaristia è il banchetto pasquale, in quanto Cristo, realizzando sacramentalmente la sua Pasqua, ci dona il suo Corpo e il suo Sangue, offerti come cibo e bevanda, e ci unisce a sé e tra di noi nel suo sacrificio” (Compendio del Catechismo, 287). L’Eucaristia è fonte e culmine di tutta la vita cristiana. “Nell’Eucaristia toccano il loro vertice l’azione santificante di Dio verso di noi e il nostro culto verso di lui. Essa racchiude tutto il bene spirituale della Chiesa: lo stesso Cristo, nostra Pasqua. La comunione della vita divina e l’unità del Popolo di Dio sono espresse e prodotte dall’Eucaristia. Mediante la celebrazione eucaristica ci uniamo già alla liturgia del Cielo e anticipiamo la vita eterna” (Compendio 274).

Gesù, consapevole che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, non vede nella sua morte un oscuro ed inspiegabile destino. Egli sa che è venuto per questa donazione di Sé all’uomo “Questo è il mio corpo, che è per voi; questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue». Il pane spezzato e il calice offerto non sono segni vuoti, solo evocativi della memoria; sono testimoni che la parola di Cristo si trasforma nella realtà stessa del suo Corpo e del suo Sangue. Questo è l’insondabile mistero dell’Eucarestia istituita nel Cenacolo.

L’Eucarestia è dunque la presenza permanente del sacrificio di Cristo, e del Risorto, nostra Gioia e nostra Pasqua.  Comunichiamo questa gioiosa Buona Novella: “Cristo è risorto”.

 

Iscriviti alla newsletter