Maleny Medina – LA PREGHIERA DISCORSIVO AFFETTIVA: LA MEDITAZIONE

La meditazione ha due finalitĂ , una intellettiva e un altra affettiva, che possono darsi allo stesso tempo:

-         L’intellettiva: la meditazione cerca di accrescere nella mente la conoscenza di Dio, della vita divina, delle verità della fede e della persona e mistero di Gesù Cristo, in modo tale che questa conoscenza ci porti a formare convinzioni salde, che resistano alle influenze contrarie o instabili della sensibilità.

-         L’affettiva: nella meditazione discorsivo-affettiva, l’elemento affettivo è il più importante. Non basta che la ragione consideri la verità. La preghiera comincia propriamente quando l’anima, illuminata dalla fede e infiammata dalla verità soprannaturale considerata dalla ragione, prorompe in affetti (ripugnanza del peccato, confusione per la propria miseria, fiducia nella misericordia di Dio, gratitudine per i doni ricevuti, ammirazione davanti alla gratuità dell’amore di Dio, ecc.) e atti di fede, di speranza e di amore a Dio, con cui si stabilisce un dialogo intimo, familiare e profondo.

Come avviene questa partecipazione della ragione e della volontĂ ?

 

-         Dobbiamo aiutare la volontà ad unirsi a Dio e ad esprimerGli tutto quanto desidera il proprio spirito...; ma la volontà, visto che è una facoltà cieca, ha bisogno di essere illuminata, svegliata. Questo lavoro d’illuminazione e di spinta lo realizza l’intelligenza, che riflette, penetra la verità (tutto ciò che può essere oggetto del pensiero), fa che brilli una nuova luce, una nuova forza che diventa stimolo, energia...

-         E la volontà agisce sotto quest’azione dell’intelligenza, realizza i suoi atti, formula i suoi affetti.

Quali sono gli atti della volontĂ  nella preghiera?

Gli affetti, le petizioni, le decisioni (divisione logica, non cronologica). Questi atti possono venire insieme, separatamente, dall’inizio o no, ecc.

Gli affetti sono quei movimenti dello spirito per cui l’anima nostra, illuminata dalle sue riflessioni e dalla grazia, sale a Dio: s’incontra con Lui, L’adora, Lo loda, Lo ringrazia; gli offre con generosità tutto il suo amore di figlio, e promette di essergli fedele, di amarLo e di compiere la Sua volontà. Riconoscendosi come figlio prodigo, gli chiede perdono per tutte le offese che gli ha arrecato e gli manifesta il suo dolore sincero.

-         Si richiedono più affetti che pensieri. L’amore verso Dio vale di più che la conoscenza di Dio (S. Tommaso). Non basta conoscere Dio per essere perfetto, ma amarLo e compiere la Sua volontà.

-         Gli affetti sorgono anche dalle applicazioni dell’intelletto.

*Ad esempio: stiamo meditando sulla redenzione di Cristo. Sentiamo il dovere di rinnegare noi stesse e fare dei sacrifici per Lui, di compiere la Sua volontà. Quindi, la volontà farà suoi gli affetti di Cristo: “Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà”.

-         Gli affetti devono prendere la forma di un appassionato amore per Dio. Questo è un dono di Dio. Gesù al Getsemani aveva una carica altissima di “passione” per la gloria del Padre, in modo tale che gli fece superare ogni sentimento contrario. Si tratta di una carità così infiammata che diventa passione: per Dio, per le sue cose, per la sua volontà, ecc.

-         Consideriamo qui gli affetti non solo come atti della volontà, ma come atti delle virtù teologali.

Le petizioni: che non mi separi mai da te, che non mi allontane della tua amicizia, ecc. Petizioni fatte con fiducia, con perseveranza, con umiltà, a seconda di ciò di cui abbiamo parlato con Dio.

Le decisioni: le risoluzioni costituiscono il momento pratico culminante della meditazione. Atteggiamenti e determinazioni che la volontà prende come proprie durante la meditazione, vedendole in Cristo e seguendo la luce dello Spirito Santo. “Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste” (Mt. 5, 48)

-         Le decisioni sono il frutto maturato dagli affetti e dalle petizioni. “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli” (Mt 7,21)

Maleny Medina

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