Una vita per la vita

Una vita per la vita

La Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (www.upra.org) ha istituito il premio “Una vita per la vita”. Questo riconoscimento sarà assegnato annualmente a persone o istituzioni che hanno contribuito, in diversi ambiti, a valorizzare, amare, rispettare e difendere la vita umana.

Il primo premio è stato consegnato giovedì 14 maggio 2009 a Lucia Barocchi, in una cerimonia condotta dal Prof. Massimo Losito, nell’aula Master del giovane ateneo romano diretto dai Legionari di Cristo.

Pensando all’opera preziosa che ha svolto Lucia Barocchi, con tante opere di solidarietà, non si può fare a meno di utilizzare l’espressione “una vita per la vita”.

Questa dolcissima signora ha condiviso con il marito Carlo un’intera esistenza a sostegno dei bambini più bisognosi, come ha ricordato nella sua introduzione Padre Fernando Fabó, L.C., Decano della Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.

“Già negli anni sessanta – ha raccontato il sacerdote – Carlo e Lucia Barocchi promossero l’apertura di numerose case-famiglia. Non avendo avuto figli propri, la coppia ravvisò in questa privazione la volontà divina che li invitava a donarsi ad altri fanciulli con maggiore intensità. Ciò li arricchì di un’appassionata premura per l’infanzia.

Negli anni settanta l’Arcivescovo di Firenze, Cardinale Florit, chiamò Carlo e Lucia Barocchi a far parte di un Comitato per la Difesa della Vita Nascente, da lui creato. Da quel piccolo gruppo nacque il primo Centro italiano di Aiuto alla Vita e, subito dopo, il Movimento per la Vita Italiano”.

Ma Lucia Barocchi è anche molto conosciuta per le sue pubblicazioni sul tema del diritto alla vita, strumenti d’amore che hanno permesso di diffondere un messaggio importante a tanti volontari in Italia e nel mondo.

Tra i frutti del suo incessante impegno, ricordiamo il libretto “La vita umana: prima meraviglia”, che la Pontificia Accademia per la Vita ha definito “una piccola opera d’arte e di scienza” per la chiarezza dell’esposizione priva di polemiche, il rigore scientifico delle informazioni e la capacità di mostrare la bellezza e la dignità della storia umana fin dal concepimento.

Questo è sempre stato lo stile di Lucia Barocchi, evidenziato anche nell’intervento di Carlo Casini, Presidente del Movimento per la Vita italiano. Uno stile sempre ottimista, costruttivo e comunicativo, ben riassunto nel filmato che è stato proiettato per ripercorrere alcune tappe dell’affascinante percorso umano, culturale e spirituale di questa straordinaria testimone del nostro tempo.

“In un’epoca in cui la vita umana viene minacciata – ha detto Padre Pedro Barrajón, L.C., Rettore dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum – la Chiesa sente il dovere di stare dalla parte dei più deboli: i bambini non ancora nati.

Ci sono sempre state persone che, attente al valore della vita, l’hanno protetta e difesa. Oggi queste persone giocano un ruolo speciale. Come descritto negli Atti degli Apostoli, i primi discepoli di Gesù, mossi dallo Spirito Santo, avevano un dono particolare, quello della parresia, ovvero la forza evangelica di proclamare senza paura la verità sui fatti della vita del Maestro, di fronte ad una società diffidente ed ostile. Oggi i volontari della vita sono chiamati ad avere questa qualità apostolica: la convinzione forte e radicata della verità e della bontà del Vangelo della vita.

Il Rettore dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum ha voluto sottolineare che “il bello dell’esempio della Signora Barocchi non è solo in ciò che lei ha fatto. Ma soprattutto nel modo in cui l’ha fatto: con amore, con dedizione, con intelligenza, con cuore di donna”.

“La vita – ha detto Padre Barrajón – deve essere difesa e accolta con amore, perché l’amore è l’unico atteggiamento che comprende in profondità il valore della vita. Chi non ama la vita non può difenderla.

L’amore comporta, poi, dedizione. Chi ama sa donarsi. Non solo donare qualche cosa di esterno a sé, ma donare la propria vita, donare il proprio essere. Gesù l’ha detto chiaramente nel Vangelo e l’ha fatto, poi, dando la sua vita sulla croce. Lo fanno tante mamme e papà, sapendo che essere genitori significa dare la vita per i propri figli. Lo deve fare l’apostolo della vita, che si dona totalmente alla missione al servizio di essa”.

Carlo Climati, Responsabile ufficio stampa Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.

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