APRA: oggi si è celebrato l’inaugurazione dell’anno accademico 2017-2018

APRA: oggi si è celebrato l’inaugurazione dell’anno accademico 2017-2018

Relazione di S. E. Rev.ma Mons. Luis Francisco Ladaria Ferrer, S.I., Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede

«La verità rivelata di Dio ha bisogno della ragione del credente per poter essere universalmente proclamata. Soltanto la ragione può impedire che la fede precipiti nella superstizione, nel fideismo o nel fondamentalismo fanatico». Lo scrive S. E. Rev.ma Mons. Luis Francisco Ladaria Ferrer, S.I., Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, nella relatio magistralis “Il metodo della teologia secondo i recenti documenti della Chiesa” durante l’inaugurazione dell’Anno Accademico 2017-2018 dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, prolusa in data odierna presso l’Auditorium “Giovanni Paolo II”, alla presenza delle Autorità Accademiche, dei docenti, degli studenti e delle autorità civili e militari.

Il testo ha declinato in maniera chiara ed esaustiva il rapporto tra l’auditus fidei e l’intellectus fidei alla luce del Magistero di San Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco.

«La Chiesa – prosegue il testo- ha parlato molto spesso della fede come di un “ossequio razionale”. L’obbedienza della fede richiede di prestare a Dio liberamente l’ossequio dell’intelletto e della volontà, ma certamente non rinunciare ad essi. La fede dal canto suo allarga gli spazi e il campo della ragione, porta alla ricerca di cammini che l’intelletto da solo nemmeno avrebbe potuto sospettare».

Questo significa che la teologia non è mai un discorso puramente umano, ma «deve nutrirsi della preghiera e della lode»; «una teologia che non purifica il cuore del teologo e dei suoi uditori, che non li porta tutti all’incontro diretto e amoroso col Dio vivo, non sarebbe una vera teologia».

Nella Lectio Inauguralis il Rettore Magnifico, P. Jesús Villagrasa, L.C., ha sottolineato che l’Ateneo «si impegna, nel solco della grande tradizione ecclesiastica, ad offrire alla Chiesa e alla società uno spazio di libertà per una ricerca seria e appassionata del vero, del buono e del bello, che trova la sua più grande espressione nel Creatore di ogni cosa». «Rispetto alle nuove e complesse realtà caratterizzate dalle questioni che riguardano, ad esempio, la bioetica, l’etica economica, il rapporto tra scienza e fede – ha aggiunto – vogliamo ascoltare e accogliere con fede e religioso ossequio il Magistero della Chiesa e aggiornare e applicare gli insegnamenti delle grandi tradizioni teologiche e filosofiche».

Una sfida ambiziosa attende docenti e studenti alle soglie del giubileo del venticinquesimo anno di attività che inizierà il 9 aprile 2018 e si concluderà il 25 marzo 2019.

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