Uno di noi!

Uno di noi!

Il 1 gennaio 1970


In particolare si chiede alla Ue di porre fine al finanziamento di attività che presuppongono la distruzione di embrioni umani nei settori della ricerca, nei programmi di riduzione delle nascite e nella pratiche di sanità pubblica che presuppongono la violazione del diritto alla vita.
La possibilità di farsi veramente sentire dall’Europa è divenuta concreta dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona (1-1-2009). Esso prevede che almeno un milione di cittadini europei appartenenti ad almeno sette Stati possano ottenere una discussione con la loro partecipazione dinanzi alle istituzioni europee.
Il 1° aprile 2012, primo giorno in cui era giuridicamente possibile proporre la richiesta, è stata presentata la domanda affinché ogni essere umano sia riconosciuto come “uno di noi” fin dal concepimento in ogni azione svolta direttamente dall’Unione Europea.
Qualche giorno prima a Bruxelles, in una aula del Parlamento europeo,
più di 30 Movimenti per la Vita in rappresentanza di 21 Paesi dell’Unione Europea, si sono riuniti ed hanno formalmente costituito il Comitato promotore dell’Iniziativa europea.
La proposta che i pro life fanno, attraverso il quesito che sarà sottoposto all’adesione popolare, è di estendere la protezione giuridica della dignità, del diritto alla vita e dell’integrità di ogni essere umano fin dal concepimento in tutte le aree di competenza della Ue.
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Quest iniziativa popolare vuole chiedere alla Commissione Europea di riconoscere che l’embrione umano è persona umana, cioè UNO DI NOI. In particolare si chiede alla Ue di porre fine al finanziamento di attività che presuppongono la distruzione di embrioni umani nei settori della ricerca, nei programmi di riduzione delle nascite e nella pratiche di sanità pubblica che presuppongono la violazione del diritto alla vita.

one_of_usQuesta iniziativa popolare vuole chiedere alla Commissione Europea di riconoscere che l’embrione umano è persona umana, cioè UNO DI NOI. In particolare si chiede alla Ue di porre fine al finanziamento di attività che presuppongono la distruzione di embrioni umani nei settori della ricerca, nei programmi di riduzione delle nascite e nella pratiche di sanità pubblica che presuppongono la violazione del diritto alla vita.
La possibilità di farsi veramente sentire dall’Europa è divenuta concreta dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona (1-1-2009). Esso prevede che almeno un milione di cittadini europei appartenenti ad almeno sette Stati possano ottenere una discussione con la loro partecipazione dinanzi alle istituzioni europee.
Il 1° aprile 2012, primo giorno in cui era giuridicamente possibile proporre la richiesta, è stata presentata la domanda affinché ogni essere umano sia riconosciuto come “uno di noi” fin dal concepimento in ogni azione svolta direttamente dall’Unione Europea.
Qualche giorno prima a Bruxelles, in una aula del Parlamento europeo, più di 30 Movimenti per la Vita in rappresentanza di 21 Paesi dell’Unione Europea, si sono riuniti ed hanno formalmente costituito il Comitato promotore dell’Iniziativa europea.
La proposta che i pro life fanno, attraverso il quesito che sarà sottoposto all’adesione popolare, è di estendere la protezione giuridica della dignità, del diritto alla vita e dell’integrità di ogni essere umano fin dal concepimento in tutte le aree di competenza della Ue.
Vi invitiamo a riempire personalmente il modulo online di adesione all’iniziativa europea di protezione dell’embrione umano, “Uno di Noi”. Ci vogliono 5 minuti. Riempite il modulo qui.
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